FONDAZIONE SAN DOMENICO IN STALLO

Fondazione San Domenico in stallo: il Cda, mercoledì, non è infatti riuscito ad approvare il bilancio consuntivo. A stopparlo – nonostante il parere favorevole all'approvazione da parte del presidente e dei 5 consiglieri designati dai soci fondatori e sostenitori – i voti, contrario e di astensione, espressi rispettivamente dai due consiglieri nominati dal consiglio comunale – cui lo Statuto assegna potere di veto – Domenico Baronio e Fausto Lazzari.
(Articolo integrale su il nuovo Torrazzo di domani)
Di seguito i testi integrali dei comunicati diffusi a spiegazione e commento.

FAUSTO LAZZARI

Ritengo che il consiglio comunale di Crema mi abbia nominato nel CdA della Fondazione San Domenico soprattutto per la mia esperienza maturata nel mondo del teatro e dell'organizzazione di avvenimenti culturali a esso legati; e anche perché questa mia esperienza potesse fornire un contributo positivo alla costruzione di una struttura sempre più al servizio dei cittadini, attraverso una gestione consapevole e originalmente legata al territorio.
Ringraziando tutti coloro che un anno fa hanno avuto fiducia nella mia persona – mi riferisco in modo particolare al sindaco e alle diverse componenti che formano la maggioranza che governa questa città – oggi debbo purtroppo confrontarmi con una realtà che non avrei mai pensato di conoscere: perché non sono riuscito nell'intento di offrire un mio valido contributo e me ne rammarico.
Tuttavia, da quando abbiamo sentito dire che la gestione amministrativa di una fondazione teatrale come la nostra è la stessa di quella di una macelleria, oltre al trauma provato è iniziato un percorso di frustrazione e di sofferenza per le difficoltà a mettere in pratica ogni forma di partecipazione critica e costruttiva.
Purtroppo molte delle scelte fatte, con mio grande dispiacere, non le ho potute o sapute condividere, essenzialmente per due motivi: il primo, perché spesso ne sono venuto a conoscenza solo a posteriori e attraverso la stampa locale; il secondo, perché ritengo di non essere quasi mai stato considerato su questioni relative a valori e le analisi delle opportunità di progetti, iniziative, spettacoli e concerti.
Ritengo inoltre che un CdA così condotto si trovi nell'impossibilità di determinare programmi, direttive e scelte di politica culturale condivise e condivisibili in un'auspicabile pluralità di voci in armonia; questioni vitali che, tra l'altro, non sono mai state affrontate realmente, nonostante le numerose sollecitazioni da parte di alcuni membri dello stesso CdA.
Se, come dice lo Statuto della Fondazione, le decisioni spettano in primo luogo al CdA, non penso di aver contribuito in nessun modo ad alcuna scelta e quando ho provato a farlo sono stato isolato, costretto da me stesso a tacere, in un clima di frustrante accettazione (vedi colloqui per la scelta del direttore artistico, la cancellazione di uno dei pochi progetti squisitamente lungimiranti e aperti al pubblico degli studenti : “Onda critica”, la credibilità o meno per la definizione della data zero di figure del cosiddetto “mondo musicale”, la responsabilità di una direzione artistica della Galleria d'arte, dichiarata sulla carta ma non nei fatti, almeno per come intendo io una collaborazione, l'etichetta di rassegna concertistica con relativi costi data ad una serie di saggi, per quanto dignitosi ma pur sempre scolastici); insomma, una totale assenza di coinvolgimento attivo e partecipato, rispetto ad una trentennale esperienza di cultura e gestione teatrale, su pareri e proposte eventuali e innovativi per la Fondazione.
L'unico momento per poter essere ascoltati pare che sia, purtroppo, sacrificato nei pochi giorni che precedono l'approvazione del bilancio. Ma sono tante le situazione antecedenti nelle quali avrei voluto dare il mio seppur modesto contributo.
Non vorrei assolutamente che la mia posizione fosse letta come un diniego politico nei confronti dell'attuale maggioranza in consiglio comunale e non vorrei nemmeno che certe minoranze approfittassero di questo mio drammatico momento per infierire contro la “sinistra”, il CdA, la coalizione di maggioranza. Quello che serve in questo momento, e che non ho riscontrato, è la volontà di costruire assieme, senza particolarismi e personalismi, una cultura sociale che arricchisca le menti e sia un volano di pace e di serenità.
Queste riflessioni, unitamente al disagio da me percepito in questo primo anno di apparente partecipazione ai lavori del CdA, mi portano coscienziosamente e faticosamente a dover decidere sull'approvazione del complesso bilancio consuntivo, per il quale non posso e non voglio dubitare dei numeri, di cui tuttavia non riesco a decodificarne la specificità in alcune voci a me più familiari. Ritenendo significativa la mia scarsa partecipazione, non per mia specifica volontà (ricordo l'enorme entusiasmo e disponibilità nei primi mesi di lavoro), a scelte di politica culturale che quanto meno avrebbero necessitato di una discussione condivisa democraticamente prima delle relative decisioni, mi vedo costretto ad astenermi dall'approvare un bilancio nel quale non trovo significativi motivi di condivisione.
È mia intenzione, quindi, astenermi dall'approvazione del bilancio consuntivo.

M5S – STRADA SI DIMETTA!

Il bilancio del San Domenico, per la prima volta nella storia della fondazione, non passa. Due dei tre consiglieri del CdA nominati dal consiglio comunale, con compiti appositi di controllo e verifica, non l'hanno approvato, compreso uno della maggioranza!
Il M5s aveva a più riprese denunciato che c'erano grossi problemi: dubbi sulle procedure dei bandi pubblici, sulle assunzioni di docenti e direttori, sul rispetto dei contratti. In aggiunta, la costante emorragia di iscrizioni del Folcioni e il risibile numero di abbonati alla stagione teatrale.
Tutto questo a fronte di 400.000 euro annui che il Comune sborsa a fondo perduto, oltre all'utilizzo gratuito di tutte le strutture comunali, teatro ed ex mercato austroungarico.
Tutto questo grazie al famigerato “metodo Strada”: nessuna trasparenza o collaborazione, nessuna collegialità, nessuna condivisione con il CdA, che invece dovrebbe essere sovrano. Siamo arrivati al punto che ai membri del CdA vengono fornita la documentazione solo poche ore prima dei CdA stessi! Il M5s ritiene tutta questa mala gestione e sperpero di denaro pubblico inaccettabile, dato che va a danno e a spese di tutti i Cittadini!
Questo andazzo deve terminare oggi stesso: Strada deve prendere atto della gravità della situazione e capire di aver portato il San Domenico ad un livello così basso come mai prima d'ora. È lui il primo responsabile e per questo il M5s ne chiede le dimissioni immediate!
Chiediamo, inoltre, che quanto prima il sindaco Bonaldi e l'assessore alla Cultura Vailati rendano conto in consiglio comunale della gravità di quanto è accaduto.

PARTITI E GRUPPI CONSILIARI DI CENTRODESTRA

Forza Italia, Lega Nord, NCD e i rispettivi gruppi consiliari – Fratelli d'Italia e i gruppi consiliari delle liste civiche “Solo cose buone per Crema” e “Servire il Cittadino” hanno diffuso stamattina il seguente comunicato
Quanto accaduto è grave, anzi gravissimo. Mai era successo prima che 2 su 3 dei consiglieri rappresentanti l'amministrazione comunale bocciassero il bilancio della Fondazione San Domenico, consuntivo e preventivo. Il Presidente Strada, prima sbanda ed alla fine esce di carreggiata per mano della sua “sinistra” amica e del membro di minoranza da loro stessi eletto contro il candidato del centrodestra.
E ben sapevano che il voto contrario dei rappresentanti eletti dal Consiglio comunale, sul tema bilancio, sarebbe stato vincolante.
Il segnale politico è pesantissimo.
Uno dei consiglieri è espressione di Rifondazione: lo stesso partito di cui è espressione l'assessore alla cultura della giunta Bonaldi.
Se il Sindaco conferma fiducia al presidente Strada, che però è in primis espressione del consiglio comunale non del sindaco, sconfessa il suo assessore.
Se non la conferma, sconfessa la scelta della sua maggioranza che ha nominato Strada.
L'altro consigliere è espressione del M5S, ma votato da parte della maggioranza, pensando con questo di fare uno sgarbo al centrodestra che non ha suoi rappresentanti nel CdA.
Cosi secondo il vecchio detto “chi la fa, l'aspetti”, il gioco gli si rivolta contro.
Quanto inserito nel comunicato del M5S, a valle della bocciatura del bilancio, è pesante: se han torto, ciò è molto grave e irrispettoso dei componenti CdA; se han ragione vadano in procura.
E ora che Lazzari si è dimesso, Rifondazione apre ufficialmente campagna elettorale, contro la Bonaldi?
Ma la maggioranza ha un altro problema: con chi lo sostituiranno?
Per evitare una grave situazione come l' attuale, verificatasi proprio a ridosso della nuova stagione teatrale e col sindaco Bonaldi in piena campagna elettorale, il nuovo eletto nei confronti della città come farà a dimostrare di non essere un burattino? Qualcuno che , comunque sia e comunque vada, alzi la mano accondiscendente!
Un pasticcio del genere richiede che tutti i consiglieri eletti, Strada in primis, si dimettano.
La sola sostituzione del membro dimissionario avrebbe poco senso ed il futuro della Fondazione rischierebbe di essere foriero di cattivi presagi.
Abbiamo sempre chiesto un Presidente super partes, esterno alle nomine consiliari.
Gli eventi insegnano quanto sarebbe stato meglio, anche nel rispetto degli altri componenti il CdA della Fondazione.
I quali si vedono costretti a prendere le distanze dall'operato delle rappresentanze consiliari, lasciando profondi dubbi su come siano state discusse e prese le precedenti decisioni in presenza degli stessi, rappresentanti di un'amministrazione che seppur riducendo il proprio contributo in termini di budget ne decide il ruolo.
Così si lascia il teatro, in balia del centrosinistra pasticcione al governo di Crema.

LE CONSIDERAZIONI DEL SINDACO STEFANIA BONALDI

Per fare il punto su quanto successo nelle ultime alla Fondazione San Domenico, vorrei partire da una premessa: il Comune di Crema è socio fondatore dell'Ente, cui eroga cospicue risorse in ragione del servizio culturale svolto. Le fondamenta del San Domenico poggiano inoltre sulla decisiva partecipazione di soci fondatori privati, i quali a loro volta erogano risorse e nominano consiglieri. In virtù di questa sinergia pubblico-privato, il Comune nomina tre suoi rappresentanti nel Cda della Fondazione, che essendo tuttavia un'istituzione di diritto privato (quindi del tutto autonoma dal punto di vista gestionale e operativo) agisce in modo indipendente dall'ente pubblico.
Il bilancio consuntivo proposto mercoledì scorso dal Presidente della fondazione Giuseppe Strada non è stato approvato proprio dai due consiglieri che, come il presidente stesso, sono stati designati dal Consiglio Comunale.
Rispetto le posizioni assunte da tutti gli attori in causa, a partire dal consigliere Domenico Baronio, che in questo frangente ha mantenuto la linea già espressa nei mesi scorsi.
Allo stesso modo rispetto la scelta del consigliere Fausto Lazzari, uomo di cultura e grande sensibilità, che ha considerato di non essere stato coinvolto in modo adeguato o incisivo nelle dinamiche decisionali del Cda, da cui ha preferito prendere le distanze con le dimissioni.
Un disagio maturato in lungo tempo, per il quale l'unico rammarico è che non vi siano state occasioni per palesarlo ai membri del Consiglio Comunale che lo hanno espresso o al Presidente Strada, che, pur con piglio decisionale, importante quando si svolge un ruolo direttivo, non ha mai operato a discapito della collegialità, stando a quanto dichiarato da tutti gli altri membri del Cda.
Il risultato è un quadro articolato su cui è bene riflettere, tutti quanti, da cui emerge il bisogno di un maggiore e proficuo confronto tra i membri del Cda, come dichiarato dai protagonisti di questa vicenda.
Come anticipato, a breve il Consiglio comunale si esprimerà per nominare il successore del consigliere dimissionario Fausto Lazzari e garantire la continuità operativa alla Fondazione San Domenico.

PRECISAZIONI DEI 5 CONSIGLIERI NOMINATI DAI SCOI FONDATORI E SOSTENITORI

Il presente comunicato, siglato in prima persona, è espressione congiunta dei consiglieri d'amministrazione designati dai Soci Fondatori e Sostenitori della Fondazione San Domenico; nello specifico, dei consiglieri Antonio Chessa, Gianfranco Ervin, Paola Moretti, Antonio Zaninelli e Umberto Bellodi.
In relazione a quanto verificatosi nel corso del Consiglio di Amministrazione di mercoledì 5 ottobre 2016, e con particolare riferimento alla mancata approvazione del bilancio consuntivo in seguito all'espressione di voto contrario del Consigliere Domenico Baronio e all'astensione del Consigliere Fausto Lazzari (membri eletti dal Consiglio Comunale), teniamo a rimarcare il parere univoco e favorevole all'approvazione di detto bilancio espresso dal resto del consesso.
È importante sottolineare che, nella serata di mercoledì 5 ottobre, i consiglieri eletti dal Consiglio comunale – ad eccezione ovviamente del presidente Giuseppe Strada – hanno respinto un bilancio con saldo positivo (+1.196 euro di utile d'esercizio e circa 30.000,00 euro di accantonamenti destinati a interventi di manutenzione, adeguamento tecnico, borse di studio per agevolare la frequenza all'Istituto Folcioni) che rappresenta il frutto di un lavoro collegiale e che, dall'insediamento dell'attuale CdA, ha visto presidente e consiglieri muoversi in costante e unanime accordo, registrando allo stesso tempo reiterate opposizioni o astensioni in sede di voto dei soli consiglieri di nomina politica. La bontà di tale lavoro, collegiale e unanime, è oggi confortato da una serie di indicatori che, unitamente alla solidità di bilancio, rendono difficilmente sostenibile la valutazione negativa svolta da questi ultimi. Come noto, il bilancio consuntivo si traduce infatti in azioni concrete che, nel caso della Fondazione, hanno portato a risultati significativi quali: un aumento delle serate offerte dal Teatro; una contestuale e per nulla scontata riduzione dei costi relativi alle utenze; un significativo incremento della fiducia degli sponsor nell'attività della Fondazione (con un aumento di tali entrate del 50% sull'esercizio precedente); un aumento degli iscritti all'Istituto Folcioni e degli abbonati alla stagione teatrale, dati che registrano già a oggi (ovvero a campagne ancora aperte) un incremento del 12%; la formulazione di una stagione 2016-2017 ancora più ricca in termini di offerta al pubblico e alla cittadinanza; la regolarizzazione di tutte le posizioni lavorative in seno alla Fondazione; l'ampia fiducia espressa dal Consiglio comunale con 20 voti favorevoli e 2 astensioni per l'affidamento del progetto di riqualificazione del Mercato Austroungarico; la stipula di prestigiosi accordi di partenariato, non ultima la convenzione stretta con l'Accademia Teatro alla Scala di Milano. Questi e altri dati testimoniano una crescente credibilità della Fondazione che poggia su solide basi gestionali suggellate da risultati concreti e certificati.
Come in un qualsiasi organo di carattere gestionale e amministrativo analogo, decisioni e conseguenze del CdA sono frutto di un processo di confronto democratico, confronto in cui il principio di maggioranza determina scelte e indirizzi. In questo senso, i Consiglieri d'Amministrazione designati dai Soci Fondatori e Sostenitori ribadiscono il loro appoggio e fiducia incondizionata alla persona e all'operato del Presidente Giuseppe Strada, il cui contributo rimane imprescindibile per il proseguimento di una strategia triennale che arricchisca ulteriormente gli importanti risultati già raggiunti in soli 12 mesi di operato.
D'altra parte, le motivazioni addotte dai Consiglieri di espressione politica, a sostegno del voto negativo o dell'astensione, non hanno interessato aspetti tecnici se non per accenni marginali, concentrandosi al contrario su argomentazioni non sempre pertinenti al tema di discussione e in molti casi contraddette dai fatti e dagli atti prodotti dal Consiglio medesimo.
Pur non entrando nel merito di tali dichiarazioni, peraltro suggellate in un caso da un coerente e apprezzato atto di dimissioni, vogliamo auspicare che eventuali sostituzioni dei Consiglieri espressi dal Consiglio Comunale tengano sì presente – nella scelta delle candidature – la competenza settoriale specifica ma, soprattutto, vogliano considerare e verificare l'importanza della comprensione e riconoscimento del ruolo in capo al “Consigliere di Amministrazione”, nonché della conoscenza e del rispetto dei meccanismi decisionali di un organo amministrativo responsabile di una Fondazione. Tale indicazione si deve al fatto che le argomentazioni e le modalità esposte a sostegno del voto in sede di approvazione di bilancio dai Consiglieri d'espressione politica hanno verosimilmente dimostrato una coscienza lacunosa della responsabilità amministrativa istituzionale e di quel che ne consegue in termini di etica e processi.
Se inedita è la situazione venutasi a creare in conseguenza della votazione, altrettanto inedita è la spiacevole sensazione della mancanza di quell'autonomia operativa e decisionale che dovrebbe caratterizzare una Fondazione di diritto privato e che vede oggi diviso il CdA tra una compatta maggioranza d'espressione associativa e una minoranza d'espressione politica protagonista di un'ostruzione contraddittoria e tuttavia decisiva per legittimo vincolo statutario. Concludiamo quindi con l'augurio di incontrare un reattivo sostegno istituzionale da parte dell'Amministrazione Comunale al fine di riprendere i lavori nel più breve tempo possibile, dal momento che le urgenze date dall'avvio della stagione teatrale e formativa della Fondazione non consentono momenti di stallo.