DUOMO ACIREALE: IL BIMBO S'È SVEGLIATO

Si è risvegliato il bimbo di un anno ferito sabato nel duomo di Acireale per la caduta di intonaco dal tetto. La belle notizia è stata diffusa questa mattina da un comunicato della diocesi di Acireale, che esprime “il proprio rammarico e dispiacere per il tragico incidente di sabato scorso in cattedrale, nel quale sono rimasti coinvolti un bambino e in forma più lieve un'altra persona”. Il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, stamattina ha appreso dalla madre che il bambino si è svegliato e che i medici hanno staccato i macchinari. “Una notizia che riempie di gioia non solo il vescovo della diocesi ma l'intera comunità diocesana”, prosegue la nota che ricorda anche che “mons. Antonino Raspanti nei giorni passati si è recato al Policlinico di Messina ed è stato sempre in contatto telefonico con i genitori per avere notizie sullo stato di salute del piccolo. Le notizie di cauto ottimismo che hanno lasciato in apprensione l'intera comunità diocesana adesso cedono il posto alla gioia e all'augurio che il bambino possa presto riprendersi nel pieno delle sue funzioni”.
Intanto, “dai primi rilievi effettuati nella basilica cattedrale, è chiaro come l'incidente sia stato una tragica fatalità assolutamente non prevedibile. Lo scrostamento d'intonaco si è verificato in un luogo (al di sotto della cantoria) dove non c'erano né lesioni, né segni di umidità”.
“La diocesi – precisa la nota -, in ogni caso, non è mai venuta meno al proprio dovere di provvedere al restauro e messa in sicurezza dei tanti edifici di culto, attingendo sia al fondo dell'8xmille che a fondi propri o delle singole parrocchie. Ogni anno, così come pubblicato sul sito diocesano, una o due parrocchie sono oggetto di lavori”.
Mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale ha voluto essere fisicamente accanto alla famiglia, portare conforto e pregare con i genitori. Si è recato in visita al Policlinico di Messina, dove è ricoverato il bambino di un anno. Già ieri, dalla sua pagina Facebook, il presule aveva fatto appello alla comunità. “Preghiamo per il piccolo bambino – aveva scritto – che soffre con i genitori in ospedale per il crollo dell'intonaco in cattedrale. Lo affidiamo alla Madonna”. “È grande la vicinanza mia e della Chiesa acese tutta – ha detto mons. Raspanti al Sir -, grande l'affetto con il quale accompagniamo la famiglia e l'attenzione con la quale seguiamo la vicenda”. Percorsi i circa 90 chilometri che separano Acireale da Messina, il vescovo ha pregato nel reparto di rianimazione pediatrica del Policlinico con medici, infermieri e gli stessi genitori del piccolo. “Abbiamo chiesto l'intercessione della Madonna e di Santa Venera, alla quale il padre del bimbo è devoto e della quale ogni anno partecipa all'organizzazione dei festeggiamenti in cattedrale. Si può immaginare e pure comprendere il dolore della famiglia, la loro tristezza – aggiunge il pastore -, sebbene le notizie mediche ci accompagnano ad essere cautamente ottimisti”. Nel crollo, durante la celebrazione di un matrimonio, il bimbo ha riportato una frattura della fronte e un vasto trauma cranico. Sedato, è sottoposto a continui controlli, dai quali emerge che, fino ad ora, l'ematoma non si è ingrandito. La prognosi rimane comunque riservata.
È stato da subito meglio, invece, il disabile trentenne anche lui ferito nel crollo nella chiesa di Acireale: ricoverato in codice giallo a Catania, ha presto lasciato volontariamente il nosocomio per continuare le cure a casa. Il duomo di Acireale interessato dall'improvviso crollo dell'intonaco è stato dichiarato agibile dai vigili del fuoco del distaccamento di Riposto, mentre la navata sinistra della chiesa, quella interessata dal crollo, è stata delimitata e resa inaccessibile. Secondo i primi rilievi, potrebbe essersi trattato di un cedimento attribuibile ad uno shock termico che avrebbe alimentato una bolla d'aria interna che, esplodendo, ha provocato il crollo. La Procura della Repubblica di Catania ha avviato un'inchiesta affidata agli agenti del commissariato di Acireale. Il parroco della cattedrale, don Roberto Strano, ha messo a disposizione degli inquirenti tutta la documentazione relativa ai lavori svolti nel corso degli anni.