INFORTUNI LAVORO: 37a GIORNATA REGIONALE

Giornata regionale – ieri – dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro promossa dall'Anmil, l'Associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi del lavoro. Quest'anno la scelta è caduta su Crema, il che “è motivo di soddisfazione e di orgoglio per tutti noi”, ha detto il sindaco Stefania Bonaldi.
Circa un migliaio gli associati provenienti, in 12 delegazioni, da tutte le città lombarde che hanno affollato la nostra città. Alle ore 9.15 da piazza Giovanni XIII, si è snodato il corteo, preceduto dal corpo bandistico, che ha raggiunto il monumento ai Caduti sul lavoro di piazza Marconi. Qui è stata deposta una corona d'alloro. Il corteo si è quindi subito spostato in cattedrale dove gli associati e numerose autorità civili e militari, hanno assistito alla Santa Messa celebrata dal parroco don Emilio Lingiardi e animata dalle decine di labari che hanno fatto corona al rito liturgico.
È seguita la cerimonia civile, nella Sala degli Ostaggi del Municipio, significativa opportunità d'incontro e di scambio di idee tra i responsabili dell'Associazione, della politica e del sindacato.
Al tavolo dei relatori il presidente Anmil Lombardia Firmino Di Barbora, il presidente territoriale Anmil Mario Andrini, il sindaco Stefania Bonaldi, la senatrice Silvana Comaroli e la deputata Cinzia Fontana, l'europarlamentare Massimiliano Salini, il consigliere regionale Carlo Malvezzi, il consigliere provinciale Gianni Rossoni, il segretario confederale nazionale Cisl Gigi Petteni, il direttore regionale Inail Antonio Traficante e il dott. Daniel Segre, vicequestore e dirigente del Commissariato di Crema.
Numerosi gli interventi, aperti da presidente territoriale Andrini il quale ha ricordato le recenti battaglie per la difesa dei diritti delle categorie degli invalidi che hanno impedito un arretramento dei livelli di tutela. Il presidente Anmil Lombardia Di Barbora, da parte sua, ha tenuto un'impegnativa relazione che riportiamo integralmente in calce al servizio.
Petteni ha accennato alla bella novità dell'alternanza scuola lavoro per avvicinare presto i giovani al lavoro stesso; ha contestato l'eventuale depotenziamento dei patronati e ha insistito sul fatto che è possibile arrivare a infortuni zero.
La Fontana (della Commissione lavoro) ha sottolineato come in Italia abbiamo una normativa tra le più avanzate, ma deve essere costantemente aggiornata.
Per Traficante gli infortuni sul lavoro sono in strutturale diminuzione: in Lombardia sono diminuiti del 19% grazie a una buona normativa sulla prevenzione. L'Inail oggi è fortemente impegnata nel campo della prevenzione e della presa in carico della lavoratore per inserirlo nella società, con prestazione di assistenza. Oggi la sfida è quella dell'inserimento lavorativo, con progetto personalizzati per garantire il mantenimento del posto di lavoro. Non mancano bandi di finanziamento per l'adeguamento delle aziende.
Malvezzi ha sottolineato, da parte sua, come l'infortunio deve essere considerato non solo un fatto personale, ma sociale; quanto sia necessario promuovere i corpi intermedi e come la Lombardia (950.000 imprese, 25% del PIL) stia lavorando per arrivare a un protocollo d'intesa che valorizzi e coinvolga l'Anmil nella diffusione della cultura della sicurezza sul lavoro a partire dalle scuole e dagli enti di formazione professionale.
Massimiliano Salini ha puntato anch'egli sulla scuola per la prevenzione e il dott. Daniel Segre ha evidenziato l'impegno delle forze dell'ordine per controllare e contrastare il caporalato, lo sfruttamento e il lavoro nero.

IL TESTO COMPLETO DELL'INTERVENTO DEL PRESIDENTE ANMIL LOMBARDIA FIRMINO DI BARBORA

Signore e Signori, Autorità,
grazie a tutti per la vostra presenza e benvenuti alla celebrazione della 27a Giornata Regionale per le vittime di incidenti sul lavoro e malattie professionali promossa da ANMIL Lombardia.
Vorrei iniziare esprimendo la mia personale riconoscenza a quanti, anche attraverso la costante partecipazione ad iniziative come questa, contribuiscono a mantenere sempre alta l'attenzione su un fenomeno ancora oggi di dimensioni inaccettabili.
Una giornata che ha una importanza prima di tutto come momento di riflessione, perché la piaga dell'insicurezza continua a costare al nostro Paese ancora troppe vite. Un pensiero di vicinanza e ricordo va quindi, prima di ogni altra cosa, ai nostri amici, familiari e colleghi coinvolti in questi tragici eventi, affinché nessuno possa dimenticare il valore della sicurezza e, soprattutto, gli effetti drammatici della sua inosservanza.
Negli ultimi anni abbiamo registrato una costante riduzione degli infortuni sul lavoro, sia pure favorita dalla forte crisi economica. A preoccupare particolarmente è però il dato sugli infortuni mortali che, dopo una tendenza alla flessione registrata negli anni precedenti, sono in aumento, con riferimento all'anno in corso. Infatti i dati di gennaio, confermano, purtroppo, una tendenza al peggioramento.
Appare evidente che il calo dell'occupazione verificatosi negli anni della crisi abbia avuto un ruolo significativo nella diminuzione del numero degli incidenti, mentre all'attuale aumento degli occupati sembra corrispondere un maggior numero di infortuni. Quindi, occorre moltiplicare gli sforzi per diffondere ovunque quella cultura della sicurezza che da sempre andiamo predicando e che si può raggiungere solo con un'opera concreta e continua di informazione, formazione e sensibilizzazione, affiancata da una rigorosa attività di controllo per contrastare quelle forme diffuse di inciviltà ancora presenti in vaste aree del Paese, come il caporalato, lo sfruttamento, il “lavoro nero” ecc…
Ci auguriamo che l'Ispettorato Nazionale del Lavoro, che da poco ha avviato ufficialmente la sua attività, possa contribuire a far emergere le tante situazioni di irregolarità, con controlli migliori e più efficaci, che siano in grado di individuare la fonte di rischio prima del verificarsi di un infortunio.
L'ANMIL per parte sua continuerà nella sua opera di sensibilizzazione, sia nei luoghi di lavoro che – a monte – nelle scuole, dove si forma la coscienza sociale dei lavoratori di domani e si pongono le basi per una cultura della sicurezza profondamente radicata.
La nostra esperienza finora è sempre stata molto positiva e ci auguriamo di poter avere sempre più occasioni per portare la nostra testimonianza diretta di infortunati, condividere le nostre storie, che più di ogni nozione teorica possono suscitare interesse da parte degli studenti.
Altrettanto urgente per la nostra categoria è risolvere le criticità esistenti in tema di tutela assicurativa e in quest'ultimo anno l'ANMIL è riuscita ad ottenere importanti risultati. Primo fra tutti l'introduzione a decorrere dal 2016 di un meccanismo di rivalutazione automatica del danno biologico, dopo una battaglia durata 15 anni.
Ha inoltre iniziato a delinearsi compiutamente la nuova normativa in materia di reinserimento lavorativo delle vittime di incidenti sul lavoro e malattie professionali, oggetto di un intervento dell'ANMIL sulla legge di Stabilità 2015, che ha riconosciuto l'INAIL come soggetto incaricato del reinserimento e della integrazione lavorativa degli invalidi del lavoro: un tassello ancora mancante, ma fondamentale, nella tutela globale che ha nell'INAIL il suo punto di riferimento. L'INAIL ha dato attuazione concreta a queste disposizioni, con una serie di interventi diretti a favorire la conservazione del posto di lavoro nell'azienda di provenienza, attraverso il finanziamento di interventi di rimozione delle barriere architettoniche, di adeguamento della postazione di lavoro e di formazione, con i quali facilitare la permanenza in azienda del lavoratore dopo l'infortunio.
Come stabilito più di recente dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'Istituto, su forte sollecitazione deIl'ANMIL, questi interventi saranno estesi anche con riferimento alla ricerca di nuova occupazione da parte di infortunati non ricollocabili o già disoccupati. Oggi, infatti, circa il 93% degli incidenti sul lavoro avviene in aziende di piccole dimensioni, che hanno grandi difficoltà a mantenere in attività il lavoratore infortunato o ad adibirlo a mansione differente. Inoltre, ci sono ad oggi circa 15.000 invalidi del lavoro iscritti nelle liste per il collocamento mirato, che attendono di essere reinseriti nel mondo del lavoro.
Il rientro al lavoro dopo l'infortunio o in presenza di una malattia professionale è un obiettivo fondamentale per i lavoratori, che si inserisce anche nel più ampio tema della riforma del mercato del lavoro. Oggi a livello territoriale, dopo la perdita di competenze da parte delle amministrazioni provinciali, c'è ancora molta incertezza. Il quadro dei servizi per il lavoro è complesso, mentre non è ancora decollata concretamente l'ANPAL, l'agenzia nazionale che dovrà svolgere il ruolo di coordinamento. Un quadro complessivo che preoccupa molto le categorie deboli e sul quale bisogna lavorare velocemente e concretamente per costruire una rete efficiente tra pubblico e privato.
Anmil Lombardia sta progettando “l'Agenzia Regionale per il lavoro”, l'obiettivo del progetto è l'espansione dell'esperienza e delle competenze maturate da Anmil sul territorio della Città Metropolitana di Milano a tutta Regione Lombardia. Questo permetterà un maggior sviluppo sul territorio in termini di servizi e un aumento dei risultati occupazionali.
Altra fondamentale battaglia vinta negli ultimi mesi è stata quella relativa alla riforma dell'ISEE: come tutti ricorderete, la riforma dell'indicatore aveva inserito la rendita INAIL, insieme alle altre prestazioni previdenziali e assistenziali per disabilità, tra i redditi rilevanti del nucleo familiare, in palese violazione del principio secondo il quale tali benefici non possono essere considerati come “ricchezza” per chi li percepisce. Anche grazie alle nostre sollecitazioni la vicenda si è conclusa positivamente, con la sentenza del Consiglio di Stato che ha riconosciuto l'illegittimità del regolamento. Al momento è in vigore una disciplina transitoria che esclude le prestazioni per invalidità dal calcolo dell'ISEE e si attende che alla normativa sia data nuova e compiuta regolamentazione con uno specifico provvedimento.
Non meno importante il riconoscimento legislativo della natura giuridica indennitaria della rendita INAIL, ottenuto lo scorso dicembre all'interno del decreto fiscale, fondamentale per scongiurare ogni possibile provvedimento diretto a dare valore reddituale a questa prestazione, in osservanza di un ormai consolidato orientamento giurisprudenziale ed amministrativo. Abbiamo cosi messo in chiaro una volta per tutte che la rendita INAIL non è una fonte di ricchezza, ma il risarcimento di un danno subito dal lavoratore e in quanto tale non può essere contemplata nel reddito di chi la percepisce. Una nuova e più solida tutela dei diritti degli invalidi del lavoro e dei tecnopatici che ci consentirà di superare i problemi e le difficoltà del passato.
Di recente sono state sottoscritte sia la proroga della convenzione Regionale Inail – Cip – Anmil, per la promozione e la diffusione delle attività sportive, quale fattore di reinserimento sociale, per le persone con disabilità da lavoro, per l'anno 2017, sia il protocollo d'intesa fra Anmil e la Federazione Italiana Bocce; con tale accordo le Sedi ANMIL potranno essere il punto di riferimento per quanti vogliano avvicinarsi a questa disciplina paraolimpica, attraverso l'ASD ANMIL SPORT Italia.
L'impegno dell'ANMIL non si ferma, naturalmente, e andrà avanti per raggiungere ancora nuovi ed importanti risultati e per garantire a tutti i lavatori, agli infortunati e alle loro famiglie, una tutela quanto più completa ed efficace.
Siamo certi, che il nostro lavoro di sensibilizzazione, pur nelle difficoltà che riguardano temi socialmente tanto delicati, stia portando buoni risultati. Naturalmente tutto questo deve necessariamente accompagnarsi ad una analoga attenzione da parte delle Istituzioni, che hanno il dovere di garantire ai lavoratori condizioni di lavoro sicure e adeguate tutele in caso di incidenti.
Grazie.

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