CREMA-FURTI ALLO ZANZIBAR, ECCO L'AUTORE

Ladro di biciclette ma non solo. È quanto emerso a carico di L.S., 28enne marocchino disoccupato e irregolare in Italia, a seguito dell'ennesimo episodio che lo ha visto protagonista due settimane fa nel centro città. I Carabinieri hanno scoperto che è stato lui ad agire anche a danno dello Zanzibar.
” L'uomo, il 17 ottobre 2016 – spiega il maggiore dei Carabinieri Giancarlo Carraro – era stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, con la collaborazione della Polizia Locale, dopo aver rubato una bicicletta al Centro San Luigi e nella fuga aveva aggredito i vigili tentando di sottrarsi alla cattura. Arrestato è stato processato e condannato a 10 mesi di reclusione in carcere. Il giovane a settembre si era reso protagonista di un altro episodio eclatante allorquando a bordo di una bicicletta aveva ferito un'insegnante che stava passeggiando per le vie del centro di Crema. Durante le fasi del suo arresto che gli investigatori del Nucleo Operativo notavano che aveva una ferita sanguinante ad un braccio e poiché poco prima avevano eseguito un sopralluogo di furto presso il locale notturno Zanzibar di Crema ove erano state asportate diverse bottiglie di liquori e repertate delle macchie ematiche nonché un'impronta di una scarpa da tennis, decidevano di comparare il liquido biologico nonché l'impronta della scarpa con quella rinvenuta”.
Positivo l'esito dell'esame biologico, L.S. è stato indicato anche come l'autore del colpo al locale cittadino e “poichè il modus operandi adottato dallo stesso era identico a quello perpetrato anche in altre due occasioni ai danni sempre al medesimo locale – continua Carraro -, L.S. è stato deferito anche per i due episodi criminosi precedenti occorsi nei mesi di settembre ed ottobre. Nei suoi confronti verrà chiesta l'applicazione di una misura di sicurezza detentiva alla Procura della Repubblica di Cremona al termine della quale, all'atto della scarcerazione, verrà espulso dal territorio nazionale, al fine di evitare che chi delinque clandestinamente permanga sul territorio nazionale”.