ATLETICA ESTRADA AGLI ITALIANI

Estremamente positiva la trasferta degli atleti dell'Atletica Estrada ai campionati italiani.
400 METRI. La velocista Rachele Merisio, ha segnanto un 58,50 finale nei 400 metri che le ha valso il secondo posto complessivo fra le atlete al primo anno di categoria. In chiusura di manifestazione per lei anche l'argento nella staffetta 4×400 con Brunetti, Cefaratti e Paccagnella, chiusa in un incredibile 3.51,55, dietro soltanto alle milanesi della Riccardi Milano, che hanno stabilito nell'occasione il nuovo record italiano.
L'argento, che segue a pochi mesi di distanza il titolo tricolore indoor di Ancona nella 4×200 e fa il paio con i piazzamenti di altissimo livello su 200 e 400, mette la ciliegina sulla stagione di debutto nel gruppo Estrada, debutto inaspettato soprattutto perché fin dall'autunno scorso l'atleta era in attesa di un intervento chirurgico a un piede, a cui si sottoporrà fra poche settimane.
Un in bocca al lupo a Rachele, in attesa di vederle in forma per la stagione indoor 2018.

SALTO TRIPLO. Ottima anche la prova del saltatore Agostino Doneda, che si è migliorato nettamente nella gara del salto triplo. Fresco di personali di 13,72 fatto segnare questo inverno seppur in altura e di 13,54 regolare, ha chiuso la qualificazione al settimo posto con il personale di 13,88.
In finale, seppur con un lieve peggioramento come misura, è arrivato il sesto posto finale frutto di una serie molto positiva con tre salti validi a 13,71, 13,75 e 13,77, tutti a livello dei suoi migliori salti in carriera.
Il posto in finale soddisfa ampiamente le ambizioni della vigilia, in quanto il ragazzo arrivava da una primavera difficile a livello tecnico a causa di problemi fisici e personali, con la prospettiva di sfondare l'ambito muro dei 14 metri nelle prime gare autunnali.
Sempre nel triplo, ma al femminile, sfortunata prova per Amina Vailati, che chiude la qualificazione con tre nulli. Accreditata del 16 posto iniziale, l'ingresso fra i 12 finalisti era difficile, e rischiare salti al limite era necessario. Resta il rimpianto perché la misura del personale, 11,49 fatta segnare nell'exploit di febbraio ai campionati italiani indoor, avrebbe garantito uno dei 12 posti di finale, con la possibilità di giocarsi un posto fra le 8 medagliate.