LATTE – UN PREZZO EQUO ALLA STALLA

Latte: cosa abbiamo fatto e cosa resta da fare. È il tema dell'incontro che ieri ha raccolto a Crema oltre 150 allevatori del territorio cremasco e cremonese, per una serata di dialogo con il presidente di Coldiretti Lombardia Ettore Prandini, quello di Coldiretti Cremona Paolo Voltini il direttore Tino Arosio; presenti in sala, fra gli altri, del direttore di Coldiretti Lombardia Gianni Benedetti e dell'intero Consiglio direttivo provinciale.
La sfida che Coldiretti è pronta a lanciare, con l'obiettivo di garantire alle stalle lombarde e italiane un equo prezzo del latte, è stata riassunta con grande chiarezza da Prandini: “Lo scenario sta cambiando. Basti dire che da due anni non si registravano certi valori sul mercato del latte spot. Oggi ci sono tutte le condizioni per garantire alle nostre stalle un prezzo remunerativo, perciò dobbiamo agire con determinazione e compattezza”.
Il quale ha poi ribadito che Coldiretti si candida a rappresentare i produttori nella negoziazione con gli industriali, così come oggi la legge consente alle Organizzazioni più rappresentative, nella convinzione che ci siano le condizioni per giungere a un accordo all'altezza delle aspettative dei nostri allevatori e all'altezza della qualità e del valore del vero latte italiano.
Con orgoglio sia il presidente lombardo che quello provinciale Voltini hanno evidenziato che questo cambio di scenario non può che essere attribuito al tenace e lungimirante lavoro messo in campo dalla prima organizzazione degli imprenditori agricoli del Paese.
“Grazie al pressing e all'autorevolezza della sola Coldiretti – hanno sottolineato – si è giunti infatti a ottenere dal Governo la legge per l'origine in etichetta sul latte Uht e sui formaggi, che ora si appresta a passare in Europa. E sempre Coldiretti ha conquistato, all'interno del 'collegato agricolo', la norma che assegna alle organizzazioni agricole la possibilità di negoziare accordi quadro sul prezzo del latte.”
Con fermezza il presidente Prandini ha ribadito il “no a fughe in avanti di realtà economiche, come accaduto in passato e che hanno creato conseguenze negative sull'intero comparto”. Uguale determinazione nel definire “inaccettabile la riproposizione di accordi che puntano a pagare il latte italiano sulla base di valori e condizioni europee”.
I relatori hanno evidenziato la superiorità della qualità del latte italiano, che è la forza e la base imprescindibile delle grandi dop che tutto il mondo riconosce e invidia, ribadendo che tale qualità – prodotta con costi, condizioni e controlli che non esistono negli altri paesi – deve essere equamente remunerata.