MARCIA DELLA PACE A BOLOGNA

Il 31 dicembre scorso ho avuto la fortuna, meglio sarebbe scrivere grazia, di partecipare la sesta volta alla marcia annuale per la pace promossa da Pax Christi Italiana dal 1968,con 4 amici di Crema che venivano la prima volta. Questi mi hanno pregato di stendere un resoconto da pubblicare sul Nuovo Torrazzo, considerandolo utile come seguito all'apprezzato articolo apparso il 31 dicembre sul N. T. online con una bella presentazione della marcia. Ho accettato a condizione che mi inviassero le loro impressioni alle quali avrei poi aggiunto le mie. Tralascio di far la cronaca perché tutto si è svolto come dal programma ben descritto nell'articolo online e riporto la loro testimonianza.
“Dobbiamo Confessare che abbiamo deciso di partecipare alla 49° marcia della pace a Bologna più per fuggire dal solito rito del cenone che per convinzione. Il tema proposto inoltre ” la nonviolenza stile di una politica per la pace ” non ci sembrava particolarmente convincente. Dopo le varie testimonianze a cui abbiamo assistito però abbiamo dovuto ricrederci. Ancora una volta Papa Francesco con la profondità che lo contraddistingue ha saputo andare al cuore del problema.
Spesso si interpreta la nonviolenza come paravento alla paura di lottare o peggio ancora come codardia. Gandhi ci ha insegnato invece che la nonviolenza è la suprema virtù del coraggioso e Don Tonino Bello diceva che spesso al termine pace si lega ad “un atteggiamento buonista o remissivo.
La pace invece implica un atteggiamento dinamico, richiede lotta, sofferenza, tenacia. Non tollera atteggiamenti sedentari, non annulla la conflittualità. Non ha nulla da spartire con la banale “vita pacifica”.
Due le cose che ci hanno maggiormente colpito in questa giornata. La prima è stata l'affermazione del card. Zuppi secondo cui il lupo di Gubbio non ha smesso di uccidere i suoi abitanti per le preghiere di S. Francesco, ma perché Il santo era riuscito a convincere i cittadini a dar da mangiare al lupo. Così facendo gli avevano tolto il motivo della sua aggressività. Probabilmente per evitare le guerre basterebbe rimuove le cause che le innescano. Purtroppo però sono spesso determinate da interessi che nessuno ha la volontà o l'interesse a risolvere.
La seconda è stata il racconto della nascita della reazione nonviolenta del villaggio palestinese AL-Twani ai soprusi dell'esercito Israeliano. Hafez Huraini aveva assistito alle percosse di alcuni soldati all'anziana madre. Aveva quindi deciso di vendicarla Quando la madre si è accorta del suo intento, lo ha implorato di desistere dal reagire in modo violento perché lui era troppo importante per la sua famiglia. Gli ha quindi chiesto di inventarsi qualcosa di nuovo. Da qui è nata la scelta di una reazione non violenta che ha contagiato tutto il villaggio e che ha spiazzato i comportamenti dei soldati. Se come dice Papa Francesco stiamo assistendo alla terza guerra mondiale a pezzi, allora bisogna anche lavorare per costruire la pace a pezzi. Tutti siamo quindi chiamati a costruire il nostro “pezzettino” di pace”.
Io condivido pienamente quanto scritto dagli amici, aggiungendo che questa marcia mi ha dato la possibilità di constatare come l'annuale marcia,nella sua lunga storia, s'è arricchita di modalità sempre nuove ed avvincenti. Quest'anno ho apprezzato molto e fatto tesoro particolarmente delle testimonianze commoventi e convincenti ascoltate e documentate, nella sosta al Paladozza, da persone di varie parti del mondo dove la nonviolenza attiva è vissuta in situazioni drammatiche ma porta frutti preziosi di convivenza pacifica ottenuti da persone ricche di speranza e di coraggio.
Ho costatato ancora una volta che la Marcia per la giornata della pace ha percorso tanti Km di strade in tutte le parti d'Italia, ma soprattutto ha fatto un cammino di maturazione.
Personalmente poi non posso non confidare alcune forti emozioni provate in alcuni momenti questa notte, ripensando qualche precedente marcia. Come quella di Vicenza dove ho potuto riabbracciare un carissimo amico sacerdote reduce dal Camerun che ha ricordato col suo confratello l'esperienza drammatica del loro rapimento con tre suore, la lunga detenzione e l'insperata liberazione. Come la marcia indimenticabile a Laquila nel 2009 alla quale ho partecipato con alcuni amici che avevano prestato servizio come volontari nel periodo estivo tra i terremotati: una marcia della pace camminando su strade tra le macerie, sostando per ascoltare le testimonianze dei sopravissuti e pregare nei punti più tragici di quel terremoto e concludendo con la concelebrazione essenziale ma intensamente partecipata in una grande tenda nella quale il rigore invernale sembrava essere vinto da tantissimo caloroso amore fraterno.
Ma soprattutto ho rivissuto la partecipazione all'ultimo tratto della prima marcia per la pace del 31 dicembre 1968 che era partita dalla casa natale di Papa Giovanni a Sotto il Monte e abbiamo concluso con la concelebrazione nella cappella del seminario a Bergamo Alta. Mi ricordo che nel viaggio di rientro con quattro entusiastici amici di gioventù aclista è nata l'idea di proporre una marcia della pace anche a Crema. Il 31 dicembre di quell'anno, in collaborazione con i gruppi giovanili di altre associazioni e movimenti abbiamo realizzato un provocatorio “ultimo dell'anno alternativo” con una marcia della pace partita da piazza Garibaldi, con una sosta all'oratorio di Crema Nuova per riflessioni a più voci sul tema della pace e poi la conclusione nella Cattedrale,a mezzanotte con la partecipazione del Vescovo Mons. Carlo Manziana. L'iniziativa ben riuscita è stata ripresa per alcuni anni, poi è stata sostituita con l'annuale veglia che si celebra ancora ma alle ore 21 in Cattedrale in preparazione della giornata della pace che però è un'altra cosa!
Anche quest'anno, di rientro da Bologna a in piena notte con una nebbia fittissima come nel '68 , è venuta a qualcuno un'idea che resterà forse utopia, ma che voglio proporre come frutto della partecipazione alla quarantanovesima marcia della pace. Perché non fare un appello a tutti i cremaschi che in questi tanti anni hanno partecipato qualche volta alla Marcia della pace promossa dal Movimento Pax Christi, per ritrovarsi in qualche occasione e conoscersi, scambiarsi le diverse esperienze..e magari prepararsi a partecipare, invitando anche altri amici, il 31 dicembre 2017 alla cinquantesima marcia della pace?! Il sottoscritto, a Dio piacendo, farebbe tutto il possibile per non mancare, soprattutto dopo la gioia che ha provato concelebrato ancora una volta col carissimo amico Vescovo Mons. Luigi Bettazzi ormai ultranovantenne, l'ideatore ed animatore della prima marcia di Sotto il Monte e che è mai mancato un anno a quest'appuntamento portando sempre una infocante testimonianza. Mi son congratulato per la sua presenza e lui, mostrandomi il bastone che gli serve ormai da un po' di tempo, mi ha detto con un gran sorriso: “Con questo pastorale da vescovo emerito posso farlo ancora!”
Chi fosse interessato a far diventare realtà l'utopia di un prossimo incontro per conoscerci e magari programmare il cinquantesimo della Marcia, abbia la cortesia di segnalarmelo. Grazie.
d. ennio
donennioraimndi@alice.it