MOSCAZZANO – DOLORE PER IL PICCOLO WALID

La notizia è rimbalzata sugli organi di informazione nazionale e sui social nella giornata di mercoledì e ha gettato nel dolore e nello sconforto le comunità cremasche di Moscazzano e Credera Rubbiano. Un bimbo egiziano di 9 anni è stato trovato cadavere nel garage di un appartamento a Talkha, 120 chilometri dal Cairo, in Egitto. Sarebbe stato barbaramente ucciso da un amico di famiglia. Si tratta di Walid Mohamed Hamed Elghatas da anni residente con papà, mamma e tre fratelli a Moscazzano. Frequentava scuola e attività sportive nella vicina Credera.
Secondo quanto trapelato, la famiglia del piccolo, ben integratasi nelle comunità cremasche, si sarebbe trovata in Egitto per la chiusura del Ramadan. Il bimbo ha compiuto il viaggio con la mamma e i fratelli. Il papà era rimasto in Italia. Walid, nel pomeriggio del 26 giugno, sarebbe uscito di casa con amici per giocare e non vi ha più fatto ritorno.
La madre ha allertato le Forze dell'Ordine e nel frattempo ha chiamato il marito che in poche ore ha raggiunto la famiglia. Cercando il bimbo ovunque i familiari e gli amici sarebbero stati richiamati da un odore sgradevole proveniente da un box vicino a casa. Si trattava del corpo senza vita di Walid che sarebbe stato rinvenuto chiuso in un sacco verde con evidenti segni della tragedia.
Due giorni dopo un uomo avrebbe confessato l'omicidio. L'assassino sarebbe un vecchio amico di famiglia che avrebbe voluto regolare in questo modo un conto in sospeso con il padre della vittima innocente della sua cattiveria e follia. Si tratta di prime ipotesi. Le notizie sono frammentarie e attendono conferma. Alla base della tragedia potrebbe esservi però anche lo spettro di una violenza tentata ai danni del bimbo.
Alcuni giorni più tardi la comunità islamica di Lodivecchio, presso la quale Walid con mamma e papà si recava settimanalmente, ha portato a conoscenza del drammatico episodio gli organi di stampa locali e l'intero territorio. Il bimbo barbaramente ucciso era amato e benvoluto sia nel lodigiano, dove era nato, che nel Cremasco, dove si era trasferito da anni quando i genitori avevano trovato casa alla cascina Dama di Moscazzano. Di lui ha un ricordo commosso e sincero il sindaco Gianluca Savoldi che anche sul suo profilo facebook istituzionale ha ricordato quel piccolo amico, accompagnato in classe mano nella mano il primo giorno di scuola nel lontano 2014. Primo cittadino che attende di poter riabbracciare i familiari di Walid per far sentire loro tutto l'affetto delle comunità di Moscazzano e Credera. Un momento di ricordo verrà organizzato nei prossimi giorni in palestra quando oltre al papà, che sembra essere sulla via dell'Italia, saranno rientrati nel Cremasco anche mamma e fratelli del piccolo angelo volato in cielo.