CREMASCO – INSEGUIMENTO E ARRESTO

Inseguiti e arrestati due dei tre componenti una gang probabilmente dedita ai furti. L'operazione dei Cc ha consentito il recupero di una Volvo V60 rubata sulla quale i malfattori avevano installato una ricetrasmittente sintonizzata sui canali della Forze dell'Ordine. L'auto era stata segnalata in settimana in occasione di furti in casa.
L'episodio risale al tardo pomeriggio di sabato quando “una pattuglia della stazione di Bagnolo Cremasco – spiega il maggiore dell'Arma Giancarlo Carraro – notava transitare a bassa velocità una Volvo V60 di colore scuro, veicolo già segnalato nei giorni scorsi sul territorio cremasco da alcuni cittadini rimasti vittime di furti in casa. Il conducente, accortosi del veicolo militare, accelerava tentando di dileguarsi imboccando la Paullese in direzione Milano”.
La manovra veniva segnalata alla centrale operativa che mandava rinforzi allertando gli altri equipaggi in servizio. Così in territorio di Pandino la Volvo veniva intercettata nuovamente e costretta a invertire il proprio senso di marcia. A Cà delle Moshce l'auto veniva nuovamente posta sotto inseguimento sino alle porte di Montodine dove la vettura restava imbottigliata nel traffico creato strategicamente dai Carabinieri che a valle dell'inseguimento avevano allestito un posto di blocco per rallentare il traffico. I tre individui che si trovavano a bordo decidevano di abbandonare il mezzo per cercare la fuga a piedi.>BR>
“Sul luogo venivano fatte convergere 7 pattuglie i cui carabinieri iniziavano una battuta di rastrellamento a piedi, per le vie del centro di Montodine, riuscendo ad intercettare e catturare, dopo poco, due dei tre malfattori. Si tratta di due albanesi poco più che 20enni accompagnati presso il Comando dei Carabinieri di Crema dove sono stati dichiarati in stato di fermo per la ricettazione del veicolo rubato e resistenza a Pubblico Ufficiale; al termine delle formalità di rito, associati in tarda notte alla carcere di Cremona”.
“Sul veicolo – continua Carraro – è stata rinvenuta una ricetrasmittente sintonizzata sui canali di lavoro delle Forze dell'Ordine che permetteva ai malviventi di conoscere in anticipo le comunicazioni che la centrale operativa dava alle pattuglie, nonché un flessibile e un grimaldello affilato, utilizzati probabilmente per sventrare le cassaforti delle abitazioni. I due fermati risultavano già deferiti per reati contro il patrimonio commessi in diverse province del nord Italia”.