Ripalta Guerina – Cena benefica in oratorio, 1.530 euro per il vescovo Rosolino in Guatemala

Il vescovo cremasco Rosolino in Guatemala

Il piacere di trovarsi a tavola per gustare cibi buoni e genuini e, allo stesso tempo, fare del bene. È accaduto ancora una volta a Ripalta Guerina, grazie al lodevole impegno del gruppo di volontari dell’oratorio: 130 le persone che, a fine ottobre, hanno condiviso il bel momento conviviale, una cena benefica a base di stinco di maiale e polenta i cui proventi – 1.530 euro – sono stati devoluti, su indicazione del vescovo di Crema monsignor Daniele Gianotti, alla diocesi del Quiché in Guatemala, guidata dal Vescovo cremasco monsignor Rosolino Bianchetti.

La cena a sfondo benefico proposta dall’oratorio guerinese – sempre attivo con diverse iniziative – è giunta alla sua seconda edizione. Lo scorso anno, infatti, i ben 1.940 euro raccolti furono destinati alla Croce Rossa Italiana impegnata nei soccorsi del terremoto che ha colpito Umbria e Marche.

Con la passione e la serietà che li distingue, i volontari dell’oratorio hanno dunque organizzato una nuova cena “pro missioni”, raccogliendo l’entusiastica adesione da parte di singoli e famiglie, felici di assaporare la bontà del menù (complimenti agli chef!), di godere di un servizio impeccabile e di trascorrere una piacevolissima serata, per di più con un fine solidale.

Stavolta, come detto, la somma raccolta è stata inviata tramite bonifico al vescovo Rosolino in Guatemala, così come indicato allo staff dell’oratorio di Ripalta Guerina dal nostro vescovo Daniele. “Siamo molto riconoscenti per la vostra generosità – ha risposto via e-mail don Rosolino, come affettuosamente è ancora chiamato da tutti i cremaschi – e la somma sarà usata sempre a favore di chi ha più necessità. Vi facciamo tanti auguri per il vostro impegno come discepoli di Gesù. Con un abbraccio fraterno”.

Don Rosolino, nato a Camisano il 25 febbraio 1945, è stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1974 e, per tre anni, è stato curato a Santa Maria della Croce. Nel 1977 ha lasciato la nostra diocesi e, come sacerdote missionario ‘fidei donum’, è stato in Venezuela e poi, dal 1979, in Guatemala. Ha operato nella diocesi di Escuintla, quindi in quella del Quiché: qui è diventato parroco a Uspantàn e poi a Lancetillo. In seguito, s’è offerto volontario per il villaggio di Chajul, teatro di un eccidio nel quale erano stati assassinati il parroco, il sacrestano e alcuni catechisti: il suo amore per la gente del Quiché, di fatto, l’ha spinto a scegliere quella terra in un momento difficile, quando imperversava la persecuzione. Qui, tra una miriade d’iniziative sociali, educative e pastorali, ha fondato la Cooperativa Val Vaq Quiol, che lavora nell’ambito del commercio equo-solidale e che ha permesso alla gente del luogo di prendere coscienza dei propri diritti e doveri.
Nel 1987, don Rosolino è stato incardinato nella diocesi del Quiché dove, oltre che parroco, è divenuto anche membro del Consiglio presbiterale e del Consiglio dei Consultori e, dal 2005, vicario generale e parroco della cattedrale “Santa Cruz del Quiché”.

Durante tutti gli anni trascorsi nel Quiché, don Rosolino s’è identificato con i suoi abitanti, discendenti dei Maya: ha imparato la loro lingua, ha vissuto come loro, ha rischiato la vita per loro… Avrebbe voluto rimanere con questa gente, da contemplativo. Il Signore, invece, proprio per la sua dedizione appassionata al popolo, lo ha voluto Vescovo: la nomina è avvenuta il 20 novembre 2008, quando il Santo Padre lo ha scelto per la guida della diocesi di Zacapa y Santo Cristo de Esquipulas. Ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 31 gennaio 2009, dalle mani del Vescovo del Quiché Mario Alberto Molina Palma. Nel 2012, quindi, la nuova nomina di papa Benedetto XVI e il ritorno nell’amato Quiché, dove don Rosolino è andato certamente con gioia, per rimettersi sul cammino al fianco della sua amata gente.

Tante le iniziative e le opere portate avanti da monsignor Bianchetti: per lui, ora, anche il concreto aiuto degli amici di Ripalta Guerina che, dicono, “siamo sempre felici di poter dare una mano. Proprio per questo il prossimo anno saremo pronti ancora a organizzare una cena benefica per aiutare chi più ne ha bisogno”.