SCRP – “SUMMIT” A CASA DI CASORATI

Parte da Casaletto Ceredano la riorganizzazione-trasformazione di Scrp? Questa almeno l'intenzione dei “dodici” (non apostoli) sindaci, che si son ritrovati lunedì sera a casa del collega Aldo Casorati, a condividere – oltre che dell'imperdibile pane e salame nostrano, innaffiato da del buon rosso – la nuova strategia per recuperare unità d'intenti e d'impegno per il bene del territorio.
Attorno al tavolo, oltre al padrone di casa i sindaco Stefania Bonaldi di Crema, Maria Luise Polig di Pandino, Gianni Rossoni di Offanengo (che s'è poi allontanato per una concomitante altra riunione tra partiti di centrodestra per trovare la quadra sul candidato sindaco di Crema, nella quale è intervenuto come esponente di Ncd), Doriano Aiolfi di Bagnolo, Giuseppe Lupo Stanghellini di Monte, Guido Ongaro di Madignano, Pietro Fiori di Castelleone, Aries Bonazza di Ripalta Cremasca, Mirko Signoroni di Dovera, Luca Guerini di Ripalta Guerina e Luigi Poli di Spino d'Adda.
A parte la bontà di salame e vino, le indiscrezioni – ben accreditate – danno per unanime l'orientamento a mettere fine al “Comitato ristretto”, che per come concepito e ha agito, è stato causa di forti irritazioni in parecchi sindaci. Avendo di fatto determinato la distinzione tra i pochi di serie A – in possesso di tutte le informazioni e che spesso calavano decisioni – e i molti in B, che sarebbero dovuti restare ignari e… succubi. Situazione impensabile.
Per ritrovare unità d'intenti l'obiettivo è quello di rilanciare la positiva esperienza della “Conferenza dei sindaci dell'Area Omogenea” – che ha portare a conseguire significativi risultati per il territorio come l'autonomia dell'Asst (ospedale) di Crema, piuttosto che la rivendicazione di una più equa ripartizione delle risorse sul socio-assistenziale nella nuova Ats – formalizzandola con un preciso regolamento e l'elezione di un gruppo di coordinamento che sia realmente rappresentativo di tutti i Comuni: piccoli, di media e grande dimensione. Questo nuovo organismo si dovrebbe occupare di tutti gli aspetti poltico-amministrativi e programmatori a livello territoriale: società partecipate, welfare, sanità, infrastrutture, scuole, università, innovazione…
Contestualmente i “dodici” hanno anche affrontato la questione Scrp. Casorati da politico di lungo corso – democristiano di formazione e doc – ha smorzato sul nascere recriminazioni e reprimende nei confronti dei “soliti rompi…” (come qualcuno pare abbia cominciato a bollarli). Innanzi tutto perché assenti, secondariamente perché il gruppetto non è poi così ristretto e anche diversi altri sono irritati dalla lettera-spaccatura, sottoscritta da solo una metà dei 50 sindaci-soci della società, per cui non è affatto opportuno inasprire ulteriormente i rapporti.
In ogni caso pare sia passata la linea di procedere alla trasformazione da società patrimoniale, che fa investimenti per i Comuni soci e li gestisce, a società di servizi. Diventando in pratica Scc-Società dei Comuni Cremaschi. Una realtà più snella ed efficace che, attraverso una proficua collaborazione tra il gruppo di coordinamento della Conferenza dei sindaci e Cda, dovrà svolgere un ruolo manageriale, di scouting, per trovare finanziamenti su bandi regionali, nazionali o europei, e portare a compimento progetti, studi e servizi in risposta alle esigenze dei vari Comuni.
Ed è inoltre emersa anche la necessità di rivedere il sistema di riparto dei costi, che non potrà più essere lineare, bensì articolato tra una quota fissa e compartecipazioni per i vari progetti. Ovvero se a quello relativo all'efficientamento dell'illuminazione pubblica aderiscono 20 Comuni, che in collaborazione con Scrp partecipano al bando europeo, le spese vengono suddivise fra questi. E così anche per la convenzione con Infratel per la posa della banda ultralarga, alla quale hanno aderito ben 49 Comuni, piuttosto che il Conto Energia del Gse, che potrebbe essere un'occasione per molte amministrazioni di poter efficientare immobili pubblici.
Resta da vedere se “i dodici” riusciranno a fare discepoli e avere un seguito, o non passare per una… “camarilla”.