CASTELLEONE-MORO E GRENA, ANNI DI PIOMBO

Agnese Moro, Grazia Grena. Due donne a confronto. Due donne, sembrerà strano leggerlo, vittime. La prima della cieca violenza degli Anni di Piombo nei quali ha perso il papà, Aldo Moro, illuminato statista assassinato dalle Brigate Rosse. L'uomo che voleva costruire ponti e dialoghi, “tanto da cercare, in una vacanza in Lapponia, di intessere un dialogo addirittura con una renna” come ha teneramente ricordato la figlia. La seconda schiacciata dalla ideologia che aveva abbracciato e della coerenza esasperata per la quale ha lasciato la famiglia, generato dolore, andando incontro a anni di carcere per banda armata.
Martedì sera nella Sala Leone di via Garibaldi i due volti di uno stesso dramma erano lì, uno accanto all'altro a parlare a una folta platea di come si possa perdonare e di come si possa lavorare per riparare ai propri errori. Una doppia linea di lettura, le due facce di una medaglia, che trova espressione nel Libro dell'incontro, un percorso guidato che ha messo occhi negli occhi le vittime della follia omicida del terrorismo e gli attivisti (diretti o non diretti responsabili delle morti) di quella Lotta Armata che ha macchiato di sangue gli anni Settanta.
Leggi l'articolo in versione integrale su Il Nuovo Torrazzo di sabato 25 febbraio 2017