PIANENGO – BEL PROGETTO DI INTEGRAZIONE

È un bel progetto di integrazione quello che si sta portando avanti a Pianengo, grazie all'impegno di un affiatato gruppi di volontari e al supporto di Parrocchia e Comune. Sei richiedenti asilo, ospitati in un appartamento di proprietà della diocesi nell'ambito del progetto di “accoglienza diffusa” sostenuto dalla Caritas cremasca, sono infatti entrati a far parte della comunità e sono già coinvolti in diverse attività, con la prospettiva di implementare il loro contributo anche in alcuni lavori “socialmente utili”. Il tutto, dentro un percorso serio e di reale condivisione, per far sì che gli ospiti non siano abbandonati o isolati.
Dopo il viaggio della disperazione sui tristemente noti barconi e dopo aver risalito l'Italia stipati su pullman, i sei migranti sono arrivati nel Cremasco e, al termine di una prima accoglienza presso il Centro Caritas delle Canossiane a Crema, sono giunti a Pianengo grazie all'impegno del parroco don Gian Battista Strada che ha saputo coinvolgere al meglio amministrazione comunale e paese. Per Mamadou, Aboulaye e Cheik (provenienti dalla Costa d'Avorio), Tango (Burkina Faso), Alkaline (Guinea) e Mousa (Guinea portoghese), è così iniziata una “nuova vita” e si sono aperte – pur nel contesto di un cammino, anche burocratico, non facile – le porte della speranza. Hanno incontrato qualche scontata – e presto superata – perplessità, ma soprattutto hanno trovato mani tese e cuori aperti.
Accanto a loro, come detto, alcuni volontari, ognuno con una mansione: Gianni, Gabriella, Nicoletta, Angelo, Oriella, Lele, Paola, Donatella, Mara, le dottoresse che operano in paese come medici di base e altre persone generose si stanno prodigando per favorire una positiva integrazione.
I richiedenti asilo provengono da esperienze diverse, delle quali parlano molto a fatica. Le loro relazioni sono frammentarie. “Gli inizi non sono stati semplici – spiegano i volontari – e se le barriere linguistiche non hanno rappresentato l'ostacolo più alto (i 'nostri' ragazzi un po' di italiano lo masticano e lo capiscono), più complessa è stata la fase di ambientamento. Abbiamo spiegato loro come orientarsi in paese, come condurre una casa e cucinarsi i pasti; li abbiamo introdotti nel complicato pianeta della raccolta differenziata dei rifiuti, spiegandogli inoltre come prendere un pullman per raggiungere al mattino la scuola in Crema. A turno li abbiamo poi accompagnati a fare la spesa settimanale, assecondando le loro esigenze ma senza sforare il budget. Per l'assistenza sanitaria c'è la piena condivisione con i medici”.
Tra le varie iniziative, per festeggiare il primo mese a Pianengo dei migranti è stato organizzato un momento conviviale in oratorio a base di polenta e spezzatino molto speziato per incontrare i loro decisi gusti: è stato un momento assai significativo e partecipato. Alcuni ragazzi dell'oratorio li hanno anche coinvolti in una partita di calcetto. “Tra qualche mese, con le attività estive più strutturate come il Grest – aggiungono i volontari – si tenterà di inserirli con più continuità nelle esperienze comunitarie. Adesso, intanto, grazie a una convenzione messa a punto con il Comune, i ragazzi a turno fanno da supporto al cantoniere Alfonso operando presso la piazzola della raccolta differenziata o affiancandolo in altre incombenze. Se davvero saranno lavori 'socialmente utili' lo capiremo solo vivendo”.
I sei richiedenti asilo sono in possesso di un permesso di soggiorno semestrale che può essere rinnovato, ma tutti sono soggetti a un articolato meccanismo burocratico: in pratica possono ambire a rimanere nel prezioso progetto Caritas di “accoglienza diffusa” per circa due anni, poi che ne sarà di loro è a oggi imprevedibile.
“Noi a Pianengo – sottolineano i volontari – siamo ben consapevoli che con le nostre briciole di misericordia non cambieremo i destini dei 'nostri' ragazzi che finiranno chissà dove. Intanto, però, gli regaliamo qualche assaggio d'umanità di cui loro ignoravano il dolce sapore, ma che rimarrà scolpito nei loro martoriati cuori”.