COLOMBIA: PAPA ALLA CHIESA DI S. CLAVER

Domenica mattina, dopo essersi congedato dalla nunziatura apostolica di Bogotá, il Papa si è trasferito in papamobile alla base aerea militare di Catam. Al suo arrivo ha salutato alcune persone della compagnia aerea Avianca nei pressi della scala dell'aereo. Quindi – a bordo di un B787 dell'Avianca – è decollato verso l'aeroporto “Rafael Núñez” di Cartagena. Al suo arrivo il Papa è stato accolto dall'arcivescovo di Cartagena, mons. Jorge Enrique Jiménez Carvajal, dal governatore, dal sindaco della città e da alcune autorità militari.
Prima di salire a bordo dell'auto che lo ha portato alla piazza S. Francesco d'Assisi, il Papa è passato davanti all'hangar dove circa 300 giovani hanno eseguito una coreografia sui temi della dignità della persona e dell'identità culturale.
Alle 10.15, ora locale, il Papa è arrivato alla piazza S. Francesco d'Assisi di Cartagena per la benedizione della prima pietra delle case per i senzatetto e dell'Opera Thalita Kum, alla presenza di alcune centinaia di persone, senzatetto e bambine assistite dall'Opera. Dopo l'indirizzo di saluto del parroco di S. Francesco, padre Elkin Acevedo, e la benedizione del Papa delle prime pietre delle strutture abitative, il Papa si è recato nella alla casa della signora Lorenza, una donna di 77 anni che da più di cinquant'anni lavora come volontaria alla mensa comunitaria. Quindi il trasferimento in auto alla chiesa di San Pietro Claver. “Benedetto sii Tu, o Signore, Dio della misericordia, che in tuo Figlio ci hai dato un esempio ammirevole di carità e per mezzo di Lui ci hai vivamente raccomandato il mandato dell'amore”, la preghiera letta dal Papa nel corso della cerimonia di benedizione della prima pietra: “Degnati di ricolmare con le tue benedizioni questi tuoi servitori, che desiderano dedicarsi generosamente all'aiuto dei fratelli; fa' in modo che, nel bisogno immediato, possano servirti fedelmente e pienamente nella persona del loro prossimo”.
“Ancora oggi, in Colombia e nel mondo, milioni di persone sono vendute come schiavi, oppure vanno mendicando un po' di umanità, un momento di tenerezza, prendono la via del mare o si mettono in cammino perché hanno perso tutto, a cominciare dalla loro dignità e dai loro diritti”. È stato il monito del Papa, poco prima di recitare l'Angelus nella chiesa di San Pietro Claver a Cartagena, città meta dell'ultima giornata del viaggio.
Francesco ha citato la Madonna di Chiquinquirá, molto venerata dai colombiani, e il gesuita che si proclamava “schiavo dei neri per sempre”: “Ci invitano a lavorare per la dignità di tutti i nostri fratelli, specialmente per i poveri e gli scartati dalla società, per quelli che sono abbandonati, per gli emigranti, per quelli che subiscono la violenza e la tratta. Tutti costoro hanno la loro dignità e sono immagine viva di Dio. Tutti siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio, e tutti la Vergine ci tiene tra le braccia come figli amati”. Altro esempio citato da Francesco, oltre alla signora Lorenza nella cui casa era entrato poco prima, è stata “una donna semplice, la prima devota della Vergine di Chiquinquirá, che secondo la tradizione si chiamava María Ramos”: “Ebbe il coraggio e la fede di collocare quell'immagine rovinata e rotta in un luogo a parte, restituendole la sua dignità perduta”.
In questo modo, per il Papa, “si fece paradigma di tutti coloro che, in vari modi, cercano di recuperare la dignità del fratello caduto per il dolore delle ferite della vita, di quelli che non si rassegnano e lavorano per costruire loro un'abitazione dignitosa, per assisterli nei bisogni impellenti e, soprattutto, pregano con perseveranza perché possano recuperare lo splendore di figli di Dio che è stato loro strappato”. “Il Signore ci insegna mediante l'esempio degli umili e di quelli che non contano”, il commento di Francesco, che poi ha menzionato san Pietro Claver, il quale “ha testimoniato in modo formidabile la responsabilità e l'attenzione che ognuno di noi deve avere per i fratelli”.