IL VESCOVO DANIELE INCONTRA I CREMASCHI

Prima tappa della grande giornata della consacrazione del vescovo Daniele, il santuario della Madonna della Ghiara di Reggio Emilia, a ricordo di un ragazzo muto guarito dalla Vergine nel XVI secolo.
Lo officiano i Servi di Maria, quei religiosi di cui faceva parte padre Turoldo. Un religioso spiega il senso spirituale della bellissima basilica a forma di croce greca che contiene splendidi affreschi e tele che raccontano la storia delle donne della Bibbia, profezie della Vergine Maria, e della stessa Madre di Dio.
Sono le 14.30 quando il pullman partito alle 13 da Crema giunge davanti al santuario. Nello stesso tempo, a piedi, arrivano i cremaschi del primo pullman (partito alle ore 8) che hanno pranzato alla Mensa diocesana: “Mensa dei poveri – dicono- ma che ci hanno trattai da ricchi”. Complessivamente i cremaschi sono circa 150 (parecchi sono venuti con automobili proprie).
Alle 15 attiva finalmente don Daniele. È già vestito in abiti vescovili (beretta, mozzetta e veste rossa). Si ferma con tutti, secondo il suo stile di persona socievole e amabile. Scambia baci ed sbracci, stringe mani, un primo bellissimo impatto con i fedeli della sua nuova diocesi.
La Cappella musicale della cattedrale esegue un primo canto, mentre il vescovo Daniele fatica ad arrivare all'altare, trattenuto dal cremaschi entusiasti.
Si inginocchia davanti all'immagine della Madonna della Ghiara per un preghiera in silenzio. Poi recita un supplica alla Vergine: è la preghiera che conclude la Esortazione Apostolica “Evangelii Gaudium” di papa Francesco, con qualche adattamento.
Poi saluta i cremaschi: “Vi ringrazio in anticipo della vostra preghiera e benevolenza, afferma. Grande è la mia consolazione di vederci e iniziare a conoscervi.”
Ringrazia anche i padri serviti e ricorda al basilica di Santa Maria della Croce a Crema, prima tappa del suo ingresso domenica 2 aprile. “Noi reggiani – continua – siamo molto devoti a questa basilica reggiana: spero che la Vergine mi accompagni nel mio nuovo ministero. Affidiamoci tutti alla Madonna e chiediamo di darci quella gioia che il papa ci chiede di vivere testimoniando il Vangelo.”
E conclude facendosi dare la benedizione dai frati serviti che lo hanno ospitato. Poi il canto della Salve Regina e l'appuntamento in cattedrale per l'ordinazione che avverrà tra poco, con inizio alle 16.30.