IN ATTESA DEL VESCOVO DANIELE

SEMPRE RADICATI NELLA PAROLA DI DIO
L'amministratore diocesano e le sue prime emozioni

Quando ho fatto la prima telefonata (dopo che, con un po' di fatica per non coinvolgere altre persone, ero riuscito a recuperare il numero privato di don Daniele), ero emozionato e ansioso.
Le sue prime battute sono state belle e significative, quasi un'impronta che segna il cammino: un sorriso accennato e intuìto, parole di ringraziamento (a me!), la confidenza delle emozioni che si agitavano nel suo cuore, il fiducioso affidarsi, nella preghiera, alla Parola di Dio e al cammino della Chiesa.
A lui ho espresso la nostra gioia per avere un nuovo Vescovo e l'assicurazione di un'accoglienza calda e disponibile.
Ho riattaccato con il cuore contento, per me e per la nostra Chiesa cremasca.
Infatti i molti giudizi sentiti, diretti o riportati, di persone che lo conoscono, confermano la grande stima e il profondo affetto di cui gode.
È questo il secondo aspetto, che mi rincuora: la traccia profonda che lascia nel cuore delle persone che lo incontrano. Credo che nei rapporti, più che la simpatia o la facile spontaneità, sia più importante l'ascolto e la delicatezza. Infatti mi ha confidato che la sofferenza più grande sarà per lui lasciare l'insegnamento e la parrocchia, cioè i luoghi dove il rapporto con le persone è più vero e intenso.
Un terzo aspetto da evidenziare di queste prime impressioni sono state le sue parole: nel messaggio alla nostra diocesi, e nel discorso alla sua nomina, ha subito cercato di radicare le emozioni nella Parola di Dio. Lì si trova luce per guardare con sincerità il proprio cuore, e per illuminare i passi del proprio cammino… (con le parole del Salmo 118: Lampada ai miei passi è la tua Parola, e luce sul mio cammino).
Mi sembrano vere quindi le parole di padre De Lubac: egli ci ha insegnato, e dimostrato, che le più grandi intelligenze non sono altro, in conclusione, che delle vivissime sensibilità.

don Maurizio Vailati
amministratore diocesano

VOGLIAMO ACCOGLIERLA PERCHÈ CI ACCOLGA
La comunità del seminario
Caro vescovo Daniele, mentre il nostro sguardo cremasco “scrutava i cieli” e come i Magi attendavamo un segno che ci potesse indicare da dove potesse giungere il nostro nuovo pastore, inaspettatamente e con piacevole sorpresa, l'attesa è giunta alla sua conclusione mercoledì scorso con l'annuncio del Suo prossimo arrivo tra di noi.
È proprio il caso di dirlo: l'ansia dell'attesa si è improvvisamente trasformata nella trepidazione delle attese. penso che sia nell'ordine delle cose e soprattutto è l'esplicitazione di un desiderio grande di Chiesa che ci unisce e nel solco della speranza cristiana ci pone in cammino con slancio rinnovato dalla Grazia dello Spirito che agisce!
Nella dinamica delle relazioni ci accingiamo ora a vivere il passaggio delicato ed entusiasmante dell'accoglierla e dell'essere da Lei accolti: una compromissione totale delle persone le quali più sono libere da sé e da ciò che le condiziona e più sono in sintonia alla carità evangelica, più rendono vero, profondo e fraterno questo reciproco incontro.
Nella comunità del Seminario, nonostante il contesto carico di apprensione del tempo degli esami, i giovani che mi sono affidati trasmettono a me in questo tempo che ancora ci divide da Lei, un senso di gioia e di serenità, confermando e valorizzando quello che io stesso sto vivendo e dandomi grande consolazione!
È un condividere la consapevolezza del dono che nella Sua persona ci è stato dato come comunità diocesana, e implicitamente il desiderio di rinnovare con slancio quella disponibilità nella risposta alla vocazione cristiana che trova qui in Seminario un particolare germe di speranza e di slancio nel presente e soprattutto nel futuro del nostro cammino come popolo di Dio.
Caro vescovo Daniele, la sentiamo profondamente già nostro pastore, e mentre l'attendiamo a braccia aperte per accoglierla davanti a noi, in mezzo a noi e dietro a noi, come ama esprimere papa Francesco, preghiamo lo Spirito perché insieme ci accompagni nel servizio pastorale alla nostra Chiesa di Crema che in Lei ora riconosce e attende il pastore, il padre e il fratello nella fede.
don Gabriele Frassi
rettore seminario responsabile pastorale diocesana

CHIESA IN USCITA NOSTRO OBIETTIVO PRIMARIO
Il saluto dell'a.c.

Carissimo mons. Daniele,
grati a Dio per averci donato un nuovo Pastore nella Sua persona e al Santo Padre per la sollecitudine verso la Chiesa cremasca, a nome del Consiglio diocesano dell'Azione Cattolica e di tutti gli associati, vogliamo unirci alla gioia della Diocesi ed esprimerLe la nostra riconoscenza per aver accolto la nuova chiamata del Signore… “andiamocene altrove” (Mc 1,38).
Viviamo con grande emozione questo tempo di attesa prima di incontrarLa ed accoglierLa personalmente. Sappia che è già nei nostri cuori e che l'importante compito che Le è affidato è sostenuto ed accompagnato dalla preghiera dell'AC unitamente a quella dell'intera comunità diocesana.
Dalle Sue prime parole rivolte alla diocesi emerge l'amore pastorale che da subito vuole offrire alla nostra comunità. A nostra volta desideriamo dichiararci disponibili ad una sincera collaborazione per una testimonianza laicale-associata rinnovata, un servizio umile e concreto, un impegno fedele e quotidiano in un rapporto di piena comunione e fiducia, nella condivisione della comune responsabilità per la missione della Chiesa. In quest'ottica, l'AC cremasca desidera consegnarLe le proprie esperienze di evangelizzazione rivolte ai ragazzi, ai giovani, alle famiglie e agli adulti come opportunità di crescita e formazione di un laicato responsabile, all'altezza dei tempi e capace di relazioni ecclesiali autentiche e mature.
A Lei chiediamo di sostenerci, favorendo la costante verifica del modo di pensare la Chiesa e le vocazioni in essa, aiutandoci a costruire relazioni “familiari” tra preti e laici, alimentando e sostenendo le soggettività e le originalità nel quadro di una comunione d'intenti.
In questi mesi l'AC cremasca sta vivendo uno dei momenti fondamentali della vita associativa: il percorso assembleare. L'esperienza dell'AC nelle nostre parrocchie e nella nostra diocesi richiede scelte coraggiose di rinnovamento e di cambiamento.
La dinamica della chiesa “in uscita” sollecitata da papa Francesco sarà il punto centrale delle nostre scelte future, scalzando la tentazione rassicurante e la comodità del “si è sempre fatto così”. Siamo contenti di potere affrontare un tratto di questo cammino con Lei, certi che saprà guidarci e donarci i Suoi saggi consigli perché questa nostra esperienza di laicato associato possa di nuovo essere significativa per tante persone.
Con grande affetto i ragazzi, i giovani e gli adulti di AC le inviano un caloroso abbraccio.
Antonio Crotti, presidente diocesano
don Remo Tedoldi, assistente unitario

MCL: PRONTI A SOSTENERLA NELLA SUA AZIONE

A nome del Movimento Cristiano Lavoratori del territorio esprimo felicità e profonda gioia per la nomina di don Daniele Gianotti a nuovo Vescovo di Crema comunicata ufficialmente a tutto il popolo di Dio della diocesi cremasca; diamo fin da subito il nostro più cordiale benvenuto al futuro Pastore del quale già apprezziamo lo stile della mitezza e dell'umiltà come si evince dal primo messaggio e dalle prime parole indirizzate ai fedeli cremaschi, la sua particolare attenzione diretta alle fragilità e alle persone più povere ed emarginate, l'essere padre in mezzo alla gente condividendone le gioie e le sofferenze.
Impareremo a conoscerlo, apprezzarlo e sostenerlo nella sua azione pastorale come fatto con tutti i suoi predecessori secondo lo stile di filiale corresponsabilità che caratterizza il nostro essere movimento ecclesiale che vive e cammina con la Chiesa.
BENVENUTO DON DANIELE!
Michele Fusari
presidente MCL

CAMMINEREMO INSIEME AGLI ULTIMI

Buon giorno vescovo Daniele! Anche la Caritas diocesana le dà il benvenuto a nome di tutti i volontari, gli operatori e gli animatori alla carità delle parrocchie e dei Centri di Ascolto.
Siamo felici di accoglierla come nostro vescovo e, quindi, come presidente dell'organismo pastorale che è Caritas diocesana, sicuri che non mancheranno occasioni di incontro e di confronto per rispondere in forme consone ai bisogni dell'uomo di oggi testimoniando l'amore di Cristo per i poveri.
Ogni giorno alla nostra porta bussano persone che vengono da lontano, da altri mondi, con storie di vita differenti e uniche, allo stesso modo e con la stessa fraternità desideriamo accoglierla tra noi, lei che è stato chiamato a prestare servizio in una terra altra rispetto alla sua. Per entrare in una nuova terra, come Abramo, occorre lasciare la propria e si ha l'opportunità unica di incontrare nuove persone, nuove radici, nuove famiglie: le garantiamo l'affetto dei volontari delle parrocchie, perseveranti nella carità e desiderosi di essere parte della sua nuova famiglia cremasca.
Come ci ricorda nella sua lettera alla Chiesa di Crema, riprendendo le parole di Francesco, un pastore deve camminare davanti al gregge, col gregge e in fondo al gregge: la aspettiamo a camminare in nostra compagnia in fondo al popolo di Dio, insieme ai poveri, agli emarginati, ai profughi, agli esclusi.

Caritas diocesana

VIVERE CON LA CHIESA E PER LA CHIESA
Comunione e Liberazione

Eccellenza Reverendissima,
a nome della comunità diocesana di Comunione e Liberazione La ringrazio di aver risposto alla chiamata del Signore che La condurrà a guidare e servire la Chiesa cremasca come successore del vescovo Oscar Cantoni, nel solco ininterrotto della successione apostolica.
Come ogni battezzato desideriamo essere confermati nella fede che ci ha raggiunto come avvenimento di vita nuova attraverso il carisma di don Giussani, per comunicare ai fratelli uomini il fascino dell'incontro con Cristo, sempre pronti a rendere ragione della speranza che è in noi in tutti gli ambienti di vita, di studio e di lavoro, in un una circostanza storica come quella attuale, caratterizzata da ciò che al convegno di Firenze papa Francesco ha definito “un cambiamento d'epoca”, che genera nell'uomo di oggi il dubbio sull'esistenza, la paura dell'esistere, la fragilità del vivere.
Come ci ha ricordato papa Francesco, “centrati in Cristo e nel Vangelo voi potete essere braccia, mani, piedi, mente e cuore di una Chiesa 'in uscita'.
La strada della Chiesa è uscire per andare a cercare i lontani nelle periferie, a servire Gesù in ogni persona emarginata, abbandonata, senza fede, delusa dalla Chiesa, prigioniera del proprio egoismo” (Discorso all'Udienza con il movimento di Comunione e Liberazione. Piazza San Pietro, 7 marzo 2015).
Pur consapevoli di tutti i nostri limiti, non desideriamo altro che vivere con la Chiesa e per la Chiesa con questa rinnovata consapevolezza e servire con tutto noi stessi, obbedendo a Lei come figli, questa Chiesa cremasca, assicurandoLe la nostra preghiera e l'impegno della nostra collaborazione – attraverso la testimonianza – alla Sua nuova missione episcopale.
In attesa di incontrarLa presto, ci affidiamo alla Madonna, perché ci aiuti ogni giorno a diventare degni delle promesse di Cristo. “Veni Sancte Spiritus, Veni per Mariam”. Con filiale devozione.

Ing. Anacleto Maggi
Responsabile Fraternità di Comunione e Liberazione

CHI VIVE PER SÈ NON FA STORIA
Il saluto della agesci Crema

Il gruppo scout dell'AGESCI di Crema è lieto di salutare il nuovo vescovo Daniele Gianotti augurandogli, alla maniera scout, “Buona Strada”.
È motivo di particolare gioia sapere che il vescovo Daniele, tra le diverse esperienze pastorali, ha vissuto pure, per tanti anni, l'attività scoutistica come Assistente spirituale di gruppo e della diocesi di Reggio.
L'intera famiglia scout di Crema, in particolare la Comunità capi, con gli assistenti don Marco e don Giuseppe, è desiderosa di incontrarlo e ascoltarlo, garantendogli il proprio contributo nella vita della Comunità ecclesiale con spirito di servizio.
Sabato 28 gennaio alle 19,30 dalla Basilica di Santa Maria della Croce partirà la tradizionale marcia-pellegrinaggio verso il Santuario di Caravaggio. Manifestazione quest'anno particolarmente significativa ricorrendo il 70° anniversario da quando gli scout cremaschi vollero, con questo pellegrinaggio notturno, celebrare la rinascita a Crema dello scoutismo dopo la forzata sospensione durante il regime fascista. Tema del pellegrinaggio: “Chi vive per sé non fa la storia”.
Alla partenza i nostri vescovi ci hanno sempre salutato scrivendo un loro pensiero sul “libro di marcia”, che li conserva tutti. Questa volta lo farà un altro Vescovo, già scout, Antonio Napolioni, alla guida della diocesi di Cremona.
Non mancherà, in Basilica e durante la strada fino al Santuario di Caravaggio, la nostra preghiera a Maria, Madonna degli scout, perché protegga e sostenga il cammino del vescovo Daniele in mezzo a noi.
Comunità capi
Agesci Crema