OGGI LA FESTA DEL PATRONO SAN PANTALEONE

Oggi è la solennità del patrono di Crema, san Pantaleone, medico e martire. Un santo orientale, di Nicomedia (nell'attuale Turchia), il cui nome originario è Panteleimone che significa Misericordioso verso tutti. Ha subito il martirio nel 305 sotto l'imperatore Galerio.
Venne scelto come patrono dalla comunità civile cremasca dopo la sua misteriosa apparizione sulla città per liberarla dalla pestilenza il 10 giugno 1361. La data della liberazione è anche la data della festa patronale di oggi.
STASERA ALLE 21 IL PONTIFICALE IN CATTEDRALE PRESIEDUTO DAL VESCOVO DANIELE.

PERCHÉ A CREMA?
Come è arrivato a Crema il culto di S. Pantaleone? È certamente la domanda che ancora oggi i Cremaschi si pongono. Con la costituzione della diocesi san Pantaleone rimase il patrono principale, come lo era stato per la città e territorio nei due secoli precedenti, anche se il nome del santo martire non è scritto nella bolla pontificia di papa Gregorio XIII Super universas dell'11 aprile 1580. Un aspetto del problema storico-religioso di san Pantaleone è di conoscere per quale via è giunto a Crema il culto di un martire di terre lontane, Nicomedia, oggi Izmit, in Turchia, e di tempi così lontani: il suo martirio può collocarsi verosimilmente al 27 luglio 305. S. Pantaleone è un santo venerato anche nella tradizione liturgica di Venezia: qui sono arrivate reliquie, culto, arte dalla tradizione bizantina, per gli intensi contatti di Venezia con l'Oriente per motivi commerciali, poi con la conquista di Costantinopoli da parte dei Latini nella IV Crociata del 1204, e ancor più per la fuga dalla seconda Roma dopo la conquista musulmana di Maometto II nel 1453. Crema fu parte della Repubblica di Venezia per tre secoli e mezzo, 1449-1797.
San Pantaleone è pure nella tradizione liturgica milanese, che celebrava il martire di Nicomedia nel suo calendario al 10 giugno: Crema fu sottomessa a Milano dal 1335 al 1449 e da Milano la tradizione cristiana di Crema ricevette la nuova data della celebrazione della festa, rispetto a quella universale del 27 luglio.
Ma la storia di Crema ci documenta che il culto del martire Pantaleone è precedente al dominio di Milano e di Venezia: lo storico P. Terni ci tramanda che a Crema esisteva nel '200 un ospedale intitolato a S. Pantaleone e che una reliquia del cranio era custodita nell'antico altare del Duomo demolito nel 1486. Quindi ci si deve muovere in altra direzione per giustificare un culto che ha radici così antiche.
Come ipotesi personale propongo la via che passa attraverso i Benedettini di Montecassino che giunsero a Crema, a S. Benedetto, nel dicembre 1097. I benedettini furono nei secc. VIII e IX gli eredi dei possedimenti e delle devozioni dei monaci orientali allontanati dall'Oriente per la lotta dell'Iconoclastia. E nel grande ciclo di affreschi della chiesa di S. Angelo in Formis a Capua, chiesa costruita da Desiderio, abate di Montecassino, poi papa Vittore III negli anni 1072-87,
S. Pantaleone occupa un posto di particolare dignità.
Il “megalomartus”, il grande martire Pantaleone, come viene ancora oggi invocato nella liturgia bizantina, conserva nella devozione benedettina un posto d'onore. Venendo i Benedettini di Montecassino a Crema nel 1097 dovettero portare nel programma dell'ora et labora anche la devozione significativa del Monastero di Montecassino, cioè la devozione a San Pantaleone.

LE RELIQUIE
Le reliquie del Santo Patrono custodite a Crema, in Duomo, sono due.
Il cranio. Nel 1486, in occasione del prolungamento del coro del Duomo, demolendosi l'altare, fu trovata una cassettina d'avorio, ora scomparsa, piena di reliquie, tra le quali una parte del cranio di S. Pantaleone. La Deputazione Municipale stanziò allora 30 lire imperiali per far preparare un busto reliquiario, che secondo la tradizione doveva esprimere visivamente il tipo di reliquia contenuta. Nel 1836 il busto reliquiario rinascimentale venne fuso a causa del suo pessimo stato per comporre un nuovo busto, appunto l'attuale.
Il braccio. La reliquia del braccio ha una storia che si inserisce anche nelle vicende dell'Ospedale di Crema. Proviene da Genova, da un Convento di fondazione dell'Osservanza Agostiniana di Lombardia; di là venne portata a Crema la reliquia, da fra' Agostino Cazzuli e posta nella chiesa di S. Agostino, demolita agli inizi del secolo scorso. Con la soppressione napoleonica dei conventi, il patrimonio passò all'Ospedale Maggiore. Nel secolo scorso avvenne la donazione da parte dell'Ospedale al Duomo di Crema.
Non abbiamo invece la reliquia del sangue di S. Pantaleone che si venera invece ancora oggi a Ravello: da centinaia di anni ogni 27 luglio avviene il miracolo della sua liquefazione.