PASTORALE DEL LAVORO PER LE ELEZIONI

Diocesi di Crema
Pastorale sociale e del lavoro
RIFLESSIONE CIRCA LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE A CREMA

1. INTRODUZIONE
A giugno la comunità della città di Crema è chiamata a scegliere il nuovo Sindaco. La dinamica del voto è uno dei pilastri della nostra democrazia, diritto e dovere di ciascun cittadino che, tramite la scelta di una determinata lista e di un candidato/a Sindaco, partecipa attivamente alla vita politica amministrativa della propria comunità. Pensiamo sia utile poter offrire alcune riflessioni come umile contributo per una “buona Politica”, che passa attraverso scelte ed azioni concrete.
Teniamo subito a precisare ciò che dovrebbe essere ormai chiaro: la Chiesa non si “schiererà” mai a favore di un determinato partito o lista civica. E tantomeno a favore di un determinato candidato Sindaco. Ma, nello stesso tempo, sente il dovere di indicare la politica nel suo fine ultimo di servizio della comunità, che ne fa la forma alta ed esigente di carità (cfr. Paolo VI, Octogesima adveniens).
Va reso onore a chi sceglie di spendersi in prima persona nell'impegno amministrativo; ed in particolare bisogna incoraggiare i cattolici a vivere le diverse forme di impegno civile e politico. Ciascuno possa, nelle diverse liste e secondo la propria coscienza, portare il proprio contributo all'edificazione di una città più bella. A loro, e a tutti, la possibilità di avere come luce la ricchezza della Dottrina Sociale della Chiesa.

2. IL VALORE DELLA POLITICA
Il valore della politica, in quanto costruzione della polis, lo abbiamo ben presente. E sentiamo l'urgenza di mostrare la vera realtà della politica stessa. La politica che è impegno, dedizione, sacrificio, onestà, attenzione agli ultimi, servizio alla comunità, fine ultimo di qualsiasi impegno politico e garanzia dello stesso.
Tanto abbiamo sentito tale urgenza che abbiamo dedicato, come Commissione per la Pastorale Sociale, l'intero anno pastorale alla riscoperta di due testimoni della bella e vera politica. Alcide De Gasperi e il nostro concittadino Lodovico Benvenuti sono stati al centro di un nutrito programma (svoltosi in occasione del 50° anniversario della scomparsa dell'on. Lodovico Benvenuti) che ha coinvolto centinaia di persone, a partire dai giovani, in un susseguirsi di tappe che hanno avuto l'onore di accogliere in città personalità di livello internazionale, e hanno avuto come obiettivo, dichiarato sin dall'inizio, di mostrare a tutti il valore della politica.
Poter guardare ad Alcide De Gasperi e Lodovico Benvenuti per potersi ispirare riguardo ad un impegno a favore della città pensiamo sia occasione utile e ancor prima formativa per tutti. La loro testimonianza è ancora luce per noi, sostegno nelle scelte concrete che le sfide odierne ci pongono dinnanzi. In questo particolare momento della storia, dove la politica è spesso vista solamente come ambito negativo, tutti dobbiamo ritrovare entusiasmo e coraggio per sentirci parte di una comunità, legati gli uni gli altri come membra di uno stesso corpo (cfr. Paolo, 1 Corinzi 12,12).

3. LA LUCE DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA
Il cristianesimo, in particolare attraverso la Dottrina Sociale della Chiesa, ha da sempre contribuito all'edificazione delle nostre comunità. Il valore della persona, in quanto soggetto in relazione, deriva certamente dalla riflessione giudeo-cristiana. Il contributo cristiano e le sane radici valoriali (veri anticorpi nel periodo del buio delle dittature di metà secolo scorso) ha permesso all'Europa di riprendersi anche dopo la fine del secondo conflitto mondiale. L'Europa si è rialzata perché ha posto tutta l'attenzione verso la dignità di ogni persona e ha dedicato tutte le sue forze perché ogni persona non venisse più violata nella sua dignità fondamentale di essere umano (cfr. Francesco, visita alle istituzioni europee, 25 novembre 2014).
È importante custodire la realtà stessa della democrazia come strumento di attenzione verso tutti e non come strumento per affermare ideologie o punti di vista senza affrontare il necessario confronto. “In gran parte della materia da regolare giuridicamente, quello della maggioranza può essere un criterio sufficiente. Ma è evidente che nelle questioni fondamentali del diritto, nelle quali è in gioco la dignità dell'uomo e dell'umanità, il principio maggioritario non basta: nel processo di formazione del diritto, ogni persona che ha responsabilità deve cercare lei stessa i criteri del proprio orientamento” (cfr. Benedetto XVI, Visita al Parlamento federale tedesco, 22 settembre 2011). Pensiamo che il criterio ultimo e fondante qualsiasi impegno politico sia la dignità stessa di ogni persona.

4. UNO SGUARDO CONCRETO
Il valore della dignità della persona lo si impara in primo luogo nella realtà della famiglia, cellula fondante della società. È quanto mai urgente riconoscere “i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” (cfr. art 29 Costituzione Italiana), luogo primario dell'educazione, della cura e del servizio al prossimo. Bisogna farlo in modo concreto, tenendo in considerazione il calo demografico in atto anche nel nostro territorio, sintomo (e insieme causa) di una crisi economica che tanto sentiamo. La Costituzione Italiana all'art 31: “La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose”. Ciascuno di noi tenga presente la saggezza dei padri costituenti che riconobbero essenziale il ruolo della famiglia nella società.
Oltre alla dimensione particolare della famiglia pensiamo sia urgente una sempre maggior attenzione ai poveri e agli emarginati. La nostra comunità già esprime grande ricchezza di cuore nell'accoglienza (che dovrà diventare sempre più integrazione) di tanti fratelli in fuga da Paesi in guerra o colpiti da cambiamenti climatici che portano allo stremo la popolazione locale e la costringono all'emigrazione. Non dimentichiamo che le cause di tali cambiamenti climatici sono da riferirsi in buona parte al nostro mondo occidentale; così la nostra responsabilità nella cura della casa comune (cfr. Francesco, Laudato sì) deve sempre più trovare spazio ed attuazione nelle agende di governo, anche locali.
Il lavoro sia tra le principali preoccupazioni di chi ha a cuore il bene di una città, perché il lavoro è parte essenziale della vita di una persona, non solo come strumento di sussistenza economica. “Quale dignità potrà mai trovare una persona che non ha il cibo o il minimo essenziale per vivere e, peggio ancora, che non ha il lavoro che lo unge di dignità?” (cfr. Francesco, visita alle istituzioni europee, 25 novembre 2014).
Attenzione particolare sia riservata ai giovani. Non come meri destinatari di offerte assistenziali, ma protagonisti della costruzione della città. Una società che non guarda con attenzione e cura ai giovani e agli anziani dimentica la propria ragione stessa di esistere e cade in quella cultura dello scarto che respinge i più deboli, tanto denunciata con forza da papa Francesco. Dimenticando i giovani si preclude il futuro stesso della nostra società. Ascoltare i giovani, renderli protagonisti delle loro scelte, non avere paura delle loro idee. Infine un'attenzione particolare sia riservata all'educazione, con il riconoscimento del valore delle scuole paritarie.

5. LEGALITÀ E ONESTÀ
L'esercizio dell'amministrare non venga scambiato per l'esercizio del potere. Si ricordi che l'azione primaria per un politico è quella del servire e non dell'essere servito. Sicuramente chi si impegna in ambito politico non deve essere lasciato solo. Così, l'impegno dei cittadini non finisce con il dovere del diritto di voto, ma continua con un'attenzione propositiva alla vita amministrativa della città. Gli amministratori sono, per prima cosa, persone e necessitano del sostegno e della cura di tutta la comunità, siano essi espressione del proprio pensiero politico o della parte opposta. La funzione dell'opposizione nella vita politica non è strumento di denigrazione e continua condanna dell'avversario, ma dovere di controllo e confronto con il medesimo. I cristiani e tutti coloro che assumono responsabilità amministrative e politiche siano, infine, sempre pervasi da un forte senso di onestà. Abbiano massima cura della legalità. Siano attenti all'utilizzo del denaro pubblico con la responsabilità del buon padre di famiglia.
In conclusione auspichiamo a tutti di vivere l'appuntamento elettorale con il massimo rispetto gli uni per gli altri, tenendo come primo riferimento l'essere tutti parte di un'unica comunità. In particolare, i candidati cattolici siano sempre consapevoli che “Cattolica” non è una categoria politica e, in questo senso, possano comprendere e valorizzare la presenza di credenti in diversi schieramenti come una ricchezza che permette al cristiano stesso di essere “sale della terra” (cfr Mt 5,13), dando così testimonianza di fede nell'operare il bene del prossimo e della città. In questo senso, è proponibile anche nell'ambito politico-amministrativo ciò che San Paolo consigliava alle litigiose prime comunità cristiane: “Gareggiate nello stimarvi a vicenda” (cfr. Rm 12, 10). Con un senso di stima e ringraziamento per tutti coloro che hanno deciso di impegnarsi per il bene della città.

Marco Cassinotti
Presidente
Per la Commissione per la Pastorale Sociale e del Lavoro
Diocesi di Crema