GABRIELE DURANTI: 17ANNI E UN PIANOFORTE

Fra i talenti che il nostro territorio può vantare, da alcuni anni è presente il giovane pianista Gabriele Duranti (nella foto) di Soncino, classe 2000. Da tempo gode meritatamente dell'attenzione degli appassionati di musica, e in particolare del pianoforte, per le sue straordinarie doti, che riesce a sfruttare appieno. La sua avventura musicale ha preso il via nel febbraio del 2007, a sette anni nemmeno compiuti, presso il corso attivato all'Accademia della Banda di Soncino che da pochi mesi aveva introdotto in modo innovativo il pianoforte nei suoi percorsi di studio. L'importante incontro con il maestro Enrico Tansini che, prima a Soncino per tre anni poi all'Istituto “L. Folcioni”, fino al 2016 ha rappresentato la sua guida musicale e la persona a cui fare riferimento per tutte le scelte e i vari passi successivi.
Cosa hai ammirato nel tuo Maestro? “La sua professionalità mi ha davvero fatto crescere molto sotto l'aspetto musicale, ma è stata soprattutto la sua capacità di mediare e di dosare sforzi e sacrifici nel rispetto di tutte le altre componenti della vita che mi ha aiutato in particolar modo”.
Come sei approdato in seguito al Conservatorio di Milano? “Dopo aver superato due esami da privatista, di cui uno proprio a Milano, capii che il Conservatorio del capoluogo lombardo sarebbe stato uno dei miei obiettivi. Con l'aiuto dei miei familiari e con un po' di insistenza riuscii a 'strappare' un'audizione, che andò molto bene, così mi confermarono la possibilità di entrare in questa importante realtà musicale. In quell'occasione conobbi il maestro Cristina Frosini, attuale direttore del Conservatorio, e ora i miei studi stanno proseguendo sotto la sua guida”.
Quali sono state le tue esibizioni più significative prima di giungere a Milano? “La prima importante fu un recital musicale in Sala Bottesini al Folcioni nel 2012. Sempre in quell'anno a Soncino fui protagonista di un concerto per pianoforte nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Ma ovviamente i concerti che mi hanno dato più soddisfazione sono stati quelli legati alle mie due partecipazioni al Festival Pianistico 'Mario Ghislandi' di Crema, nel 2013 per il trentennale e nel 2014 per l'edizione dedicata ai giovani”.
So che anche a Milano sei stato protagonista di importanti eventi, quali? “Nel 2017 a gennaio in Sala Verdi un concerto per pianoforte e orchestra di Mozart, evento finale dopo una masterclass con Alexander Lonquich; a maggio in Sala Puccini omaggio a Fiorenzo Carpi e per la Rassegna 'Estate nel chiostro del Conservatorio' la Rapsodia in blu di Gershwin per pianoforte e orchestra”.
Lungo la tua esperienza quali sono stati gli autori e i brani più amati? “All'inizio ovviamente Mozart e Beethoven. A seguire, negli anni successivi Rachmaninov e Prokofiev, solo per citarne alcuni. Una passione che non finisce mai però rimane Chopin; in questi giorni, ad esempio, sto preparando l'Andante Spianato e la Grande Polonaise Brillante”.
A che punto sono ora i tuoi studi? “Inizio quest'anno il secondo anno accademico. Concluderò il triennio nell'autunno del 2019. Ho avuto la possibilità di anticipare queste fasi di circa tre anni in quanto parallelamente sto frequentando il Liceo Musicale per il conseguimento della maturità; sto per iniziare la quarta superiore. Dal 2020 in poi vorrei chiudere il ciclo completando gli studi con il biennio accademico finale. In Italia o all'estero…vedremo”.
Quali sono le tue prossime mete formative e artistiche e che sogni hai per il futuro? “I miei professori di Conservatorio mi propongono spesso masterclass e attività didattiche importanti. Milano offre buone possibilità da questo punto di vista e per me si sta rivelando una vetrina inaspettata. Sogni per il futuro ne ho parecchi, come forse è lecito che sia alla mia età. Vedremo se si tratterà di esperienze in Italia o all'estero, l'importante è imparare sempre e non smettere mai lo studio e l'apprendimento. La musica a mio avviso è bellezza artistica, cultura, passione e molte altre cose. Io mi ritengo fortunato della possibilità che ho di studiare e a volte di suonare in pubblico e quindi vorrei passare il più possibile agli altri questi importanti valori. Confesso che amo molto il momento del concerto perché solo lì riesco a concretizzare tutto il lavoro dei mesi precedenti e, se possibile, a passare qualche emozione…”.
Di certo il giovane Gabriele di emozioni ne ha già regalate tante e non smetterà qui, dal momento che ha le idee piuttosto chiare su come proseguire il suo percorso didattico e artistico, ancora aperto a mille esperienze e soddisfazioni, per le quali si merita i migliori auguri.