GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE BAMBINE

In occasione della I° Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze (International Day of the Girl Child), che ricorre oggi, 11 ottobre, l'UNICEF e le organizzazioni partner sottolineano l'impegno comune per porre fine ai matrimoni precoci – una violazione dei diritti umani fin troppo diffusa, che ha conseguenze su tutti gli aspetti della vita di una bambina.
Le stime dell'UNICEF più recenti indicano che globalmente (Cina esclusa) 70 milioni di donne tra i 20 e i 24 anni – circa una su tre – si sono sposate prima dei 18 anni: di queste, 23 milioni si sono sposate addirittura prima di aver compiuto 15 anni.
A livello globale, quasi 400 milioni di donne di età compresa tra 20 e 49 anni (oltre il 40%, del totale) si sono sposate in minore età.
L'UNICEF – in collaborazione con i governi, la società civile e le altre Agenzie dell'ONU – sta gettando le basi per porre fine ai matrimoni precoci a livello globale. Nel 2011, 34 uffici UNICEF sul campo hanno attivato progetti per affrontare il matrimonio precoce attraverso riforme legislative e cambiamenti sociali ed economici.
L'istruzione è una delle strategie più efficaci per proteggere le bambine dai matrimoni precoci. Quando le ragazze possono continuare a studiare, può verificarsi facilmente anche un cambiamento nei comportamenti che migliora le loro opportunità all'interno della comunità.
L'incidenza del fenomeno delle “spose bambine” è diminuita nel corso degli ultimi 30 anni, ma i matrimoni precoci restano diffusi in diverse regioni del mondo, in particolare nelle zone rurali e tra i ceti più poveri.
I matrimoni precoci mettono le ragazze a rischio di gravidanze precoci con conseguenze che possono portare anche alla morte.
Tra le ragazze di età compresa tra 15 e 19 anni, i decessi legati alla gravidanza e al parto rappresentano una quota importante della mortalità complessiva: nel mondo, sono circa 50.000 le morti per queste cause ogni anno.
Inoltre, le ragazze tra i 10 e i 14 anni di età hanno probabilità 5 volte maggiori – rispetto alle ragazze tra 20 e 24 anni – di morire durante la gravidanza e il parto.