OGGI L'EPIFANIA DEL SIGNORE

Solennità dell'Epifania del Signore, nella quale si venera la triplice manifestazione del grande Dio e Signore nostro Gesù Cristo: a Betlemme, Gesù bambino fu adorato dai magi; nel Giordano, battezzato da Giovanni, fu unto dallo Spirito Santo e chiamato Figlio da Dio Padre; a Cana di Galilea, alla festa di nozze, mutando l'acqua in vino nuovo, manifestò la sua gloria.
I fatti dei re Magi, sono veramente accaduti o sono semplicemente una riflessione teologico-spirituale raccontata sotto forma di storia? Qualche studioso ritiene che non siano fatti storici, ma solo una riflessione spirituale molto bella. Il che, comunque, non toglierebbe nulla alla nostra fede. Non è come l'Annunciazione e il concepimento di Gesù che deve essere stato per forza un fatto storico.
Papa Benedetto però, assieme ad altri studiosi, nel suo commento della Bibbia ritiene che si sia trattato di un vero e proprio fatto storico, meditato e interpretato nel Vangelo di Matteo in modo da farci comprendere maggiormente il mistero di Gesù.
E allora vediamo di riuscire a scoprire, oltre il racconto narrato dalla Bibbia, i profondi significati che il testo ci propone.: cioè di far uscire dagli alveoli delle parole – come dice san Bernardo – il miele della verità che addolcisce la nostra vita.
Il racconto inizia con una indicazione storica e geografica: il re Erode e la città di Betlemme. E qui Erode, re fantoccio posto dai romani, si presenta come antagonista di Gesù il Re vero dei cieli e della terra. La città di Betlemme, da parte sua, era stata profetizzata nel Vecchio Testamento come il luogo dove doveva nascere il Messia.
Protagonisti dell'episodio sono i Magi. Chi sono? Il termine “mago” nell'antichità aveva tanti significati, positivi e negativi. Qui nel Vangelo di Matteo s'intende personaggi del gruppo sacerdotale della Persia, nello stesso tempo filosofi e anche astronomi, sempre alla ricerca della verità per trovare la quale scrutavano anche le stelle (anticamente l'astronomia era molto sviluppata).
Sappiamo dagli studi moderni che la congiunzione astrale dei pianeti Giove e Saturno nel segno zodiacale dei Pesci, avvenuta negli anni 7-6 a.C. (anni ormai accertati della nascita di Gesù) aveva provocato un'enorme esplosione siderale apparsa come una grande nuova luce (stella) per un certo periodo. Gli astronomi babilonesi avevano letto in questo fenomeno l'indicazione della terra di Giudea e di un neonato re dei Giudei. Questo si conciliava con le attese che circolavano in quel tempo anche nell'impero romano che da Giuda sarebbe uscito il dominatore del mondo.
Oltre il fatto storico, i Magi, ricercatori sapienti rappresentano quindi gli uomini alla ricerca della verità, alla ricerca del vero Dio in tutti i tempi della storia: e la scienza (l'astronomia in questo caso) può portare alla scoperta del Signore, come anche le loro religioni pagane possono portare al Salvatore. Il cosmo parla di Cristo, il linguaggio della creazione offre molteplici indicazioni.., questo linguaggio della creazione suscita le varie religioni.
Per noi uomini moderni questo avvenimento dimostra che non vi è opposizione tra scienza e fede, tra la natura e Dio: anzi, la scienza può portare a Dio, porta a Dio! “L'universo – diceva Benedetto XVI a Verona – è strutturato in maniera intelligente, in modo che esista una corrispondenza profonda tra la nostra ragione soggettiva e la ragione oggettivata nella natura. Diventa allora inevitabile chiedersi se non debba esservi un'unica intelligenza originaria, che sia la comune fonte dell'una e dell'altra. Così proprio la riflessione sullo sviluppo delle scienze ci riporta verso il Logos creatore.”
Ma la loro ricerca tramite la scienza non arriva fino in fondo. Porta i Magi a Gerusalemme nel palazzo del re, alla ricerca del “re dei Giudei”, frase tipicamente pagana (gli ebrei avrebbero detto: “re d'Israele”).
E qui i Magi hanno bisogno dell'indicazione delle Sacre Scritture, della Parola di Dio per raggiungere lo scopo: è la profezia di Michea: E tu Betlemme… In Gesù si realizzano le antiche Scritture, come Matteo cerca sempre di evidenziare (era determinante per la cultura ebrea).
Dopo l'incontro con la Scrittura, la stella riappare ai Magi: la creazione, interpretata dalla Scrittura torna a parlare all'uomo. La Scrittura è la luce che illumina i passi della scienza e dell'uomo e svela il mistero. E i Magi estremamente felici possono raggiungere il loro obiettivo. Davanti al Bambino Gesù, Figlio di Dio, si prostrano come allora si faceva davanti ai re e offrono tre doni che riconoscono la dignità regale di Gesù: oro, incenso e mirra.
Nella tradizione sono stati interpretati: l'oro segno appunto della regalità, l'incenso segno della divinità, la mirra come profezia della morte, passione e resurrezione del Cristo. Come sempre anche in questi vangeli dell'infanzia viene fatto sempre un collegamento alla morte e alla resurrezione di Gesù.
I magi, grandi ricercatori della fede sono stati interpretati da Matteo sulla scorta del brano di Isaia che abbiamo appena letto:
Àlzati, rivestiti di luce,
perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te.
Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra,
nebbia fitta avvolge i popoli;
ma su di te risplende il Signore,
la sua gloria appare su di te.
Cammineranno le genti alla tua luce,
i re allo splendore del tuo sorgere.
Alza gli occhi intorno e guarda:
tutti costoro si sono radunati,
vengono a te.
La tradizione li ha anche interpretati come rappresentanti di tutti i popoli, provenienti cioè dall'Africa, dall'Asia e dall'Europa che era tutto il mondo allora conosciuto. È un'ulteriore significato del racconto: profezia che – tra l'altro – oggi si è realizzata nel senso che tutti i popoli sono arrivati a conoscere il Salvatore.
I Magi sono rappresentano nella loro vicenda l'attesa interiore e il cammino verso Dio di tutti gli uomini della storia, a qualsiasi popolo appartengano.