AL VIA IL RINNOVAMENTO DELL'AC

Giornata di avvio di un percorso di rinnovamento in vista dell'Assemblea Straordinaria del 2018, per l'Azione Cattolica, radunata oggi presso il seminario vescovile di Vergonzana. Una sessantina di iscritti (presidenti delle varie parrocchie, ma anche semplici iscritti), guidati dal presidente diocesano Antonio Crotti e l'assistente diocesano don Remo Tedoldi.
In mattinata ha parlato l'ex-assistente nazionale dott. Paola Bignardi che ha individuato alcune sfide per la Chiesa e per l'AC e ha dato qualche prospettiva per come affrontarle: la sfida della fede, con particolare riferimento alle giovani generazioni; la sfida delle periferie, ossia dei poveri; la sfida della sinodalità che lei interpreta come appello a dare spazio alle relazioni e a dare la possibilità ai credenti di “prendere la parola” nei termini della vita quotidiana; ed infine la sfida del rapporto tra le generazioni. È necessario uscire dagli schemi con cui abbiamo affrontato finora queste sfide per trovare modi nuovi in un mondo nuovo.
A mezzogiorno il vescovo Daniele ha presieduto l'Eucarestia nella cappella del Seminario. Nell'omelia si è soffermato innanzitutto sulla frase della lettera ai Romani: “Se noi viviamo, viviamo per il Signore; se noi moriamo, moriamo per il Signore… noi siamo del Signore!” Questa appartenenza che supera e sta all'inizio di ogni altra, è frutto del dono che il Signore ha fatto di sè. Una frase che dobbiamo ricordarci spesso!”
“È nell'orizzonte di questa apparenza – ha continuato – che accogliamo il Vangelo. Al termine del discorso ecclesiastico, Gesù va al cuore di come pensa la comunità dei suoi discepoli: comunità dove ci si perdona, dove ci si aiuta, dove ci si corregge, dove si è uniti. Una comunità dove la consapevolezza dell'incommensurabile dono di Dio diventa capacità di accoglienza e di perdono reciproco. Così che la comunità è il segno vivente del perdono di Dio.
Tema doveva stare molto a cuore a Gesù – ha sottolineato mons. Gianotti – se l'ha messo nella preghiera del Padre nostro: in questo perdono vicendevole sta il cuore del cristianesimo.”
Pietro ha posto a Gesù la questione in termini personali, ma in realtà il perdono riguarda anche le comunità i gruppi le associazioni e le parrocchie. E, a questo proposito il vescovo Daniele ha letto alcuni brani estremamente significativi della Evangelii Gaudium:
“All'interno del Popolo di Dio e nelle diverse comunità – scrive papa Francesco – quante guerre! Nel quartiere, nel posto di lavoro, quante guerre per invidie e gelosie, anche tra cristiani! La mondanità spirituale porta alcuni cristiani ad essere in guerra con altri cristiani che si frappongono alla loro ricerca di potere, di prestigio, di piacere o di sicurezza economica. Inoltre, alcuni smettono di vivere un'appartenenza cordiale alla Chiesa per alimentare uno spirito di contesa. Più che appartenere alla Chiesa intera, con la sua ricca varietà, appartengono a questo o quel gruppo che si sente differente o speciale.
Ai cristiani di tutte le comunità del mondo desidero chiedere specialmente una testimonianza di comunione fraterna che diventi attraente e luminosa. Che tutti possano ammirare come vi prendete cura gli uni degli altri, come vi incoraggiate mutuamente e come vi accompagnate: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri» (Gv 13,35). È quello che ha chiesto con intensa preghiera Gesù al Padre: «Siano una sola cosa . in noi . perché il mondo creda» (Gv 17,21). Attenzione alla tentazione dell'invidia! Siamo sulla stessa barca e andiamo verso lo stesso porto! Chiediamo la grazia di rallegrarci dei frutti degli altri, che sono di tutti.”
“L'Azione Cattolica – ha concluso il vescovo Daniele – sia in prima linea un questo atteggiamento di misericordia e perdono. Il Vangelo sia testimoniato anche tramite questo stile di vita che trova nell'Eucarestia la sua radice.”
Dopo il pranzo mons. Gianotti ha proposto alcune sue riflessioni all'AC cremasca a partire dallo slogan “AC prossima” che contraddistingue in percorso assembleare. Il termine “prossimo” in senso temporale richiama il tempo “vicino” e quindi una certa dimensione di urgenza, e insieme “il tempo favorevole”: siamo chiamati a riconoscere la bontà del tempo che viviamo, senza facili ottimismi ma con un discernimento sapiente. Ma la prossimità è anche quella “spaziale” del farsi prossimo e qui il Vescovo ha richiamato le linee direttrici dell'AC nazionale per questi anni: la cura della parrocchia, il dialogo con le culture, la cura della vita del laico e la popolarità. L'intensa giornata si è conclusa con la presentazione dei programmi associativi 2017/18 dei diversi settori.
La prossima tappa del percorso di avvicinamento all'assemblea straordinaria sarà lunedì 16 ottobre alle ore 21 presso l'oratorio di SS. Trinità. L'AC in quella occasione si metterà in ascolto della voce di tre laici, non appartenenti all'associazione, impegnati nella pastorale diocesana. Ad essi verrà chiesto “Quale ruolo per l'AC in una chiesa in uscita?”.