DON M. VAILATI AMMINISTRATORE DIOCESANO

Don Maurizio Vailati, già vicario generale con il vescovo Oscar, è stato eletto, questa mattina a scrutinio segreto dal Collegio dei Consultori della diocesi, AMMINISTRATORE DIOCESANO, in sede vacante.
Nel pomeriggio di ieri, domenica 27 novembre, il vescovo Oscar Cantoni ha preso infatti possesso canonico della diocesi di Como. Da quel momento la diocesi di Crema è divenuta sede vacante.
Oggi, alle ore 10, nella sala riunioni del palazzo vescovile, il Collegio dei Consultori è stato convocato dal sacerdote più anziano per ordinazione del Collegio stesso, don Luciano Cappelli, per procedere alla elezione dell'Amministratore diocesano come richiede il canone 502 comma 2 del Codice di Diritto Canonico.
Il Consiglio dei Consultori è composto dai sacerdoti don Maurizio Vailati, don Gabriele Frassi, don Mario Botti, don Stefano Savoia, don Attilio Premoli, don Luciano Cappelli e mons. Bruno Ginelli.
Dopo la preghiera i consultori hanno preso atto di quanto il Codice di Diritto canonico prescrive per la sede vacante (cann. 416-419), l'Amministratore diocesano (cann 421-430) e la sua elezione; hanno ricordato anche le indicazioni contenute nel Direttorio per il Ministero Pastorale dei vescovi “Apostolorum Successores” (appendice nn. 232-246).
Si è quindi proceduto alla elezione per scrutinio segreto ed è appunto risultato eletto don Maurizio Vailati, il quale ha accettato e ha emesso davanti al Collegio dei Consultori la prescritta Professione di Fede. Dopo di che ha assunto immediatamente potestà ordinaria e propria sulla Diocesi di Crema.
Il cancelliere vescovile don Alessandro Vagni ha steso il verbale della riunione che è stato subito notificato a chi di dovere.

NORME LITURGICHE
Nel canone della messa da oggi non si dice più il nome del vescovo Oscar, ma nemmeno si deve pronunciare quello dell'amministratore diocesano.
I parroci possono scegliere dal Messale la Messa Pro Eligendo Episcopo (Per il vescovo che dovrà essere eletto), che potrà essere celebrata solo nei giorni feriali.

CODICE DI DIRITTO CANONICO.
Pubblichiamo i canoni relativi alla sede vacante e all'amministratore diocesano:

Can. 416 – La sede episcopale diviene vacante con la morte del Vescovo diocesano, con la rinuncia accettata dal Romano Pontefice, col trasferimento e con la privazione intimata al Vescovo stesso.

Can. 417 – Tutto ciò che viene compiuto dal Vicario generale o dal Vicario episcopale ha valore finché non hanno ricevuto notizia certa della morte del Vescovo diocesano; così pure ha valore tutto ciò che viene compiuto dal Vescovo diocesano o dal Vicario generale o episcopale finché non abbiano ricevuto notizia certa degli atti pontifici sopra menzionati.

Can. 418 – §1. Dal momento che ha ricevuto notizia certa del trasferimento il Vescovo, entro due mesi, deve raggiungere la diocesi alla quale è destinato e prenderne possesso canonico; dal giorno della presa di possesso canonico della nuova diocesi, la diocesi di provenienza diviene vacante.

§2. Dal momento che ha ricevuto notizia certa del trasferimento fino alla presa di possesso canonico della nuova diocesi, il Vescovo trasferito nella diocesi di provenienza: 1) ha la potestà di Amministratore diocesano ed è tenuto agli obblighi relativi, mentre cessa ogni potestà del Vicario generale e del Vicario episcopale.

Can. 419 – Quando la sede diviene vacante, il governo della diocesi, fino alla costituzione dell'Amministratore diocesano, passa al Vescovo ausiliare e, se sono più d'uno, al più anziano per promozione; se manca il Vescovo ausiliare, è affidato al collegio dei consultori, a meno che la Santa Sede non abbia provveduto diversamente. Colui che assume in tal modo il governo della diocesi convochi senza indugio il collegio competente a nominare l'Amministratore diocesano.

Can. 421 – §1. Entro otto giorni dal momento in cui si è ricevuta notizia che la sede episcopale è vacante, il collegio dei consultori, deve eleggere l'Amministratore diocesano con il compito di reggere interinalmente la diocesi.

Can. 422 – Il Vescovo ausiliare o, se egli manca, il collegio dei consultori informi quanto prima la Sede Apostolica della morte del Vescovo; così pure colui che è eletto Amministratore diocesano la informi quanto prima della sua elezione.

Can. 423 – §1. Si nomini un solo Amministratore diocesano, riprovata qualsiasi consuetudine contraria; altrimenti l'elezione è nulla.

§2. L'Amministratore diocesano non sia contemporaneamente economo; perciò se l'economo della diocesi viene eletto Amministratore, il consiglio per gli affari economici elegga temporaneamente un altro economo.

Can. 425 – §1. All'ufficio di Amministratore diocesano può essere destinato validamente solo un sacerdote che abbia compiuto i trentacinque anni di età e che non sia già stato eletto, nominato o presentato per la medesima sede vacante.

§2. Venga eletto Amministratore diocesano un sacerdote che si distingua per dottrina e prudenza.

§3. Se non sono state rispettate le condizioni stabilite al §1, il Metropolita oppure, se è vacante la stessa Chiesa metropolitana, il Vescovo suffraganeo più anziano per promozione, dopo avere preso conoscenza della vera situazione, nomini per quella volta l'Amministratore; gli atti di colui che è stato eletto contro le disposizioni del §1 sono nulli per il diritto stesso.

Can. 426 – Colui che, mentre la sede è vacante, regge la diocesi prima della nomina dell'Amministratore diocesano, ha la stessa potestà che il diritto riconosce al Vicario generale.

Can. 427 – §1. L'Amministratore diocesano è tenuto agli stessi obblighi e ha la potestà del Vescovo diocesano, escluso ciò che non gli compete o per la natura della cosa o per il diritto stesso.

§2. L'Amministratore diocesano ottiene la relativa potestà dal momento in cui accetta l'elezione, senza bisogno di conferma da parte di alcuno.

Can. 428 – §1. Mentre la sede è vacante non si proceda a innovazioni.
§2. A coloro che provvedono interinalmente al governo della diocesi è proibito compiere qualsiasi atto che possa arrecare pregiudizio alla diocesi o ai diritti episcopali; in modo speciale è proibito a loro e perciò a chiunque altro, sia personalmente, sia attraverso altri, di sottrarre o distruggere o modificare qualsiasi documento della curia diocesana.

Can. 429 – L'Amministratore diocesano è tenuto all'obbligo di risiedere nella diocesi e di applicare la Messa per il popolo, a norma del can. 388.

Can. 430 – §1. L'ufficio dell'Amministratore diocesano cessa con la presa di possesso della diocesi da parte del nuovo Vescovo.