TERREMOTO E NEVE: IMPEGNATA LA CARITAS

“Stiamo contattando uno ad uno i parroci delle zone più colpite, che sono le nostre antenne sul territorio, per conoscere la situazione reale e le effettive necessità”. Lo dice al Sir don Marco Pagniello, direttore di Caritas Pescara, facendo il punto sull'emergenza terremoto e neve.
Intanto, mentre i tecnici dell'Enel sono al lavoro per ripristinare le linee elettriche, don Marco spiega che “ci sono ancora comunità e frazioni isolate e prive di energia”. La neve, aggiunge, “ha ricoperto anche quelli che potrebbero essere i danni delle nuove scosse del 18 gennaio; al di là di qualche campanile crollato o di qualche danno visibile alle case, dovremo aspettare che si sciolga per fare un bilancio completo. Per ora il nostro è un lavoro di prossimità alle persone”.
Ieri i volontari della Caritas hanno raggiunto le due frazioni isolate di Cermignano e Arsita, nel teramano, dove la neve caduta supera i due metri. “Stiamo portando viveri, medicinali, brandine, sacchi a pelo e coperte – racconta don Pagniello -. La gente è sfinita e si sente sola e abbandonata. Ieri, nel vedere i nostri volontari, i primi ad arrivare ancora prima delle istituzioni, un'anziana signora ha esclamato: 'Allora Dio non si è dimenticato di noi!'”.
“Come Chiesa ci siamo – assicura il direttore Caritas -. Tutti i parroci sono sui luoghi colpiti e noi interveniamo secondo le loro segnalazioni. Ora stiamo iniziando un lavoro di mappatura dei veri bisogni per procedere con interventi mirati e porre dei segni concreti di vicinanza alle persone colpite”.
Prosegue intanto l'attività dei soccorritori che ad oggi hanno estratto dieci superstiti dalle rovine dell'hotel Rigopiano. “Stiamo seguendo attraverso la Prefettura e siamo molto vicini ai parenti in attesa in ospedale a Penne con i cappellani e i parroci. Ieri l'arcivescovo Tommaso Valentinetti si è recato in visita ai superstiti in ospedale e ha incontrato la famiglia del cuoco che aveva dato l'allarme per primo, l'unica che ad oggi pare si sia ricomposta completamente: mamma, papà e i due bambini. Gli altri – conclude don Pagniello – sono già stati dimessi e sono rientrati nelle loro località”.