PENDOLARI LOMBARDI SUL PIEDE DI GUERRA

Pendolari e viaggiatori di tutta la Lombardia che utilizzano il trasporto pubblico ferroviario esasperati dal disservizio che nelle ultime settimane ha toccato livelli assolutamente inaccettabili.
I rappresentanti dei comitati Pendolari Cremaschi e dei viaggiatori lombardi si sono quindi ritrovati e hanno deciso di organizzarsi per una protesta comune. Cominciando a inviare, stamattina, una lettera al presidente di regione Lombardia Roberto Maroni, all'assessore ai Trasporti Alessandro Sorte e all'amministratore delegato di Trenord Cinzia Farisé, per segnalare con un'unica voce l'insopportabile situazione.
“I fatti di queste settimane denunciano un tasso di soppressioni dei treni mai visti prima nella storia di Trenord, tranne che a dicembre 2012, quando il sistema collassò”, è l'esordio.
“Desideriamo esprimere chiaramente il nostro sconcerto – affermano, andando diretti al punto – rispetto a una gestione del servizio pessima e chiedere chiarimenti rispetto alle notizie trapelate in questi giorni tra i viaggiatori e il personale dell'eventualità di una chiusura programmata di intere linee voluta dall'azienda per l'incapacità di far fronte alla situazione di caldo.”
“Ci chiediamo se sia veramente l'afa il problema di un'azienda che opera in Lombardia, le cui estati sono note ai più essere torride – osservano – o forse più un affanno, dovuto a una continua rincorsa di problemi mai risolti.”
“Le attuali difficoltà di un giugno senza pari per disservizi e cancellazioni – sostengono – nascono a parere di chi viaggia tutti i giorni da due problemi strutturali non risolti e forse mai affrontati fuori da pezze messe in emergenza. Il primo è l'indisponibilità dei treni per evidente inadeguata e insufficiente manutenzione.”
La motivazione sempre invocata dell'età vetusta del materiale rotabile a detta dei comitati pendolari e dei viaggiatori è inconsistente.
“Ben venga il materiale nuovo – osservano – ma questo richiede ancora più manutenzione del vecchio a causa della maggiore complessità tecnologica e impiantistica. Ne è una prova il numero di soppressioni registrate su linee gestite con materiali appena acquistati da Regione, treni delle serie più recenti che girano con l'aria condizionata guasta o che perdono acqua di condensa sui sedili o che girano con porte guaste per successivi giorni interi.”
“Il secondo problema strutturale, addirittura più grave del precedente – aggiungono – è l'indisponibilità cronica di personale viaggiante che si fa immancabilmente evidente nei tradizionali periodi di vacanza, come i giorni di Natale 2016 o il primo gennaio 2017, con picchi di cancellazioni che non possono essere attribuite ai guasti e a un'azienda sana.”
“Tale motivazione è testimoniata dalle spesso annunciate soppressioni dei convogli con diverse ore di anticipo e quindi non certo riconducibili a improvvisi guasti del materiale”, fanno osservare.
“Chiediamo a Regione – sostengono espliciti – che si faccia garante del rispetto del Contratto di Servizio da parte dell'azienda che ha firmato a fronte di 450 milioni di euro di denaro pubblico che ogni anno i cittadini impegnano per ottenere risultati sul servizio non paragonabili all'investimento fatto.”
“Chiediamo a Trenord – dicono altrettanto chiaramente – di rendere conto alla collettività dei due problemi strutturali sopra esposti, che vengano seriamente affrontati e non mascherati da una serie di spot autocelebrativi o trattati con inefficaci palliativi in emergenza messi in atto dalle tanto decantate task force.”
E nel ribadire di volere “un'azienda – che non necessariamente si debba chiamare Trenord… – che si dimostri adeguata a gestire il contratto di servizio più virtuoso e remunerativo d'Italia e che sappia vincere la partita con i giocatori a disposizione senza scaricare continuamente su altri le proprie responsabilità”, pendolari e viaggiatori chiedono “alla politica tutta e soprattutto al Governo Regionale attenzione a questo tema e consapevolezza del valore e dell'indispensabilità che un Servizio Ferroviario efficiente ha per la nostra regione, e che non si sottragga al suo compito di governance dato dal ruolo di titolare dei servizi ferroviari, della rappresentanza degli interessi del territorio e dalla posizione di forza di chi remunera il servizio e lo ha sempre puntualmente finanziato e può e deve chiamare politicamente i responsabili di tale situazione a rispondere del loro operato”.