MESSAGGIO DEL VESCOVO DANIELE

Oggi il vescovo Daniele ha convocato alle ore 10 in sala rossa dell'episcopio i sacerdoti della diocesi per leggere il seguente messaggio:

MESSAGGIO DEL VESCOVO DANIELE A TUTTI I SACERDOTI E FEDELI DELLA DIOCESI DI CREMA

Carissime e carissimi tutti,
nei giorni scorsi, la Congregazione per la Dottrina della Fede mi ha comunicato la decisione, presa da Papa Francesco il 20 maggio scorso con sentenza definitiva, di dimettere don Mauro Inzoli dallo stato clericale.
Non possiamo pensare che il Papa sia giunto a una decisione così grave senza aver vagliato attentamente davanti a Dio tutti gli elementi in gioco, per arrivare a una scelta che fosse per il bene della Chiesa e al tempo stesso per il bene di don Mauro: perché nessuna pena, nella Chiesa, può essere inflitta se non in vista della salvezza delle anime, che può passare anche attraverso una pena così grave, la più grave che possa essere inflitta a un sacerdote. Accogliamo dunque con piena docilità al Papa questa decisione, custodendola prima di tutto nel santuario della preghiera.
Chiedo a me e a tutti voi di accompagnare questo momento in vero spirito di fede, portando nella nostra preghiera anzitutto i nostri fratelli che sono stati vittime dei comportamenti che hanno condotto il Papa a questa decisione. A loro, e alle loro famiglie, va ancora una volta tutta la solidarietà mia e della nostra Chiesa, che non può non provare un profondo dolore per il male compiuto da uno dei suoi preti. Prego perché il male subìto non allontani questi nostri fratelli dall'amicizia con Dio e dalla comunione con la Chiesa, e perché possano sperimentare la grazia fedele di Dio, capace di trasfigurare in bene anche le sofferenze più gravi.
Ho assolto al compito, molto doloroso per me, di comunicare la decisione del Papa a don Mauro: con lui e per lui ho pregato, perché anche di fronte a un'ora così ardua egli possa sentire su di sé la mano del «Dio che atterra e suscita, / Che affanna e che consola» e far esperienza della Sua misericordia.
Don Mauro, in quanto dimesso dallo stato clericale, non potrà esercitare il ministero sacerdotale né presiedere le celebrazioni sacramentali, neppure in forma privata; tuttavia – è bene precisarlo – non è scomunicato: resta un membro della Chiesa, un fratello in Cristo; e nella Chiesa è invitato ad attingere, come ogni fedele, alla grazia della Parola e dei Sacramenti, che ci fanno partecipare dell'amore fedele e perdonante di Dio. Chiedo dunque a me e a tutti voi che egli trovi spazio nella nostra preghiera e nella nostra compassione in Cristo, perché la pena che gli è stata inflitta sia per lui non solo punizione ma anche – e soprattutto – via di conversione, per una nuova comunione con Dio e con i fratelli.
E tutti preghiamo perché Dio, nel suo amore fedele, possa ricavare dal dolore di questi anni e di questi giorni, per tutti coloro che hanno sofferto e soffrono per queste vicende, per la nostra Chiesa cremasca e per don Mauro, un frutto più abbondante di perdono, di unità e di pace.
Crema, 28 giugno 2017
+ Daniele Gianotti, vescovo