FESTA DELLA SANTA CROCE CON IL VESCOVO

Culmine della Festa della Santa Croce – nella parrocchia di Santa Maria della Croce – è stata la celebrazione di giovedì sera in basilica, presenti il vescovo Daniele, il parroco padre Armando e gli altri Missionari dello Spirito Santo. Sull'altare anche un diacono di Reggio Emilia, intervenuto insieme a una piccola delegazione di amici di monsignor Gianotti nel giorno del suo compleanno. Sì perché la Messa in basilica ha fatto anche memoria di due alcune ricorrenze significative: il dono della vita del nostro Vescovo, il 25° di vita consacrata e il 15° di sacerdozio di p. Armando.
Preceduta dalla recita del Rosario, la funzione delle 18.30 è proseguita con la breve processione con la reliquia della Santa Croce fino alle 'quattro vie' dove sono stati benedetti i quattro punti cardinali, con l'intervento anche della corpo bandistico de Il Trillo. Appena prima, in chiesa, il Vescovo aveva incensato il quadro e il crocifisso del Battistero, manufatti appena rientrati dal restauro.
Nell'omelia mons. Gianotti ha proposto una riflessione sulla croce partendo dal Vangelo di Giovanni in cui egli si rivolge a Nicodemo, “in una festa che mi è cara perché mia mamma mi ha dato la vita proprio in questo giorno”.
“Quando ho pensato al motto del mio episcopato sono andato al Vangelo di Giovanni, scegliendo una frase che ritorna spesso e che sta a cuore all'Evangelista. Gesù dice che deve essere innalzato il figlio dell'uomo per avere la vita eterna. Si tratta di credere in Gesù per avere la vita eterna”, ha premesso. A Dio – ha proseguito nella riflessione – sta a cuore la pienezza della vita dell'uomo, è questo che vuole per la sua creatura. “Perché questo dono di vita potesse realizzarsi ha mandato suo figlio; in lui la vita eterna si è fatta visibile e ha fatto dimora in mezzo a noi. Accogliere lui è accogliere la vita, accogliere Dio che è la vita”. Ma il Vangelo dice qualcosa di più. “Bisogna che sia innalzato il figlio dell'uomo: la fede, l'incontro con Gesù richiede che egli sia innalzato, è Dio che ha voluto così. Il progetto di Dio passa per questa scelta. Innalzamento, però, non è solo la morte in croce, ma è innalzamento nella gloria”. Non è facile, ma si tratta di credere in qualcosa che è tutt'altro che evidente. “La croce come luogo di morte, anche dolorosa, ma allo steso tempo simbolo di vita. Questo ci deve portare verso la fede, credere nell'amore di Dio per il mondo. Non a caso San Paolo dice che la croce è scandalo dei giudei e follia dei pagani”. Infine l'invito all'assemblea a rivolgere lo sguardo a Lui, per essere con la nostra vita strumento per attirare verso Gesù altri per avere la vita eterna nel Suo nome”.
Dopo la Messa e la processione fino alle “quattro vie” di Santa Maria, con la benedizione della Santa Croce verso i quattro punti cardinali (a nord la campagna, a ovest le aziende, a sud la città e a est la basilica). All'oratorio il momento conviviale con una cena in piedi dove non è mancata la torta di compleanno per il vescovo Daniele.
Ancora una volta la Festa della Santa Croce s'è dimostrata forte momento di vita comunitaria. Numerose le iniziative liturgiche e non andate in scena con testimonianze, presentazione della società Asd Atalantina, gara di bocce, musica, karaoke, cene . Rinviata per maltempo, oggi sabato 16 settembre (alle ore 21) sarà recuperata la serata “Santa Maréa Cabaret” con possibilità di cenare insieme all'oratorio.
Luca Guerini