PAPA: CINQUE NUOVI CARDINALI

Due dall'Europa, uno dall'America Latina, uno dall'Africa e uno dall'Asia. Sono i cinque nuovi cardinali che papa Francesco ha creato durante il Concistoro di mercoledì 28 giugno. Salgono così a 225 i membri del Collegio cardinalizio, di cui 121 elettori e 104 non elettori. Sempre più marcata l'internazionalizzazione: 83 i Paesi rappresentati, 62 dei quali hanno cardinali elettori.
Tra le nuove porpore, spicca per l'eccezionalità della procedura seguita dal Papa Gregorio Rosa Chavez, 75 anni, vescovo ausiliare di San Salvador, amico d'infanzia e uno dei più stretti collaboratori di Oscar Arnulfo Romero, il vescovo ucciso nel 1980 e proclamato beato nel 2015 proprio da Bergoglio, che ha autorizzato il riconoscimento del martirio. E proprio per volere di papa Francesco, Rosa Chavez diventa cardinale pur essendo solo vescovo ausiliare.
Dall'Africa e dall'Asia, precisamente dal Mali e dal Laos, provengono altri due nuovi cardinali. Jean Zerbo, arcivescovo di Bamako, è nato a Segou il 27 dicembre 1943: ha avuto un ruolo attivo nei negoziati di pace in Mali. È il Laos, invece, la patria di Louis-Marie Ling Mangkhanekhoun, nato l'8 aprile 1944. Il 30 ottobre 2000 è stato nominato vicario apostolico di Pakse e consacrato vescovo il 22 aprile 2001. Il 2 febbraio 2017, è stato nominato amministratore apostolico Sede Vacante et ad nutum Sanctae Sedis di Vientiane.
Quando è stato ordinato vescovo di Stoccolma nel 1998, monsignor Anders Arborelius era il primo vescovo svedese dai tempi di Lutero. Ora è diventato anche il primo cardinale di Svezia, grazie anche al dialogo certificato da Francesco durante il viaggio apostolico compiuto il 31 ottobre scorso per partecipare alle celebrazioni del cinquecentenario della riforma protestante. Monsignor Arborelius è nato a Sorengo il 24 settembre 1949. L'altro cardinale europeo è Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona, nato a Cretas il 21 aprile 1946.
Durante la sua vita pubblica, Gesù “ha manifestato la tenerezza del Padre, risanando tutti quelli che erano sotto il potere del maligno (cfr At 10,38)”. Ora, camminando verso Gerusalemme, “sa che è venuto il momento di andare a fondo, di strappare la radice del male, e per questo va risolutamente verso la croce”. Papa Francesco, nell'allocuzione pronunciata nel corso del Concistoro, ha commentato il passo del Vangelo secondo Marco, nel quale Gesù annuncia per la terza volta la sua morte e resurrezione. “Anche noi, fratelli e sorelle, siamo in cammino con Gesù su questa strada – ha osservato il Pontefice -. In particolare mi rivolgo a voi, carissimi nuovi cardinali. Gesù 'cammina davanti a voi' e vi chiede di seguirlo decisamente sulla sua via. Vi chiama a guardare la realtà, a non lasciarvi distrarre da altri interessi, da altre prospettive. Lui non vi ha chiamati a diventare 'principi' nella Chiesa, a 'sedere alla sua destra o alla sua sinistra'. Vi chiama a servire come Lui e con Lui. A servire il Padre e i fratelli. Vi chiama ad affrontare con il suo stesso atteggiamento il peccato del mondo e le sue conseguenze nell'umanità di oggi”.
“Seguendo Lui – ha proseguito Francesco – anche voi camminate davanti al popolo santo di Dio, tenendo fisso lo sguardo alla Croce e alla Risurrezione del Signore”. Di qui l'invocazione allo Spirito Santo, per intercessione della Vergine Madre, “perché colmi ogni distanza tra i nostri cuori e il cuore di Cristo, e tutta la nostra vita diventi servizio a Dio e ai fratelli”.