Capergnanica – Le precisazioni dell’amministrazione comunale dopo l’incendio a Palazzo Robati

Il minialloggio danneggiato e la stufetta causa dell'incendio

“A seguito dell’incendio accorso la sera del 26 novembre presso il minialloggio di Palazzo Robati in cui era ospitata una famiglia in una situazione economica priva di reddito, è indispensabile ricostruire e puntualizzare quanto successo”. Inizia così il comunicato diffuso dall’amministrazione comunale di Capergnanica, che intende far chiarezza circa l’episodio e rispondere alle accuse dell’uomo di origini egiziane ospite del monolocale con la sua famiglia, il quale ha accusato il Comune di non aver sistemato la caldaia “obbligandolo” così ad accendere una stufetta, causa poi dell’incendio.

Prosegue il comunicato dell’amministrazione: “La famiglia, dopo lo sfratto esecutivo in data 7 giugno 2016, si è rivolta ai servizi sociali del Comune di Capergnanica per richiedere un aiuto. Vista la presenza di quattro figli minori, si è attivato lo stato di emergenza sociale che prevede – come da normativa vigente – l’obbligo dell’Ente locale a trovare un ricovero per moglie e figli minori. Il Comune, data l’impossibilità di individuare un alloggio privato dove allocare la famiglia, si è subito attivato per il soggiorno di moglie e figlie presso una comunità e successivamente presso i locali dell’Agriturismo Cascina Arcobaleno. Dopo la chiusura per cessata attività di quest’ultima struttura, il Comune si è trovato di fronte a un bivio: pagare una spesa di 48.000 € annui per il ricovero della madre e delle figlie presso strutture di accoglienza o utilizzare lo stabile di proprietà comunale appena liberatosi presso Palazzo Robati”.

“A tutela delle minori, è stato redatto un accordo scritto con il capofamiglia dove il Comune ha garantito al nucleo familiare una disponibilità temporanea, come ricovero/riparo a protezione delle intemperie, a titolo di concessione emergenziale. Tale accordo non si configura né come comodato d’uso della struttura né come contratto di locazione”.

“I servizi sociali e l’amministrazione comunale hanno più volte cercato di sollecitare il capofamiglia alla ricerca di un’occupazione, non ultimo l’invito a recarsi presso un centro accreditato da Regione Lombardia per il reinserimento lavorativo”.

“Nello specifico dell’accaduto, l’uomo ha inoltre violato le basilari norme di sicurezza mettendo a repentaglio, in primis, la vita della moglie e delle figlie installando un congegno composto da una bombola GPL collegata ad una stufa a gas. Dalla relazione dei Vigili dei Fuoco si evince che l’incendio è stato presumibilmente causato proprio da questa stufa, provocando danni agli intonaci e agli infissi, circoscritti al solo appartamento”.

“Tempestivo l’intervento dei Vigili del Fuoco al seguito della chiamata del sindaco Alex Severgnini e del consigliere Emanuele Frassi che si trovavano presso Sala dei Fauni di Palazzo Robati in occasione della Rassegna cinematografica. La moglie e tre delle figlie presenti nell’appartamento sono state fatte evacuare incolumi. Allo stesso modo, le persone presenti alla visione del film. Il padre, al momento dell’accaduto, non era presente nella casa”.

“Come previsto, il Comune ha attivato lo stato di emergenza abitativa trovando un alloggio notturno per la famiglia. Il Comune ora è impegnato nelle richieste di risarcimento danni e si riserva di avviare le dovute procedure di contenzioso”.