SALUTO TUTTI VI PORTERÒ SEMPRE NEL CUORE

Il vescovo Oscar, dopo aver annunciato, martedì scorso, che papa Francesco gli ha affidato la diocesi di Como, sua terra natale, ha inviato al popolo cremasco il seguente messaggio di saluto che il settimanale diocesano Il Nuovo Torrazzo ha pubblicato oggi.

Ai cristiani
della Chiesa di Crema
e a tutti gli uomini e le donne
del nostro territorio cremasco

Carissimi/e,
ho incominciato il mio servizio pastorale, come vostro vescovo, il 19 marzo 2005, per esplicito mandato del Papa san Giovanni Paolo II. Attraverso di Lui, ho riconosciuto la voce del Signore Gesù, che chiama i suoi discepoli e invia gli operai del Vangelo ad essere strumenti del suo amore.
Da allora, come servo del Signore e come pastore del suo gregge, ho cercato di stare in mezzo a voi con un atteggiamento di fratello, di amico e di padre. Ho condiviso la vostra esperienza cristiana, mediante una sincera disponibilità verso tutti, per annunciare con ogni mezzo, nelle comunità parrocchiali e nei diversi incontri personali o di gruppo, la gioia del Vangelo, per confortare quanti sono stati provati dalla sofferenza, per promuovere nuovi cammini di evangelizzazione, per confermare i carismi di ciascuno, posti al servizio della comunione ecclesiale.
Ora, dopo undici anni di ministero episcopale a Crema, un tempo sufficientemente lungo per conoscere a fondo le varie Comunità e valutare in verità le persone che le costituiscono, in questi giorni, Papa Francesco mi ha chiesto di “sradicarmi” da questa bella e vivace Chiesa, che ho imparato ad amare e a servire, per riprendere il mio servizio episcopale nella stessa terra che mi ha visto crescere e nella quale ho vissuto per lunghi anni come presbitero. È il Signore Gesù, che per mezzo della sua Sposa, la Chiesa, mi chiede di prendermi cura proprio della Chiesa di Como, in una situazione sociale ed ecclesiale certamente mutata e divenuta anche più complessa!
Lo sappiamo bene tutti: lasciare un ambiente familiare non è certo indolore per nessuno, come non lo è per me in questo momento, ma è un'esigenza d'amore per un padre riconoscere, nel passaggio da un ambiente all'altro, una nuova occasione di crescita per i suoi figli, nella speranza che, mediante l'apporto di nuove presenze e con ulteriori contributi, tutta la Comunità cristiana possa essere vivificata dall'interno e sperimentare la freschezza sempre giovane dello Spirito.
Ringrazio vivamente innanzitutto i sacerdoti, i religiosi, le religiose, le persone consacrate, i missionari e le missionarie “ad gentes”, per la fiducia con cui, in questi anni di ministero pastorale, mi hanno accompagnato e sostenuto, per la comunione fraterna e filiale, manifestata attraverso un generale consenso delle scelte pastorali che ho potuto proporre, a servizio del popolo di Dio. Con tutto il presbiterio mi sono impegnato a tener viva nelle comunità parrocchiali una vita fervorosa e solidale, per poter rispondere alla sete di Dio di molta gente, senza mai stancarci di promuovere le esigenze della fraternità cristiana.
Sono numerosi i laici e le laiche, incontrati nei diversi contesti delle parrocchie, delle associazioni, dei movimenti, dei vari gruppi di volontariato, con un grande e appassionato amore per la Chiesa di Crema, servita con generosità, in svariati campi di impegno apostolico. Il loro esempio mi ha edificato, la loro competenza mi ha sorretto nel corso degli anni, il loro servizio gratuito, il loro tempo, offerto con gioia, mi ha sempre profondamente commosso. Nutro la speranza che con questo stile sia possibile manifestare, anche in futuro, il volto di una Chiesa sinodale, che sa trovare le strade più opportune per diffondere la misericordia del Padre e suscitare nostalgia di una vita illuminata dal Vangelo e vissuta nella fraternità.
Benedico il Signore per aver trovato tante famiglie cristiane a cui sta a cuore l'educazione dei figli, interessate a trasmettere loro la fede e quindi quei valori cristiani che sono base indispensabile per vivere in pienezza l'umanità nuova in Cristo. Sono entrato in relazione anche con famiglie in difficoltà per lutti, per malattie, per divisioni interne, per incapacità di dialogo con i figli, per problemi economici e di lavoro. Le ricordo tutte con affetto e prego perché il Signore le aiuti a non arrendersi di fronte alle diverse problematiche e sappiano sempre trovare in Lui la forza di ricominciare.
Saluto, in modo speciale, i giovani e le ragazze, a cui ho dedicato tante energie e con cui ho vissuto esperienze di fede e di comunione molto preziose. Non si spenga in ciascuno di loro l'entusiasmo nella sequela del Signore Gesù, né il desiderio di partecipare dal di dentro alla vita della comunità cristiana. La loro preziosa presenza nelle comunità parrocchiali, mediante scelte di volontariato, di animazione dell'oratorio, di condivisione con i più piccoli, rimanda a un'immagine di Chiesa non ripiegata su se stessa, ma aperta e disponibile ad andare incontro alle necessità di tutti, con una speciale attenzione ai poveri, a quanti sono in ricerca, ai tanti coetanei che hanno abbandonato la fede, a quanti sono caduti nei lacci di dipendenze o sono abbandonati a loro stessi. Vorrei augurare ai giovani, soprattutto a quelli che, a suo tempo, hanno offerto la loro bella “professione di fede”, allo scadere dei diciannove anni, di poter continuare a vivere un cristianesimo adulto, motivato, per nulla staccato dai problemi della storia e dalle grandi questioni della vita, nella certezza che il Vangelo illumina le situazioni più ordinarie, comprese quelle affettive e professionali.
Un saluto particolare e un augurio sincero vorrei rivolgerlo ai nostri carissimi Seminaristi, soprattutto ai nostri tre Diaconi, “piccole perle preziose” tra i giovani della nostra Chiesa per la loro coraggiosa scelta controcorrente. Prego per loro, ma anche perché a questi si possano associare, in un futuro non lontano, nuovi giovani generosi, colmi di audacia evangelica, capaci di fare della loro vita un dono a Cristo e alla Chiesa, giacché il mondo ha ancora bisogno di sacerdoti.
Ricordo con rispetto le autorità civili e militari, i membri delle diverse categorie professionali, le tante organizzazioni di volontariato, per la fiducia che mi hanno sempre accordato, per la loro capacità di dialogo e di confronto intorno ai problemi del nostro territorio, soprattutto a servizio delle persone più svantaggiate.
Agli anziani, agli ammalati, a quanti vivono in particolari situazioni di povertà, di disagio, di solitudine e di sofferenza, a quanti si sentono ai margini della società, assicuro la mia paterna vicinanza. La nostra Chiesa vi sarà sempre a fianco e non vi abbandonerà, così come già accoglie quotidianamente, soprattutto attraverso la Caritas e le Suore del Buon Pastore, persone indigenti, fragili, senza fissa dimora, profughi e rifugiati. I profughi, che abbiamo accolto nelle nostre parrocchie, testimoniando così la nostra sincera accoglienza e la partecipazione ai loro drammi, ci stanno insegnando a tenere aperte le porte del cuore sul mondo e a non accontentarci di vivere una vita solamente protesa a difendere noi stessi e i nostri interessi!
Saluto anche i membri di altre confessioni religiose: insieme abbiamo cercato di realizzare quella “convivialità delle differenze” che è la base per un'accettazione reciproca e un dialogo cordiale all'interno di una società plurale.
Un pensiero di stima vorrei giungesse a quanti hanno abbandonato la fede, a chi è in ricerca di Dio e pensa di ricominciare., come anche a chi è scettico o crede di non credere. Rispetto le scelte di ciascuno e so che anche da essi possono nascere opere di bene e di verità a servizio della comunità umana. Dio sa come raggiungere il cuore di ciascuno a suo tempo!
Mi congedo da questa santa e nobile Chiesa di Crema, che porterò sempre nel cuore, nella certezza di aver ricevuto un grande dono dalla fede operosa dei battezzati, augurandomi che anch'io possa essere stato di aiuto e di stimolo per il progresso della fede, quale animatore di comunione e testimone di gioia e di speranza.
Ringrazio quanti hanno riconosciuto, attraverso la mia persona, pur nei miei limiti, la presenza mite e amorosa del Signore Gesù, pastore supremo delle pecore, nel cui nome ho parlato e operato, mi auguro con dolcezza di padre e con la semplicità del condiscepolo. Certo, non sono mancate le inevitabili fatiche del ministero, ma molto di più, Dio ha abbondato con le sue consolazioni, che non mi ha mai lasciato mancare, attraverso l'apporto creativo di molti sacerdoti, religiose/i e di tanti laici e laiche.
Alla Chiesa di Crema auguro che sia ancora in grado di accendere e riscaldare il cuore di quanti sono bisognosi di amore, di verità, di tenerezza e di senso. Sia capace di offrire alle persone che cercano Dio con cuore sincero, come anche a quanti già camminano da discepoli di Gesù e soprattutto ai giovani, una solidità umana, culturale, affettiva, spirituale e dottrinale, che permetta di affrontare le sfide del presente, nella convinzione che l'umanesimo cristiano ha ancora tanto da offrire a quanti desiderano vivere una vita pienamente umana.
La Madre del Signore e nostra, tanto venerata nei diversi santuari delle nostre zone pastorali, illumini il cammino di tutti per portare, come ha fatto Lei, il Cristo Gesù, suo Figlio, ad ogni uomo e ad ogni donna della nostra terra cremasca.
Vi abbraccio fraternamente e vi benedico tutti, come padre amoroso, nel nome del Signore Gesù, mentre vi chiedo di pregare per me.
Con vero e grande affetto.
+ vescovo Oscar

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