CREMA – Contraffazione agroalimentare e tutela delle specificità e qualità delle nostre produzioni

Il saluto del sindaco Stefania Bonaldi al convegno "Benignitas terrae: difenderne i frutti e il lavoro"

È stato di notevole interesse il convegno di ieri l’altro, in sala Pietro da Cemmo, al Sant’Agostino, promosso dalla Camera di Commercio di Cremona in collaborazione con lo studio legale Ferrajoli sul tema della contraffazione agroalimentare e della tutela delle specificità ed elevate qualità delle nostre produzioni nell’intera filiera del comparto.
D’alto livello i relatori, intervenuti dopo i saluti istituzionali del sindaco Stefania Bonaldi, che s’è detta onorata d’ospitare un evento di questa caratura, e l’introduzione del segretario generale della Cciaa Maria Grazia Cappelli, che ha illustrato la realtà agroalimentare nella provincia: 490 l’imprese, con oltre 6.000 dipendenti e più di 500 milioni di euro di export nel 2016.
Il microfono è passato quindi al generale dei carabinieri Antonio Ricciardi, comandante della neo costituita Unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare. La cui mission è correlata al titolo del convegno: “Benignitas terrae: difenderne i frutti e il lavoro”. La difesa, ha spiegato, implice il concetto di tutela: innanzitutto dei marchi che identificano il prodotto e, dunque, la sua specificità di alto contento qualitativo. Perché la tutela è riferita sia alla fase di produzione, che a quella di lavorazione-trasformazione e di vendita, oltre che dell’ultimo anello della filiera, i consumatori destinatari dei prodotti, che vanno garantiti sia della salubrità che della correttezza dell’informazione sui medesimi acquistati.
E ha sinteticamente illustrato gli ambiti operativi dell’Unità, attestando come il nostro Paese sia all’avanguardia in questo, specie proprio nel settore agroalimentare, rispetto al resto del mondo.
Situazione confermata dall’assessore regionale all’agricoltura Gianni Fava, che ha ricordato come “la tutela dei prodotti alimentari è stata uno dei contenuti pregnanti di Expo”.
E nell’evidenziare l’enorme propensione all’export della Lombardia – pari a oltre il 35% dei 110 miliardi di euro del manifatturiero a livello nazionale – la gran parte del quale è agroalimentare, ha sostenuto con fermezza che “a 35 anni dall’entrata in vigore del sistema delle tutele attraverso consorzi e meccanismi come le denominazioni non possiamo fare passi indietro. Pena buttare gli investimenti fatti in questi anni da aziende serie”.
“La specificità e il valore delle nostre produzioni agroalimentare va tutelato. Per questo mettiamo a disposizione un sistema di controlli rigido, che consente di perseguire chi sgarra, senza la tolleranza che si trova all’estero.”
“Riteniamo importante che negli accordi internazionali resti basilare la tutela. Perché quando hai una reputazione, operi nella legalità, hai tutto. Se perdi l’immagine è difficilissimo riconquistarla”.
A sua volta il colonnello Salvatore Paiano, comandante il Nucleo speciale della tutela proprietà intellettuale della GdF, costituito due anni fa, ha illustrato come si articola l’attività del reparto, in particolare del Siac-Sistema informativo anti contraffazione.
Aspetti specifici della tematica son stati poi approfonditi dal prof. Erasmo Neviani, ordinario del dipartimento di scienze degli alimenti e del farmaco all’università di Parma; dal dottor Alberto Bressani, esperto di strategie internazionali; dal dottor Vincenzo Natali, esperto di Sistemi di qualità agroalimentare; e dall’avvocato Cinzia Coduti, consulente dell’Osservatorio sulla criminalità in agricoltura e sul Sistema agroalimentare.
A chiudere i lavori – moderati da Francesco Spirito, già colonnello della finanza e ora legal project manager dello Studio Ferrajoli – il presidente della Camera di commercio di Cremona Gian Domenico Auricchio e l’avvocato Luigi Ferrajoli, organizzatori del convegno. Patrocinato dalla “Strada del gusto Cremonese”, che ha tra gli obiettivi la valorizzazione e promozione del turismo attraverso le produzioni agroalimentari e di specialità gastronomiche, unitamente a un’azione di controllo degli standard di qualità degli stessi.
Gran finale: “Vin d’honneur” offerto da Sistema Impresa e Commercio.