ISCHIA. IL TERREMOTO IN DIRETTA

Come vivere in prima persona un terremoto: è avvenuto per noi, ieri sera, martedì 21 agosto, sull'isola di Ischia (Na).
Stavamo concludendo la cena con un tipico “pane napoletano” quando, improvvisamente, alle 20.57, abbiamo sentito un boato, in contemporanea è saltata la luce e il pavimento ha iniziato a sussultare per alcuni secondi. “Terremoto!”, abbiamo gridato e siamo scappati fuori in giardino. “Calma, calma”, gridava Gino, uno dei nostri amici, mentre si cercava di far luce con le torce dei cellulari. Fuori, la stradina era già affollata dagli abitanti che avevano lasciato le case. Qualche minuto dopo la luce è tornata e tutto, attorno a noi, si è tranquillizzato. Nessun danno, nessuno oggetto era caduto a terra, nessuno era rimasto neanche lievemente ferito. Subito abbiamo cercato informazioni su dove fosse effettivamente l'epicentro del sisma, e abbiamo appreso dalle notizie che incominciavano a venire diffuse dai vari canali televisivi, che era nel mare, al largo di Forio, poi al largo di Casamicciola. Insomma, informazioni ancora frammentarie.
Ci siamo raccolti tutti in giardino, attorno a un grande tavolo in attesa di eventuali scosse di assestamento. Quando abbiamo saputo che ne erano già avvenute una decina senza che noi ce ne fossimo accorti, intorno alle 2 siamo rientrati per dormire tranquillamente nelle nostre camere.
I danni più gravi sono avvenuti in una frazione alta di Casamicciola, e ha interessato case di antica costruzione, deboli davanti a una scossa tutto sommato non di alto potenziale (4.0).
L'isola di Ischia è una sorta di rettangolo, sul lato nord si trovano da sinistra a destra: Lacco Ameno, Casamicciola, Ischia Porto, Ischia Ponte; Forio è sul lato occidentale; Sant'Angelo su quello meridionale. Il terremoto ha colpito solo una parte di Casamicciola e ha procurato qualche danno a Forio. Nelle altre località, oltre alla paura, grazie a Dio, non vi sono stati danni né a persone né a cose. Ma le informazioni televisive hanno ingigantito l'evento e non sempre si è capito che era concentrato in una precisa zona. Molti i villeggianti che, da ieri sera a questa mattina, hanno lasciato l'isola.
Comunque là dove s'è concentrato il sisma, i danni sono stati ingenti e – soprattutto – sono morte due donne: una schiacciata dalla casa in cui soggiornava, un seconda per una fatalità: aveva appena lasciato il marito a pochi metri per partecipare a una riunione di comunità ed aveva parcheggiato la macchina proprio di fianco a una chiesetta: in quell'istante la scossa di terremoto ha fatto cadere un cornicione che l'ha uccisa.
Numerosi i feriti e tanti gli sfollati che dovranno esser sistemati negli alberghi in attesa che venga verificata l'agibilità delle loro abitazioni. Salvate sette persone sotto le macerie, tra cui tre bambini. Una grande gioia rivederli sani e salvi. L'ospedale Rizzoli di Lacco Ameno è stato evacuato in un primo momento e – dopo le relative verifiche – ripristinato.
Stamattina il vescovo di Ischia, mons. Pietro Lagnese, si è recato proprio a Casamicciola alta, dove è crollata la palazzina a tre piani, dalla quale sono stati estratti vivi un neonato di sette mesi, Pasquale, e i suoi genitori. Il vescovo è restato sul posto finché non sono stati messi in salvo gli altri due figli: Mattias e, per ultimo, Ciro. Raggiunto al telefono dal Sir, proprio mentre si trovava sul luogo del disastro mons. Lagnese ci ha raccontato quello che ha visto: “A Casamicciola c'è proprio una devastazione. Salendo nella zona alta di Casamicciola ho visto tante macerie e auto capovolte. Qui e anche a Ischia c'è tantissima gente che cerca di scappare, soprattutto turisti”. Il presule ci ha spiegato che “ci sono state delle difficoltà nell'operazione di salvataggio dei due ragazzi”, soprattutto “perché uno dei due era coperto per buona parte del corpo da macerie ed era restato incastrato nella rete di un letto”. Mons. Lagnese, quando è stato estratto l'ultimo ragazzo, Ciro, ha espresso al Sir una “grande gioia” e ha rivolto il suo ringraziamento “a tutti i soccorritori che sono stati instancabili in questa operazione e anche a tutti quelli che stanno dimostrando solidarietà”.
Anche buona parte della chiesa del Purgatorio è crollata, “ma – ha dichiarato il vescovo – io stamattina sono corso qui perché mi interessa soprattutto stare vicino al papà e alla famiglia di questi bambini. Più tardi, passerò a salutare i familiari delle due donne decedute”. Una delle vittime, quella morta sotto le macerie della chiesa del Purgatorio, “non è un'anziana – ci ha precisato mons. Lagnese – come è stato detto, ma si tratta di Lina Balestrieri Cutaneo, membro del Consiglio pastorale diocesano. La donna, tra i cinquanta e i sessant'anni, stava andando a fare un incontro di preghiera in una famiglia. Dopo aver parcheggiato a fianco alla chiesa, le è caduto il cornicione addosso ed è morta”. Appartenente al Cammino neocatecumenale, Lina era molto attiva nella pastorale familiare in diocesi. È stato smentito, invece, quanto era stato riferito al presule che la seconda vittima fosse una donna “morta a seguito di un infarto per la paura del terremoto, mentre la portavano in ospedale per ferite”: “Sembra che si tratti, invece – ha affermato il vescovo -, di una turista che è restata seppellita dalle macerie di una casa”.
“C'è tanta tristezza sul volto delle persone, anche perché il popolo ischitano, e in particolare quello di Casamicciola, conserva nella memoria collettiva l'esperienza di un devastante terremoto, avvenuto 137 anni fa, che distrusse completamente Casamicciola e buona parte dell'Isola”, ha evidenziato mons. Lagnese. Perciò, le persone qui vivono con il terrore del terremoto, che purtroppo ieri sera ci ha fatto visita”. La scossa di ieri sera “è stata sentita in modo forte, anche se è stata breve e questo ha permesso che i danni non siano stati ancora più grossi. Qui, comunque, il dramma è forte”. Da ieri sera ci sarebbero state una decina di scosse di assestamento: “Speriamo – ha auspicato il vescovo – che non ce ne siano ulteriori, perché ci sono muri pericolanti. Per arrivare a Casamicciola ho dovuto mettere il casco. Ci sono diverse situazioni di pericolo”. Ci sono stati danni alle chiese nella diocesi? “Adesso la priorità sono le persone. Siamo qui proprio per essere vicini alle famiglie, ma ci siamo intesi con la Soprintendenza e i vigili del fuoco per capire quello che c'è da fare, ma, ribadisco, ci interessano soprattutto le famiglie, le persone”. Più tardi ci sarà un sopralluogo anche alla chiesa del Purgatorio.
“Stamattina presto – ha ricordato mons. Lagnese – è stato bello ricevere la telefonata di mons. Nunzio Galantino, che mi ha chiamato per assicurarmi la solidarietà dei vescovi italiani e la disponibilità della Conferenza episcopale per venire incontro alle esigenze delle persone che si trovano in una situazione di forte disagio”. Anche la Chiesa di Ischia si prepara ad aiutare chi è in difficoltà: “La prima esigenza, al momento, è trovare un alloggio immediato per tutti quelli che hanno perso una casa, sottolinea il vescovo. C'è già la Federalberghi che si è messa in moto per trovare dei posti letto, ma, evidentemente, ci sono anche le nostre strutture. Lo stesso episcopio, la casa del vescovo è a disposizione. Infatti, nella zona di Ischia, dove si trova l'episcopio, non ci sono danni forti, che si sono registrati, invece, soprattutto nella zona di Casamicciola alta”.
Intanto, la Caritas diocesana, d'intesa con Caritas Italiana e la Delegazione regionale, sta valutando i primi interventi da attuare e ha reso già operativo il Centro Giovanni Paolo II a Forio per la distribuzione dei pasti e per ospitare chi non ha un tetto dove poter dormire. “Mons. Lagnese ci anticipa anche che “certamente tra stasera e domani ci organizzeremo come presbiterio e come popolo di Dio per un momento di preghiera e di adorazione. Oggi, tra l'altro, è la memoria di Maria Regina: vogliamo affidare proprio alla Madonna la comunità ischitana e specialmente il popolo di Casamicciola, che venera in una maniera tutta particolare l'Addolorata”.