CAPRALBA – TENTATO OMICIDIO, DUE ARRESTI

I Carabinieri della stazione di Crema unitamente a quelli della stazione di Romanengo, hanno tratto in arresto due indiani, fratello e sorella, per tentato omicidio in concorso. I due avrebbero aggredito un connazionale, marito della donna, colpendolo con una martellata al capo. Alla base di tutto la tinteggiatura delle pareti di casa.
“Ieri verso le ore 18 – racconta il maggiore dell'Arma Giancarlo Carraro – è arrivata alla centrale operativa la richiesta di intervento da parte dei medici del Pronto Soccorso dell'Ospedale di Crema che segnalavano la presenza di uno straniero che riportava gravi ferite al capo. Sul posto si è recata immediatamente una pattuglia della stazione di Crema che constatava come F.H., 35 enne indiano da anni residente in Italia, fosse giunto presso l'Ospedale autonomamente, svenendo, varcata la soglia, a seguito di profonde ferite alla scatola cranica. Ricoverato in terapia intensiva, in attesa di intervento chirurgico, in prognosi riservata, dopo alcune ore si risvegliava per alcuni minuti ed aveva modo di raccontare ai carabinieri che era stato aggredito dal cognato e dalla moglie”.
Stando a quanto raccontato l'aggressione sarebbe avvenuta in una cascina di Capralba, nella quale i tre stavano sistemando la nuova dimora ove il cognato doveva da li a poco andare ad abitare. La lite era sorta a causa del fatto che la vittima avrebbe rimproverato al cognato di non tinteggiare bene le pareti di casa probabilmente apostrofandolo con frasi offensive. La moglie della vittima si sarebbe schierata in soccorso del fratelloe i tre dalle parole passavano ai fatti. I due fratelli si sarebbero coalizzati aggredendo il connazionale. “È spuntato un bastone ed un martello – spiega il maggiore Carraro – che l'aggressore ha utilizzato colpendolo, secondo il racconto della vittima, più volte al capo mentre la moglie lo teneva fermo. La parte offesa riusciva a divincolarsi e liberarsi dalla presa dei due aggressori tanto da scappare all'esterno della cascina e salito a bordo dell'utilitaria del cognato, si era diretto a bassa velocità verso l'Ospedale di Crema. I sanitari, viste le gravi ferite e le fratture alla testa, giudicavano il paziente in prognosi riservata”.
I carabinieri di Romanengo, nel frattempo, sulla base della ricostruzione fatta dalla vittima si sono messi alla ricerca dei due aggressori rintracciandoli a Sergnano nella dimora ove i due coniugi abitano da qualche mese.
Accompagnati in caserma i due fornivano versioni contrastanti asserendo di essersi solo difesi dall'aggressione verbale e fisica della vittima. Presso la cascina ove era avvenuta l'aggressione i carabinieri eseguivano un sopralluogo rinvenendo il martello nonché notando altresì che il pavimento era stato parzialmente pulito dalle tracce di sangue. La casa veniva sequestrata.
“Al termine degli accertamenti i fratelli T.J. e R.H. venivano dichiarati in stato di arresto per tentato omicidio e su disposizione del P.M. della Procura della Repubblica di Cremona, venivano tradotti rispettivamente presso il carcere di Cremona e quello femminile di Brescia”.