PAPA: PRIORITÀ L'UNITÀ DEI CRISTIANI

“L'unità tra i cristiani è una priorità, perché riconosciamo che tra di noi è molto più quello che ci unisce di quello che ci separa. Il cammino intrapreso per raggiungerla è già un grande dono che Dio ci fa e, grazie al suo aiuto, siamo oggi qui riuniti, luterani e cattolici, in spirito di comunione, per rivolgere il nostro sguardo all'unico Signore, Gesù Cristo”. Lo ha detto stasera Papa Francesco, intervenendo allo stadio di Malmö dove è in corso l'incontro ecumenico promosso congiuntamente dalla Chiesa Cattolica di Roma e dalla Federazione Luterana mondiale per i 500 anni della Riforma di Lutero.
“Il dialogo tra di noi – ha ricordato il Pontefice – ha permesso di approfondire la comprensione reciproca, di generare mutua fiducia e confermare il desiderio di camminare verso la comunione piena”. Uno dei frutti prodotti da questo dialogo è “la collaborazione tra diverse organizzazioni della Federazione Luterana Mondiale e della Chiesa Cattolica. Grazie a questo nuovo clima di comprensione, oggi Caritas Internationalis e Lutheran World Federation World Service firmeranno una dichiarazione comune di accordi, allo scopo di sviluppare e consolidare una cultura di collaborazione per la promozione della dignità umana e della giustizia sociale”. Il Pontefice ha rivolto quindi un saluto alle “organizzazioni che, in un mondo frammentato da guerre e conflitti, sono state e sono un esempio luminoso di dedizione e servizio al prossimo. Li esorto a continuare sulla strada della cooperazione”.
“Imploriamo la grazia della conversione dei cuori di quelli che detengono la responsabilità dei destini del mondo e, in particolare, di quella regione e di coloro che vi intervengono”, ha continuato il Papa che ha rivolto il pensiero alla Siria e alla città di Aleppo “stremata dalla guerra – ha evidenziato – dove sono disprezzati e calpestati persino i diritti più fondamentali”.
All'incontro è presente anche monsignor Antoine Audo, vescovo di Aleppo. Il Papa ha detto: “Le notizie ci riferiscono quotidianamente l'indicibile sofferenza causata dal conflitto dell'amata Siria, che dura ormai da più di cinque anni. In mezzo a tanta devastazione, è veramente eroico che rimangano lì uomini e donne per prestare assistenza materiale e spirituale a chi ne ha necessità”.
Poi rivolgendosi direttamente al vescovo Antoine, ha aggiunto: “È ammirevole che tu, caro fratello, continui a lavorare in mezzo a tanti pericoli per raccontarci la drammatica situazione dei siriani. Ciascuno di loro è nel nostro cuore e nella nostra preghiera”. E il Papa ha concluso: “Cari fratelli e sorelle, non lasciamoci abbattere dalle avversità. Queste storie ci motivino e ci offrano nuovo impulso per lavorare sempre più uniti. Quando torniamo alle nostre case, portiamo con noi l'impegno di fare ogni giorno un gesto di pace e di riconciliazione, per essere testimoni coraggiosi e fedeli di speranza cristiana”.
Allo stadio hanno preso la parola una serie di testimoni che hanno parlato del loro impegno per la salvaguardia del creato, per il processo di pace in corso in Colombia, per i bimbi rifugiati in Ruanda, per i profughi. “Dopo aver ascoltato queste forti testimonianze – ha detto il Papa -, che ci fanno pensare alla nostra vita e al modo in cui rispondiamo alle situazioni di necessità che si trovano accanto a noi, desidero ringraziare tutti i Governi che assistono i rifugiati, i profughi e coloro che chiedono asilo”. “Per noi cristiani – ha aggiunto – è una priorità andare incontro agli scartati e agli emarginati del nostro mondo e rendere tangibile la tenerezza e l'amore misericordioso di Dio, che non scarta nessuno, ma accoglie tutti. A noi cristiani è chiesto di essere protagonisti della rivoluzione della tenerezza”.