I SACERDOTI HANNO SALUTATO MONS. OSCAR

Questa mattina, presso il seminario di Vergonzana, i sacerdoti cremaschi hanno salutato il vescovo Oscar che domenica 27 novembre lascerà definitivamente la diocesi di Crema per prendere possesso di quella di Como.
Un incontro all'insegna della fraternità e dell'amicizia nel quale mons. Cantoni e i sacerdoti si sono detti reciprocamente un “grazie” sincero per gli undici anni vissuti insieme. Undici anni non sono pochi, per questo “don Oscar” “sarà sempre anche nostro” ha detto il direttore del Nuovo Torrazzo don Giorgio.
Una bella mattinata dunque, nella quale il vescovo ha dato gli ultimi consigli ai suoi sacerdoti, alcuni dei quali – in risposta – hanno espresso i propri sentimenti di affetto e di stima aggiungendo anche qualche suggerimento. Il dialogo si è concluso con il dono da parte del presbiterio cremasco, in segno di riconoscenza a mons. Cantoni, di un nuovo anello episcopale. Il tutto si è concluso con il pranzo fraterno.
Dunque i consigli del vescovo al suo clero, pensati – ha detto mons. Cantoni – durante gli esercizi spirituali vissuti in settimana e dettati dai colloqui avvenuti nei presbiteri zonali.
Innanzitutto “vi invito a credere – ha detto – nella validità e fecondità del presbiterio, nel quale i sacerdoti sono chiamati a stimarsi reciprocamente e a costruire uno stile di famiglia. Il presbiterio, secondo il concilio, è un luogo di formazione permanente dove creare un dialogo pastorale di cui i vicari di zona dovrebbero essere animatori. Un prete solo è un prete in pericolo.” E ha invitato a visitare i confratelli ammalati e a partecipare alle attività gli uni degli altri.
Il secondo consiglio è stato quello di studiare la situazione socio-culturale del territorio per trovare insieme proposte da offrire soprattutto ai giovani. Mons. Cantoni ha, da sempre, a cuore la situazione dei giovani di oggi: “Guardiamo come sono pochi – ha detto – nelle nostre chiese. Dobbiamo capirli e amarli.” E ha invitato a coinvolgerli maggiormente nella pastorale facendoli partecipare ai Consigli Pastorali Parrocchiali.
Lo stesso per il popolo di Dio. “Di che cosa ha bisogno il popolo di Dio? Cosa possiamo offrire come presbiteri alla gente? Quali sono le scelte prioritarie che dobbiamo fare? Cosa invece tralasciare? Dobbiamo puntare tutti insieme, vescovo e presbiterio, su alcune scelte ben precise.” E ha sottolineato come sia importante riprendere la visita alle famiglie. “Il Signore andava nelle case; nelle case la gente apre il cuore”, ha commentato.
Un terzo consiglio ha riguardato i laici “che hanno diritto alla nostra stima, ma che vanno anche preparati, favorendo sempre più un clima di corresponsabilità, perché i sacerdoti devono fare le scelte più importanti assieme ai laici.
Un altro consiglio è stato quello di “riconciliarsi con le associazioni, i movimenti, i gruppi presenti in diocesi. Di aiutarli ad inserirsi nella pastorale parrocchiale” e ha invitato a favorire soprattutto l'Azione Cattolica. “Le associazioni – ha aggiunto – sono portate ad andare oltre la vita parrocchiale per lavorare in altri campi: la vita politica e sindacale, ad esempio.” E ha sottolineato come oggi non abbiamo più veri rappresentanti nella vita politica come nel passato.
Poi l'integrazione fra le parrocchie vicine. “Favorite le unità pastorali, senza moltiplicare le Messe, insegnando alla gente ad uscire dal proprio guscio. Curate bene la celebrazione eucaristica domenicale. Preparate meglio la Messa della domenica, perché sia di tutti. Preparare bene l'omelia, impiegando il tempo necessario. Amate la parrocchia altrui come fosse la vostra, con il coraggio anche di distaccarsi dal proprio posto dopo un certo numero di anni, per rigenerarsi e rigenerare.
Infine: “Non siate timidi nel chiamare a seguire Gesù. I preti sono sempre più pochi e quest'anno in diocesi già sette sono passati a miglior vita. Domandiamoci poi che immagine di prete stiamo dando al popolo di Dio. In diocesi ci sono molte persone ben disposte, perché il cremasco è di una pasta molto buona!”
Mons. Cantoni ha concluso ringraziando della fiducia e della amicizia che i sacerdoti cremaschi gli hanno accordato. E ha riaffermato la volontà di voler restare vicino ai sacerdoti anche a Como: “Mi sono posto questo impegno: delega tutto ciò che puoi, ma sta vicino ai preti! Spero di essere in grado di farlo.”
Sono, di seguito, intervenuti una dozzina di sacerdoti che hanno espresso i propri ringraziamenti e il proprio affetto a mons. Cantoni che ha accusato qualche momento di commozione.
Rispondendo a qualche perplessità sulla diocesi, ha escluso ancora una volta la possibilità dell'accorpamento della nostra con un'altra limitrofa, anche perché nelle conferenza episcopale lombarda non si è mai accennato a una tale ipotesi.
Per quanto riguarda il nuovo vescovo ha detto che la ricerca è già in atto e in essa entrerà direttamente anche papa Francesco che ha ben presente la diocesi di Crema. Farà una scelta certamente oculata. E ha concluso: “Vogliate bene al vostro futuro vescovo con la stessa generosità e chiarezza di cuore che avete espresso per me.”
Un caloroso applauso ha concluso le parole del vescovo.
A questo punto il gruppo dei giovani sacerdoti, a nome dell'intero presbiterio, ha donato al pastore un anello in argento, opera dell'orefice Puricelli: vi è raffigurato il volto della Madonna del Soccorso, il santuario del Sacro Monte di Ossuccio molto caro a mons. Cantoni.
L'ultimo incontro tra il vescovo Oscar e i suoi sacerdoti si è concluso con un pranzo in fraternità e amicizia.