LA FESTA DEI POPOLI A MONTODINE

Oggi, presso l'oratorio di Montondine, si è celebrata la Festa dei Popoli. Iniziata alle ore 16.30 con l'accoglienza e i saluti, seguiti alle 17.45 dalla preghiera inter-religiosa per la pace, recitata da diversi rappresentanti delle comunità religiose ed etniche presenti nel territorio cremasco, conclusa dal vescovo Daniele. A seguire musiche e laboratori dal mondo con diverse attività e anche giochi.
Quest'anno però c'è stata un'opportunità in più: si tratta del concomitante inizio della Marcia La Pace cammina sul Serio, che da Boccaserio ha portato i marciatori fino a Montodine e precisamente all'oratorio dove l'arrivo è avvenuto alle 19 circa. La Marcia si è unita pertanto alla Festa dei Popoli, che è proseguita alle 19.30 con la condivisione di “cibi dal mondo”. Infine, alle ore 21, il concerto dei gruppo I Luf.

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IL FENOMENO MIGRAZIONE
“Le migrazioni costituiscono un fenomeno strutturale del nostro tempo e continueranno a rappresentare, nella loro evoluzione, una sfida alla Chiesa, alle comunità internazionali e ai singoli Stati”. A dirlo è padre Gabriele Bentoglio, direttore dell'Ufficio Migrantes di Brescia, durante il Corso Linee di pastorale migratoria in svolgimento a Roma e promosso dalla Fondazione Migrantes.
Cosa significa per noi, credenti e cittadini? Come credenti significa prendere finalmente atto che le tradizionali strutture pastorali non possono ignorare che oggi viviamo in una società plurireligiosa. La sollecitudine verso quelli che chiamiamo i “lontani”, gli atei, gli agnostici, i non praticanti e verso i migranti non cattolici rappresenta una sfida che esige un incontro globale. Un incontro che per essere positivo e costruttivo deve svolgersi nel dialogo del quotidiano, nel dialogo della solidarietà e nel dialogo del reciproco scambio. In altre parole significa attuare con i migranti una vera e propria azione missionaria che sappia andare alla periferia per riportare al centro ciò che è marginale. Per questo, come Chiesa di Crema, è importante prestare un'attenzione speciale alle categorie più sfruttate, emarginate e vulnerabili, come i migranti irregolari, le donne, i minori, le vittime della tratta e del traffico, i rifugiati.
Come cittadini siamo chiamati, insieme ai migranti che vivono nel nostro territorio, a camminare con due gambe: una è quella dell'appartenenza etnica e l'altra quella della nuova cultura nella quale il migrante ha scelto di vivere. L'accoglienza vicendevole delle diversità, specialmente tra i cristiani, è una ricchezza che fa vivere a tutti e a ciascuno la “cattolicità”. Per questo è necessario sempre più dialogare con quanti sono portatori di altre culture, promuovendo e cercando forme di integrazione, ma non assimilazione. Certo, vivere nel medesimo territorio con uomini e donne provenienti da altre culture spesso può disorientare. Per questo l'integrazione non è una strada a senso unico, nè cammino che deve percorrere solo l'immigrato. È invece un cammino che dobbiamo percorrere tutti, perché tutti, nativi e immigrati, siamo chiamati a scoprire le reciproche ricchezze.
Può una Festa, che dura poche ore, rispondere a sfide così impegnative? Ovviamente no. Tuttavia può rappresentare un segnale che l'incontro, la conoscenza, la scoperta e l'apprezzamento delle reciproche ricchezze è possibile. È un segnale l'apertura a tutte le religioni… È un segnale l'attenzione al mondo musulmano, favorendone la partecipazione al termine del mese sacro del Ramadan… È un segnale il comune pregare per la Pace, prima nella lingua originale e poi in italiano… È un segnale che anche il nostro Vescovo, monsignor Gianotti, sia presente come tutti gli altri credenti, cristiani e non cristiani… È un segnale condividere lo stesso spazio per presentare le proprie differenze… È un segnale che una parrocchia, in questo caso quella di Montodine, metta a disposizione un proprio spazio privilegiato per ospitarci tutti… È un segnale ascoltare musiche o partecipare a danze provenienti da tanti angoli della terra… È un segnale provare, gustare e anche apprezzare tanti cibi diversi, tramandati di generazione in generazione… È un segnale salutarci alla fine come se ci fossimo sempre conosciuti, ringraziandoci a vicenda perché non sappiamo più chi sia l'ospite e chi l'ospitante…
Se solo sapessimo fare tesoro di tutti questi segnali e li moltiplicassimo nel quotidiano… Altro che rivoluzione!
A cura della Commissione Migrantes
della diocesi di Crema