Mons. Guerino di Tora: ius soli risolve i problemi, non li crea

“La legge sullo ius soli risolve i problemi, non li crea stabilendo una maggiore responsabilità impegnando tutti al benessere del Paese. Purtroppo, anziché approfondire la legge, ci siamo immersi in un dibattito ideologico di un cosmopolitismo poco concreto e di un identitarismo nazionale altrettanto aleatorio”.

Lo dice mons. Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma e presidente della Fondazione Migrantes, in una nota su https://www.romasette.it/ (Romasette è una testata on line della diocesi di Roma). “Nel contesto di integrazione – scrive – rientra il riconoscimento di cittadinanza a coloro che nascono in questa nazione, parlano la nostra lingua, accettano la nostra Costituzione: lo ius soli”. Una legge “che prevede l’acquisizione della cittadinanza per chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, dei quali almeno uno sia in possesso del diritto di soggiorno permanente” precisa mons. Di Tora. Non è quindi un’invasione, né un’intrusione, ma un principio di diritto internazionale contro l’apolidia. Egualmente per lo ius culturae, cioè l’acquisizione della cittadinanza a seguito di un processo formativo per i minori arrivati entro il 12° anno di età, che dimostrino di avere completato un processo intero di studi e accettano pienamente le nostre leggi e la nostra Costituzione”.

Così mons. Di Tora conclude: “La convinzione che le migrazioni non sono la ‘fine del mondo ma l’inizio di un mondo nuovo’, come la storia ha più volte insegnato, unita a un rinnovato impegno e presa di coscienza da parte di tutti, ci offrono la speranza di poter costruire una società aperta di benessere nella novità e nella continuità”.