SOLENNITA' ASSUNZIONE IN CATTEDRALE

“La festa di oggi ci ricorda che la meta del nostro pellegrinaggio è il Padre, cioè l'amore di Dio, capace di raccogliere ogni passo della nostra vita e di trasfigurarlo nella gloria del Figlio suo risorto”.
Così il vescovo Daniele ha spiegato nell'omelia per la solennità dell'Assunzione, celebrata questa mattina in Cattedrale che proprio a Maria Assunta è dedicata.

Il riferimento al pellegrinaggio è ovviamente a quello compiuto in Terra Santa insieme ai giovani della Diocesi e conclusi questa notte. Mons. Gianotti ha voluto ricordare i diversi luoghi visitati: dalla casa di Zaccaria ed Elisabetta (la liturgia di oggi proponeva il brano del vangelo di Luca in cui la Vergine visita la cugina) a Betlemme e Nazareth; da Cana al lago di Galilea; da Gerusalemme al Cenacolo e, infine, il luogo dove si ricorda la dormizione, culmine della vita terrena di Maria, sfociata nella gloria della Assunzione in cielo.
Il pellegrinaggio in Terra Santa, ha detto, il vescovo, è stato anche un pellegrinaggio con Maria.
“Da lei abbiamo cercato di capire cosa significa seguire il Signore Gesù e anche da lei siamo stati aiutati a comprendere che tutta la nostra vita è un pellegrinaggio, un itinerario della fede, che riconosce e accoglie la chiamata di Dio e per conoscere in lui l'Amore in cui siamo stati generati e verso il quale siamo chiamati a camminare”.

Il vescovo Daniele ha poi spiegato che ciò che Maria proclama nel suo cantico, “è ciò che ha sperimentato nella sua vita terrena e cioè che Dio parla con tenerezza infinita a questa creatura fragile e piccola e la riveste del suo amore, non perché sia ricca o potente o sapiente secondo i criteri del mondo, ma solo perché Lui, il Padre, vuole la pienezza di vita della sua creatura.
Tutto questo Maria lo ha sperimentato in se attraverso spazio fatto da Cristo, spazio della fede, dell'accoglienza concreta del figlio di Dio. Anche noi Maria continua a dire: fate quello che Dio vi dice, fate spazio a Lui, camminate con fiducia nella sua vita se volete scoprire una pienezza di vita che già vi spinge ad assaporare e pregustare oggi nella fede finché si compia nella gloria della risurrezione in una pienezza che nulla e più nessuno potrà distruggere”.

Il vescovo Daniele ha terminato la sua omelia con la preghiera che “Maria ci aiuti a perseverare nella missione di Cristo in questa vita, costantemente rivolti al cielo nel quale la contempliamo assunta in anima e corpo e nel quale è per noi segno di consolazione e sicura speranza”.