ATTENTATO BERLINO:IL CORDOGLIO DEL PAPA

Papa Francesco “manifesta la propria partecipazione al lutto dei familiari, esprimendo la propria compassione e assicurando la sua vicinanza al loro dolore”. Lo si legge in un telegramma – a firma del Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin – inviato dal Papa all'arcivescovo di Berlino, monsignor Heiner Koch, dopo il “terribile atto di violenza avvenuto a Berlino, nel quale – oltre a un numero considerevole di feriti – molte persone hanno trovato la morte”.
“Nella preghiera”, prosegue il telegramma, il Papa “affida i defunti alla misericordia di Dio supplicandolo anche per la guarigione dei feriti. Il Santo Padre ringrazia inoltre i servizi di soccorso e di sicurezza per il loro impegno fattivo”. “Papa Francesco si unisce a tutti gli uomini di buona volontà che s'impegnano affinché la follia omicida del terrorismo non trovi più spazio nel nostro mondo.
In tal senso, Sua Santità – conclude la missiva – implora da Dio Padre misericordioso la consolazione, la protezione e la confortatrice benedizione”.
La cancelliera tedesca, Angel Merkel, durante una conferenza stampa sui drammatici fatti di Berlino, ha oggi esordito affermando che “questo è un giorno molto difficile”. La cancelliera si è dichiarata “sconvolta, scioccata da quanto è successo a Berlino”. “Un atto crudele e, assolutamente incomprensibile” che ha derubato della vita dodici persone, ha detto la Merkel che ha rivolto il suo pensiero “in questa ora prima di tutto ai morti e ai feriti, ai familiari e agli amici: tutti speriamo per loro e preghiamo”.
La cancelliera ha rivolto un ringraziamento speciale “ai soccorritori, poliziotti, vigili del fuoco, medici e paramedici” e ha ricordato il difficile lavoro che tocca ora agli investigatori. “Abbiamo bisogno di non farci bloccare da un attacco terroristico” ha continuato Angela Merkel, che ha rimarcato la difficoltà di accettare il fatto che una sola persona “possa aver fatto questa azione, una persona che ha chiesto alla Germania protezione e asilo”.
Merkel ha proseguito: “Questo sarebbe particolarmente sgradevole per i molti tedeschi che sono quotidianamente impegnati nell'assistenza dei rifugiati, e per le molte persone che realmente hanno bisogno della nostra protezione e cercano di integrarsi nel nostro Paese”. La linea dell'accoglienza e dell'integrazione viene però confermata dalla stessa cancelliera.

Merkel ha ribadito che “noi non vogliamo accettare che il male e il timore ci paralizzino” e quindi, riferendosi alla tradizione natalizia dei mercatini tipici, ha invitato a superare la situazione “anche se è difficile in questo momento, troveremo la forza per la vita come la vogliamo vivere in Germania: libera, insieme e accogliente”. Rivolgendosi ai membri del governo e ai capi delle agenzie di sicurezza che lavorano per “chiarire le dinamiche di questo fatto tragico”, Merkel ha confermato la volontà di fare luce su “ogni dettaglio, e i colpevoli saranno puniti, al massimo delle possibilità che le nostre leggi richiedono”.
Nel pomeriggio la cancelliera si reca a Breitscheidplatz sul luogo dell'attentato per esprimere la propria partecipazione al dolore dei berlinesi, insieme con il sindaco di Berlino, Michael Müller e al ministro dell'Interno Thomas de Maizière”.
Il Consiglio centrale degli ebrei in Germania è “profondamente scioccato” per la strage di Berlino, ha detto in una dichiarazione ufficiale il presidente Josef Schuster, che ha evidenziato come, “per ironia della sorte, durante il periodo delle feste, in cui la nostra società riflette su valori come la carità, la gentilezza e la pace, il nostro Paese viene colpito in pieno ancora una volta da questo attacco efferato”. Schuster ha rivolto un pensiero alle vittime dell'attentato: “I nostri pensieri sono con le vittime, i loro parenti e amici. Auguriamo a quelli feriti una pronta guarigione”. Charlotte Knobloch, presidente della Comunità ebraica di Monaco di Baviera ha invece espresso una opinione sul fatto che “se fosse confermato il sospetto di un attacco terroristico nel mezzo della capitale tedesca, i nostri peggiori timori diventerebbero reali”.
Inoltre, il Consiglio centrale dei musulmani in Germania (Zmd) ha espresso la sua profonda tristezza per l'attacco: “Il Zmd si attiverà con tutti i suoi mezzi a disposizione per non far sorgere mai il seme del male, il panico, l'odio e la discordia tra i gruppi sociali e le religioni”, dice il presidente dell'associazione Aiman Mazyek, che, ricordando gli attentati di Bruxelles, Parigi e Istanbul, ha evidenziato come “ci rendono profondamente colpiti come musulmani”. E ha auspicato che “i responsabili incontrino tutta la forza delle nostre leggi”.