INDUSTRIALI – ASSEMBLEA GENERALE 2016

“Ho 78 anni, la mia prerogativa e dell'azienda Coim – che ha nel mondo circa mille dipendenti, di cui quasi la metà a Offanengo e siamo in crescita – sta nella voglia costante di innovare.”
Così ha esordito martedì mattina il presidente onorario della Coim Mario Buzzella, portando il saluto ad autorità e colleghi imprenditori convenuti nello spazio conferenze al primo piano della palazzina laboratori di ricerca e sviluppo dell'azienda offanenghese per l'assemblea annuale dell'Associazione degli industriali della provincia di Cremona, con ospiti d'eccezione il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e il presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia.
“Fin dall'inizio del mio mandato – ha spiegato il presidente degli industriali cremonesi, Umberto Cabini, ringraziando l'amico Mario Buzzella e la famiglia Zocchi per l'ospitalità – ho voluto fortemente che le nostre assemblee fossero organizzate all'interno del mondo produttivo. Ritengo infatti che, già solo mostrando l'attività delle imprese, diamo prova del patrimonio che rappresentano per il nostro Paese.”
“L'Italia che saprà fare la differenza – ha insistito – sarà quella che riuscirà a favorire un rinnovamento del modello imprenditoriale. Abbiamo eccellenze produttive che hanno saputo trovare nella qualità, nel rischio, nella silenziosa innovazione quotidiana meccanismi di difesa, e di autorigenerazione.”
Mettendo l'accento sulla necessità che non solo le aziende dovranno investire sul nuovo modello di “impresa intelligente”, ma anche il Paese dovrà puntare a un nuovo progetto industriale.
E ha riconosciuto al ministro “il merito di aver riaperto – con il Piano Industria 4.0 – una speranza sul futuro”.
Il presidente dell'Aic ha evidenziato con orgoglio come il territorio cremonese sappia esprimere “grandi capacità, con una forte inclinazione alla qualità, che sa ritrovare in tutti i settori”, e dunque “pronto a fare la sua parte perché l'Italia rialzi la testa”.
Un impegno comprovato da dati: “tra il 2010 e il 2015 – ha elencato – l'export manifatturiero cremonese è cresciuto del 20,04%, più di quello della Lombardia al 18,81%; la provincia di Cremona è la settima in Italia per incidenza dell'export alimentare sul valore aggiunto ed è la seconda per produzione lattiero caseario, con 1,2 milioni di tonnellate all'anno; nei comparti del dolce, dei prodotti da forno e del cioccolato possiamo dire di essere di fronte a un vero piccolo distretto; anche nel settore siderurgico Cremona rappresenta un'eccellenza, posizionandosi al quinto posto con un export di 1,185 miliardi di euro nel 2015, pari al 12% dell'intera Lombardia e con una crescita, in questo comparto, del 7% dal 2008 al 2015, la più alta in Italia; per quanto riguarda la chimica, a Cremona sono 88 le aziende che operano in questo settore e oggi siamo ospitati da quella più importante; è anche luogo di bellezza: il 60% del make-up mondiale è italiano, il 52% di questa produzione è in Lombardia e a Crema si concentra una presenza molto importante di questa filiera che speriamo, e stiamo lavorando per questo, possa diventare sede di un cluster tecnologico avanzato”.
“A una quarta rivoluzione industriale – ha sottolineato concludendo – dovranno accompagnarsi evoluzioni economiche e sociali. Occorrerà una formazione 4.0 che insista sulle nuove generazioni e sul futuro delle competenze; un sistema del credito 4.0 con banche che sappiano giocare un ruolo attivo nelle dinamiche di sviluppo e dei progetti di investimento; relazioni industriali 4.0 che possano superare gli storici anacronismi per concentrarsi, invece, in maniera costruttiva sullo scambio salario produttività. Soprattutto il Paese avrà bisogno di una rivoluzione morale che rilanci i valori etici, la trasparenza e il merito.”
Devono anche cambiare le amministrazioni locali “che vorremmo vedere più collaborative e aperte al confronto, con visioni di ampio respiro e soprattutto, all'alba di una riforma delle aree vaste, in grado di superare gli scontri di campanile”.
Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda ha quindi presentato il piano Industria 4.0, che prevede una cabina di regia a livello governativo costituita dai vari ministeri afferenti all'ambito economico-produttivo-occupazionale e da soggetti del mondo universitario, centri di ricerca, imprenditoriale e sindacale.
Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, interloquendo poi con Andrea Cabini direttore di Class Cnbc, apprezzata coerenza del ministro nel portare avanti questo piano che trova la piena condivisione degli imprenditori ha confermato la disponibilità a collaborare con il governo.
A conclusione dell'assemblea sono state premiate le aziende che più si sono distinte sul fronte dell'innovazione di prodotto e di processo (si veda allegato).
(Articolo integrale su Il nuovo torrazzo di sabato 15. ottobre prossimo)