CUMIGNANO-ATTENTATO CON MOLOTOV, DENUNCE

Gli investigatori del Nucleo Operativo di Crema, nella mattinata odierna, a conclusione di articolate indagini, hanno deferito i responsabili dell'attentato incendiario compiuto in un'abitazione, destinata ad ospitare dei profughi, a Cumignano sul Naviglio. L'episodio risale allo scorso 20 marzo quando, verso le ore 16.15 in una villetta a schiera di un complesso residenziale posto in via Ticengo alle porte del Comune di Cumignano sul Naviglio, erano stati chiamati a intervenire i Carabinieri. Qualcuno aveva infatti lanciato una bottiglia incendiaria all'interno della proprietà.
“Sul posto – spiega il maggiore Giancarlo Carraro, al comando dell'Arma della Compagnia di Crema – gli investigatori del Nucleo operativo accertavano che ignoti, poco prima, durante le fasi di pulizia delle stanze della casa, erano penetrati all'interno lanciando una bomba molotov incendiaria che, esplodendo, aveva intaccato alcuni mobili e suppellettili presenti nella sala da pranzo. I due volontari della cooperativa, che stavano eseguendo le pulizie e che fortunatamente si trovavano al piano superiore, udendo la deflagrazione, sono però scesi immediatamente al pian terreno riuscendo, impavidi, a domare il principio di incendio che stava divampando, gettando all'esterno i suppellettili in fiamme, evitando così che il grave gesto criminale potesse avere conseguenze peggiori”.
Durante il sopralluogo i Carabinieri, notando lo stato di agitazione di alcuni dei vicini, ipotizzavano che l'autore potesse nascondersi tra questi, visto anche che “poco prima era stato affrontato a muso duro uno dei volontari (di colore) chiedendo se fosse esso uno dei profughi che doveva prendere possesso della casa. Le successive indagini permettevano di accertare che presso un distributore di carburanti si era presentato uno degli abitanti del citato complesso residenziale che aveva chiesto di lavare la tappezzeria del bagagliaio della propria auto poiché intriso di benzina. La cosa insospettiva gli investigatori e vista la coincidenza con l'evento appena occorso, i sospetti ricadevano principalmente sullo stesso”.
Nei giorni successivi le indagini, anche grazie alla collaborazione di alcuni residenti in paese, hanno però permesso di capire che “la citata persona non aveva agito da sola ma con la complicità di altri due vicini di casa tant'è che in una delle loro abitazioni veniva confezionata la bomba molotov, utilizzando oltre alla benzina anche una bottiglia di birra, poi lanciata dentro la casa. Dalle successive perquisizioni domiciliari venivano rinvenute delle bottiglie di birra uguali a quella utilizzata come molotov i cui resti sono stati repertati, nonché proiettili ed altro materiale di interesse investigativo (sequestrato)”.
I tre sono stati denunciati a piede libero “per danneggiamento seguito da incendio, fabbricazione e detenzione di materiale esplodente, detenzione e porto in luogo pubblico di materiale esplodente, esplosione di ordigni al fine di incutere pubblico timore con l'aggravante di aver agito con finalità di discriminazione razziale”.