VEGLIA DI AVVENTO: L’Azione Cattolica sabato nella chiesa parrocchiale di Vaiano

Veglia di Avvento nella Chiesa parrocchiale di Vaiano, sabato sera, organizzata dall’Azione Cattolica diocesana. Tema della serata: Dov’è la tua casa. Maestro, dove abiti? Venite e vedrete. Ha presieduto il vescovo Daniele.

La Veglia – fra letture e canti – si è svolta in tre momenti, sulla falsariga del racconto evangelico dei due discepoli del Battista, Giovanni e Andrea, che seguono Gesù per vedere dove abita (Gv. 1,35-39):

1 – “Io vagabondo”: la condizione che caratterizza tanti giovani di oggi di trovarsi girovaghi o nomadi o turisti, più che pellegrini.

2 – L’incontro con il Signore come è successo ai due discepoli di Giovanni Battista.

3 – L’abitare: la scoperta di Gesù è la scoperta di una mèta, di un obiettivo e di una relazione che suscita la “nostalgia di casa”.

Interessante il momento dell’intervento del vescovo Daniele. Invece della solita riflessione, abbiamo assistito a un dialogo tra lui e i giovani che gli hanno rivolto alcune domande.

Innanzitutto: “Lei non è mai stato vagabondo e come ha cambiato il suo vagabondare in un cammino”?

“Perdersi – ha risposto mons. Gianotti – è una bella esperienza. A me, per esempio, è capitato in montagna. Ci vuole inventiva. Dal punto vista della vita spirituale, non mi pare di essermi mai perso, per grazia del Signore che mi ha fatto trovare vicino persone che mi hanno aiutato.

Ma ci sono persone bellissime – a aggiunto – che hanno fatto un lungo vagabondare prima di trovare il Signore e arrivare alla fede. Sant’Agostino ad esempio, oppure Charles de Foucault che per dodici anni ha perso la fede e poi, dopo averla trovata, ha continuato la ricerca, vivendo come Gesù. Infine ha fatto la scelta del deserto, vivendo in mezzo si Touareg.”

E aggiunge una figura femminile: “Ricordo anche, Etty Hillesum, ragazza olandese che dopo un certo vagabondaggio intellettuale, scelse Dio, fino a salire sul treno per essere deportata al forno crematorio. E tante altre persone che hanno compiuto itinerari complicati prima di arrivare a Dio.”

“Nel Vangelo – la seconda domanda dei giovani – si parla di figure autorevoli, come parlare di un maestro per noi giovani?”

“Nel Vangelo – ha risposto il vescovo – i discepoli vanno verso Gesù: venite e vedete… li invita a condividere la sua vita. Rimangono molto colpiti dal Maestro. Lo seguono, non capiscono tutto e subito, ma non importa. Il Signore non pretende che noi comprendiamo tutto e subito, ma ci invita a stare con lui, a frequentarlo e a capire poco per volta. La sfida è crescere nell’amicizia con il Signore.”

“Conosciamo poco Gesù – terza domanda – come imitare Andrea e Giovanni oggi?”

Ed ecco l’ultima risposta del vescovo: “Proviamo a prendere in mano il Vangelo, leggiamolo, entriamo in sintonia con il Signore. I Vangeli sono il racconto di Gesù fatto da coloro che sono stati con lui. Infine, il cammino per conoscere Gesù lo si fa insieme. Dentro l’esperienza della Chiesa. Non abbiamo altre strade lungo le quali incontrare il Signore.”