CONVEGNO REGIONALE DELL'UCID

Pubblico catalizzato, l'altra mattina al San Luigi, dagli interventi dei qualificati relatori, invitati ad approfondire il tema “L'evoluzione del sistema bancario italiano tra problemi aperti e prospettive di sviluppo”, nel convegno regionale dell'Ucid-Unione cristiana imprenditori e dirigenti.
Accolti dal presidente della sezione cittadina Franco Agosti, le delegazioni Ucid delle province e diocesi lombarde hanno riempito la sala conferenza al primo piano del Centro giovanile.
Nella sua relazione introduttiva il professor Simone Rossi, docente all'Università Cattolica di Milano, ha posto l'accento sul cambiamento radicale di prospettiva avvenuto nel sistema bancario, che s'è trovato in una condizione del tutto inaspettata e inusuale: ovvero che i margini di profitto si sono ridotti a livelli minimi, clienti che cominciano a temere per i loro depositi sui conti correnti, tassi che possono andare addirittura in negativo. Gli stessi istituti di credito sono a rischio e possono fallire, per cui devono cambiare e dare più corrette informazioni alla clientela.
E proprio su questa necessità di massima chiarezza nei rapporti delle banche con i clienti – che invece manca, perché si continua ad affidarsi a informative farraginose, con montagne di fogli scritti in linguaggio incomprensibile – s'è soffermato il vice presidente Abi-Acri Giuseppe Ghisolfi, autore di un “Manuale di educazione finanziaria”, che ha avuto un successo strepitoso a livello internazionale, tradotto in una dozzina di lingue, nel quale ha declinato gli elementi di fondo del sistema economico-finanziario in termini semplici e accessibili a tutti. , per tempo a si è soffermato in particolare sul tema delle “sofferenze” bancarie che ammontano a 200 miliardi euro lordi che corrispondono a 83 miliardi euro netti, dovuti a circa un milione e mezzo di aziende che non potranno restituire i mutui alle banche, alla lentezza delle procedure giudiziarie, a scarsa informazione fra banca e clienti.
Da parte sua Paolo Landi, responsabile dell'area Sviluppo del Banco Popolare – diventato il terzo gruppo a livello nazionale – ha illustrato le diverse esigenze dei soggetti in campo: delle banche e dei correntisti, imprenditori o dipendenti, nonché dei territori di operatività. I nuovi scenari richiedono a tutti di rinunciare a qualcosa per l'interesse generale.
L'avvocato Andrea Zaglio, esperto dei rapporti fra aziende e banche, ha evidenziato come il mondo del credito e le imprese restino ancora fortemente vincolati l'uno alle altre: una banca non ha alcuna convenienza che un'azienda con un mutuo in sofferenza fallisca.
E il direttore generale di Fidicom di Sistema impresa e commercio Asvicom, Luca Zuccotti, ha concluso confermando come anche il panorama dei confidi delle varie associazioni di categoria – che perseguono l'obiettivo di agevolare l'accesso al credito delle imprese artigiane, commerciali e agricole, delle Pmi e dei liberi professionisti attraverso il rilascio di garanzie – si sta ristrutturando con aggregazioni che hanno ridotto il numero a 350, rispetto al migliaio di qualche anno fa. E ha esortato le banche a rivolgere più attenzione, nella valutazione delle richieste di prestiti da parte delle imprese, alla validità dei progetti sui quali è indirizzato l'investimento rispetto allo storico dell'azienda.
A chiudere la mattinata han rivolto il loro saluto ai convenuti la presidente dell'Ucid lombardo Cristina Maldifassi e gli assistenti spirituali monsignor Vincenzo Rini – regionale – monsignor Pierluigi Ferrari, della sezione di Crema.