CELEBRATO IL IV NOVEMBRE

Celebrato ieri, anche in città, il IV Novembre: Giornata dell'Unità nazionale e Festa delle Forze armate.
La manifestazione è iniziata, secondo l'ormai tradizionale programma, con la deposizione delle corone d'alloro alle lapidi dei Caduti per l'Unità d'Italia in piazzale Rimembranze – da parte di due rappresentanti della Polizia di Stato – e sotto il famedio, in piazza Duomo.
Autorità civili e militari, insieme a rappresentanti delle Associazioni combattentistiche e d'arma e delle forze armate, hanno raggiunto piazza Trento e Trieste, schierandosi con le rispettive bandiere e gagliardetti davanti al monumento per l'Alza bandiera e la deposizione di una corona d'alloro; e ascoltare quindi il discorso commemorativo del sindaco di Crema, Stefania Bonaldi. La quale ha sottolineato in premessa come nella circostanza venga ricordata una “triplice ricorrenza”: l'anniversario della Vittoria nella grande guerra del '15-18, il giorno dell'Unità nazionale così conseguita, e la Festa delle Forze Armate.
Calando poi la riflessione nell'attualità, ha richiamato quanto osservato due giorni prima al Cimitero Maggiore, in occasione del ricordo dei caduti e dispersi di tutte le guerre, ovvero che ai giorni nostri i conflitti non sono più un “affare da campi di battaglia”, ma sono ormai “sgusciati fuori dagli spazi in cui si fronteggiavano gli eserciti”.
E nel rinnovare il grazie alle Forze Armate, “protagoniste nel conflitto del '15-18”, ha tenuto a evidenziare come le stesse continuano a essere anche nei tanti conflitti di oggi “protagoniste di azioni di sicurezza”, trasformatesi in “forza di pace, rispettata in tutto il mondo; ma anche “nel nostro Paese, nelle nostre città, dove gli uomini e le donne delle Forze dell'Ordine consumano la propria vita per rendere la nostra più sicura e più libera”.
“Al contempo – è stato il monito conclusivo del sindaco Stefania Bonaldi – ricordiamo che ciascuno di noi ha il dovere, quale che sia il suo posto nel mondo, di costruire con le sue mani quella pace che le guerre non riescono a costruire. Crediamoci.”
È quindi seguita la lettura del Bollettino n. 1268, detto “della Vittoria” da parte di un reduce.
I convenuti hanno poi partecipato alla Santa Messa al campo, sotto il mercato Austroungarico, celebrata da don Luciano Cappelli in suffragio dei Caduti di tutte le guerre.
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