AUGURI DI PACE DA PAPA FRANCESCO

“Cari fratelli e sorelle, buon Natale! Oggi la Chiesa rivive lo stupore della Vergine Maria, di san Giuseppe e dei pastori di Betlemme contemplando il Bambino che è nato e che giace in una mangiatoia: Gesù, il Salvatore”. Così Papa Francesco, questa mattina, nel tradizionale messaggio natalizio ai fedeli presenti in piazza San Pietro e a quanti lo ascoltano attraverso la radio e la televisione, prima d'impartire la benedizione “Urbi et Orbi”.
“Il potere” del Bambino, ha spiegato Francesco, “non è il potere di questo mondo, basato sulla forza e sulla ricchezza; è il potere dell'amore. È il potere che ha creato il cielo e la terra, che dà vita a ogni creatura: ai minerali, alle piante, agli animali; è la forza che attrae l'uomo e la donna e fa' di loro una sola carne, una sola esistenza; è il potere che rigenera la vita, che perdona le colpe, riconcilia i nemici, trasforma il male in bene. È il potere di Dio. Questo potere dell'amore ha portato Gesù Cristo a spogliarsi della sua gloria e a farsi uomo; e lo condurrà a dare la vita sulla croce e a risorgere dai morti. È il potere del servizio, che instaura nel mondo il regno di Dio, regno di giustizia e di pace”.
Per questo, ha aggiunto, “la nascita di Gesù è accompagnata dal canto degli angeli che annunciano: 'Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama'. Oggi questo annuncio percorre tutta la terra e vuole raggiungere tutti i popoli, specialmente quelli feriti dalla guerra e da aspri conflitti e che sentono più forte il desiderio della pace”.
“Pace a chi è stato ferito o ha perso una persona cara a causa di efferati atti di terrorismo, che hanno seminato paura e morte nel cuore di tanti Paesi e città”, ha aggiunto. “Pace – non a parole, ma fattiva e concreta – ai nostri fratelli e sorelle abbandonati ed esclusi – ha proseguito Francesco – a quelli che soffrono la fame e a coloro che sono vittime di violenze. Pace ai profughi, ai migranti e ai rifugiati, a quanti oggi sono oggetto della tratta delle persone. Pace ai popoli che soffrono per le ambizioni economiche di pochi e l'avida ingordigia del dio denaro che porta alla schiavitù. Pace a chi è segnato dal disagio sociale ed economico e a chi patisce le conseguenze dei terremoti o di altre catastrofi naturali”.
“Pace agli uomini e alle donne nella martoriata Siria, dove troppo sangue è stato sparso”, l'auspicio di Papa Francesco. Ad Aleppo, “teatro nelle ultime settimane di una delle battaglie più atroci”, ha aggiunto, “è quanto mai urgente che si garantiscano assistenza e conforto alla stremata popolazione civile, rispettando il diritto umanitario. È tempo che le armi tacciano definitivamente e la comunità internazionale si adoperi attivamente perché si raggiunga una soluzione negoziale e si ristabilisca la convivenza civile nel Paese”.
“Pace alle donne e agli uomini dell'amata Terra Santa, scelta e prediletta da Dio”, ha proseguito Francesco: “Israeliani e Palestinesi abbiano il coraggio e la determinazione di scrivere una nuova pagina della storia, in cui odio e vendetta cedano il posto alla volontà di costruire insieme un futuro di reciproca comprensione e armonia. Possano ritrovare unità e concordia l'Iraq, la Libia e lo Yemen, dove le popolazioni patiscono la guerra ed efferate azioni terroristiche”.
In “questo giorno speciale”, ha concluso il Papa, “pace ai bambini, soprattutto a quelli privati delle gioie dell'infanzia a causa della fame, delle guerre e dell'egoismo degli adulti”. Ed ancora: “Pace sulla terra a tutti gli uomini di buona volontà, che ogni giorno lavorano, con discrezione e pazienza, in famiglia e nella società per costruire un mondo più umano e più giusto, sostenuti dalla convinzione che solo con la pace c'è la possibilità di un futuro più prospero per tutti. Cari fratelli e sorelle, 'un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio': è il 'Principe della pace'. Accogliamolo!”.

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