AIA-AVIS, RINNOVO FIDUCIA

C'è un momento particolare, tra le procedure pre-gara, che contraddistingue tutti gli arbitri cremaschi. Si tratta del riscaldamento. L'arbitro lascia lo spogliatoio per misurarsi con il terreno di gioco e prepararsi alla gara. In quel momento indossa una maglietta gialla con una scritta blu. Un osservatore attento potrà aver notato che tale scritta è il logo dell'AVIS.
Quella maglietta è il frutto della collaborazione tra la Sezione AIA di Crema “Cristian Bertolotti” e l'AVIS di Crema. Dal 2012, infatti, l'Associazione Volontari Italiani del Sangue è lo sponsor etico dei fischietti cremaschi.
Negli ultimi quattro anni, gli arbitri cremaschi hanno partecipato numerosi alle molte attività organizzate dai donatori del sangue, tra cui varie ciclopasseggiate. Il legame tra le due Sezioni è cresciuto anche grazie al “Progetto AVIS”.
Il Progetto AVIS consiste in un mese primaverile durante il quale gli arbitri cremaschi impegnati a dirigere gare provinciali scendono in campo con una maglietta dell'associazione dei donatori di sangue. La maglia viene indossata durante il riscaldamento obbligatorio, il saluto del pubblico e il sorteggio.
È un evento rivolto anche al pubblico, ma soprattutto ai giovani atleti, per sensibilizzare il mondo sportivo locale riguardo al tema della donazione di sangue.
L'accordo che lega le due associazioni, in scadenza a fine anno, è stato rinnovato per il quadriennio che andrà dal 2017 al 2020.
I tessitori di questa sinergia AIA-AVIS sono i presidenti delle rispettive sezioni cittadine Annunziato Scopelliti (AIA) e Pietro Valcarenghi (AVIS), che diedero inizio a questa collaborazione già nel 2012.
Dopo aver rinnovato il contratto, presso la sede della Sezione AIA di Crema “Cristian Bertolotti” in via Carmelitani a Crema, i due hanno rilasciato alcune dichiarazioni.

“Siamo molto soddisfatti”, ha detto il presidente Scopelliti, “di poter continuare questa collaborazione per i prossimi quattro anni. Il legame tra noi e l'AVIS ha dato e continuerà a dare i suoi frutti. Essere donatori del sangue è un servizio per la comunità. È un generoso impegno sociale che può salvare molte vite. Noi arbitri siamo fieri di poter portare come esempio questi valori nel mondo sportivo locale. È un modo per incentivare i giovani atleti, i dirigenti ed il pubblico ad interessarsi alla donazione del sangue e a collaborare con l'AVIS.”
La parola è poi passata al presidente Valcarenghi: “La famiglia dell'AVIS è sempre alla ricerca di nuovi donatori. Gli arbitri cremaschi ci stanno dando una mano nel reclutamento di nuovi volontari, in parte iscrivendosi essi stessi, in parte grazie al Progetto AVIS, perciò continueremo a sponsorizzarli eticamente.”
Il suo intervento si è poi concentrato sull'importanza della donazione del sangue: “Nella vita di tutti i giorni un'improvvisa malattia, un infortunio sul lavoro o un incidente stradale possono rendere necessaria una trasfusione di sangue. Il sangue non è riproducibile in laboratorio ma è indispensabile alla vita. È basilare nei servizi di primo soccorso, in chirurgia nella cura di alcune malattie tra le quali quelle oncologiche e nei trapianti. Tutti potremmo aver bisogno di sangue per qualche motivo. In Italia, stando ai dati degli ultimi anni, servono ottomila unità di sangue al giorno.”

La ricerca di nuovi donatori è sempre viva e, giorno dopo giorno, chiunque decide di unirsi alla famiglia dell'AVIS diventa un piccolo eroe del quotidiano. Questi sono gli eroi di cui il mondo avrebbe bisogno, volontari senza nome che ogni giorno salvano vite umane con il semplice gesto della donazione.