Papa Francesco in Myanmar – Il viaggio apostolico entra nel vivo. L’incontro con i leader religiosi nel refettorio dell’arcivescovado a Yangon

(da AgenSir)
Il viaggio apostolico è entrato nel vivo. Alle 10 di questa mattina nel refettorio dell’arcivescovado a Yangon (4.30 a Roma) Papa Francesco ha incontrato i leader religiosi del Myanmar. Un incontro durato una quarantina di minuti circa.
La sala stampa della Santa Sede riferisce che dopo il saluto e l’introduzione del vescovo John Hsane Hgyi, tutti i leader religiosi presenti – buddisti, musulmani, hindu, ebrei, cristiani (anglicani e cattolici) – hanno parlato brevemente. Nel corso del colloquio il tema centrale è stato quello dell’unità nella diversità. Erano presenti all’incontro: Ashin Aria Wonthar Biwontha (Myawaddy Min Gyi Monastery), Asia Alin Sayadaw (Buddhist monk), Sayadaw U Thila Wontha (president of the Botahtaung Sankhanayaka), Sayadaw Thondara (vice rector of International Wipathanar University, Sigaing), U Myint Shwe (president of Religions for Peace and Yadana Metta Development Buddhist Organization), Ahah khaliphosh U Aye Lwin (chief convener Islamic Center of Myanmar), Ahah U Nyunt Maung Sheine (president of Islamic religious affair council Myanmar), Ahah U Khin Maung Myint (chairperson Islamic center of Myanmar, c/o U Aye Lwin), U Kyaw Thu (secretary of All Myanmar Hindu Centre Council, c/o of Sann Min Naing), Sann Min Naing (organizing secretary of Hindu Drama Shiksha Samiti), Robert Manam Tu Ja (catholic leader, Kachin), Patrick Loo Nee (president of Myanmar Council of Churches), l’anglicano Stephen Than Myint Oo (archbishop of the Church of the Province of Myanmar), rev. Mahn San Thein Tun (secretary of Public Relationship Committee, Myanmar Baptist Convention) rev. Aung Thet Nyunt (patron of Myanmar Prayer Committee), rev. Paul Myint Htet (secretary of Province of the Church of Myanmar) e Sammy Samuel (leader of Jewish Community).
Dopo l’incontro con i leader religiosi e prima della celebrazione della santa messa in privato, il Pontefice ha incontrato brevemente il leader buddhista, Sitagou Sayadaw. Il direttore della Sala Stampa, Greg Burke, ha dichiarato che “l’incontro rappresenta lo sforzo di incoraggiare la pace e la convivenza fraterna come unica via da percorrere. Quanto è bello vedere i fratelli uniti. Uniti non vuol dire uguali. L’unità non è uniformità, anche all’interno della stessa Confessione. Ognuno ha i suoi valori, le sue ricchezze e anche le sue mancanze”.L’incontro è continuato con Papa Francesco che ha spiegato che “siamo tutti diversi e ogni confessione ha le sue ricchezze, le sue tradizioni, le sue ricchezze da dare, da condividere. E questo può accadere solo se si vive in pace. E la pace si costruisce nel coro delle differenze. L’unità sempre si dà nelle differenze”. La pace, ha aggiunto, è “armonia”. In questo tempo “sperimentiamo una tendenza mondiale verso l’uniformità, a rendere tutto uguale. Questo è uccidere l’umanità. Questa è una colonizzazione culturale. E dobbiamo capire la ricchezza delle nostre differenze (etniche, religiose, popolari), e da queste differenze si dà il dialogo. E da queste differenze si impara dall’altro, come fratelli. E in quanto tali potete aiutare a costruire questo Paese, che anche geograficamente ha così tante ricchezze e differenze. La natura in Myanmar è molto ricca nelle differenze. Non abbiamo paura delle differenze! Uno è nostro padre. Siamo fratelli. Restiamo come fratelli. E se discutiamo tra di noi, che sia come tra fratelli che subito si riconciliano. Sempre ritornano ad essere fratelli. Penso che solo in questo modo si costruisca la pace”.
La chiusura dell’incontro è stato un appello: “Costruite la pace. Non lasciatevi uniformare dalla colonizzazione delle culture. La vera armonia divina si fa attraverso le differenze. Le differenze sono una ricchezza per la pace”.