Montodine – Opere di conservazione e valorizzazione della Chiesa di Santa Maria Maddalena Penitente. Prima la casa parrocchiale, poi la torre campanaria

A Montodine sono in atto una serie di opere di conservazione e valorizzazione della chiesa di Santa Maria Maddalena Penitente. In questi giorni sono in corso dei lavori per la casa parrocchiale, mentre quelli per la torre campanaria saranno avviati la prossima primavera. L’intervento è stato autorizzato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Province di Brescia, Cremona e Mantova fin dal 2011 e confermato a fine 2016 dalla stessa Soprintendenza, oggi Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Cremona, Mantova e Lodi.
“L’intervento appena iniziato – spiega l’architetto Flavio Cassarino, progettista e direttore dei lavori – fa parte di un progetto generale per il complesso parrocchiale che era stato concepito per essere realizzato a stralci, anche distanziati cronologicamente, in base alle risorse economiche man mano reperite dalla parrocchia”. Negli anni scorsi sono stati sistemati facciata e tetto della chiesa. Lo stralcio avviato, riguardante come detto canonica e campanile, prevede una spesa di 702.000 euro, finanziata a metà con i fondi dell’Otto per mille alla Chiesa Cattolica: per la restante somma, si stanno “battendo” varie piste e bandi. È interessata anche la Diocesi di Crema.
I lavori in corso presso la canonica, precisa l’architetto Cassarino, “prevedono un consolidamento statico impegnativo a livello di fondazioni, necessario a causa di un dissesto noto fin primi anni Settanta del secolo scorso, che vede la porzione sud-occidentale dei fabbricati adiacenti alla chiesa parrocchiale e circoscriventi la zona absidale subire un meccanismo di ribaltamento verso l’esterno al quale, intorno al 1974, si cercò di porre rimedio con interventi che dapprima aggravarono il fenomeno e successivamente riuscirono a rallentarlo, forse a bloccarlo, senza tuttavia far seguire riparazioni ai danni nel frattempo prodottisi sulle strutture murarie, che da allora rimangono gravemente lesionate e pongono il fabbricato in condizioni di rischio di crolli nel caso di un evento sismico anche di limitata intensità. Gli studi condotti sul terreno, i cui risultati sono riportati nella documentazione specialistica a firma del geologo Leonardo Poli e del geotecnico Umberto Croce, specialista in consolidamenti fondazionali, hanno dimostrato la necessità di intervenire anche sulle fondazioni della porzione di fabbricato che principalmente subì il cedimento e che è caratterizzata dalla presenza di un interrato ancora puntellato dai lavori degli anni ’70”.
In pratica l’intervento consentirà, in caso di sisma, di rendere indipendente il comportamento statico della canonica e delle strutture che circoscrivono la zona absidale della chiesa dallo stesso edificio sacro il quale, per le sue grandi dimensioni, richiederà in futuro lavori specifici e ulteriori investimenti.
“Le opere avviate nei giorni scorsi”, riprende l’architetto Cassarino, “contemplano anzitutto un intervento sulle fondazioni destinato a eliminare, date le condizioni non confortanti del sottosuolo prossimo, ogni cedimento in atto o possibile, anche in relazione al recupero funzionale del fabbricato, che potrebbe determinare un aumento di carichi verticali. Seguirà un intervento di confinamento strutturale di solai e coperture dei tre corpi di fabbrica, attuato mediante incatenamenti e controventamenti su ciascun piano orizzontale e sul piano inclinato delle coperture, con lo scopo di indurre ciascun corpo di fabbrica a un comportamento scatolare, in grado di limitare i danni di un sisma e, soprattutto, di scongiurate il caso di un crollo”.
Per quanto riguarda il campanile, per i lavori si dovrà attendere la primavera. “Il progetto – riferisce Cassarino – prevede un insieme di opere rivolto alla messa in sicurezza delle scale di salita alla sommità, la conservazione e l’eventuale consolidamento dei solai lignei interni (compresa la manutenzione di accessi a botola che consentono l’ingresso nei sottotetti delle navate), quindi la pulitura delle pareti interne e della cella campanaria, la manutenzione del castello delle campane e dell’impianto elettrico di alimentazione, la sistemazione della cuspide e la realizzazione di sistemi per l’allontanamento dei piccioni”.
Le imprese impegnate sono: Fratelli Vanelli di Montodine, Pergeo di Medole (Mn) e Ambra Conservazione e Restauro di Vanzaghello(Mi).