OSPEDALE – IN PENSIONE IL DOTTOR AIOLFI

Stefano Aiolfi, di Bagnolo, classe 1950, è uno degli ultimi professionisti “cremaschi doc” ad aver vissuto tutta la carriera medica all'Ospedale Maggiore di Crema. Ha cominciato a praticare Pneumologia nel 1976, appena dopo la laurea – conseguita a pieni voti – in cui ha discusso una tesi sperimentale realizzata a Crema con l'indimenticato professor Giancarlo Tansini, il suo primo primario. Da lì in poi, un intero percorso professionale all'Ospedale Maggiore, lungo 40 anni: un cammino fecondo e ricco di soddisfazioni, terminato giovedì 22 settembre con il raggiungimento della pensione. Ha dato e ha ricevuto tanto, circondato da dirigenti, colleghi, operatori ed équipe di primo livello. Ed è orgoglioso di aver lavorato al Maggiore: una realtà territoriale, non si stancherà mai di dirlo, d'assoluta eccellenza.
“Quando ho iniziato – ricorda il dottor Aiolfi – si facevano ancora sei mesi obbligatori di tirocinio, per poter partecipare ai concorsi. I primi passi li ho mossi, da assistente pneumologo, nel Dispensario di via Teresine e nel reparto di Tisiologia del vecchio ospedale Kennedy, dove il professor Tansini ha di fatto creato la Pneumologia. Con me c'erano (e mi scuso se dimentico qualcuno) i dottori Patrini, Bianchi, quindi Soccini e Gandola… Nel 1978, quando per legge la Tisiologia è stata smantellata, ci siamo spostati all'Ospedale Maggiore: prima nella Palazzina e poi, da metà degli anni Ottanta, al sesto piano del monoblocco”.
In questi 40 anni, il dottor Aiolfi non ha mai trascurato l'attività scientifica. “Ho sempre studiato molto, senza mai stancarmi. È un invito che faccio a tutti, medici e non: l'aggiornamento è fondamentale! A me è servito nello svolgimento della professione medica, ma anche per docenze, per relazioni in convegni nazionali e internazionali, per pubblicazioni sulle maggiori riviste di settore. Con una ciliegina: per cinque anni, di cui gli ultimi quattro consecutivi, sono stato revisore e selezionatore di abstract al più grosso congresso internazionale di Pneumologia. Si tratta di un'attività di alto livello scientifico, che porterò avanti anche da pensionato. Questo per dire che si può 'essere internazionali' anche lavorando a Crema: e il mio orgoglio deriva dal fatto di vedere e di poter dire che il nome dell'ospedale di Crema compare insieme ai centri più rinomati di Mosca, Pechino, Londra, Madrid, Amsterdam…”.
Tornando all'ambito professionale, dagli anni Settanta a oggi il dottor Aiolfi ha seguito, coordinato e ha avuto responsabilità dirette in più settori. “Ricordo – sottolinea – l'Ambulatorio specialistico dell'Asma, oppure l'organizzazione dell'Uomar, l'Unità operativa per le Malattie dell'apparato respiratorio. Grande attenzione abbiamo dedicato alla Tubercolosi: a Crema, negli anni Ottanta, ci fu un'epidemia importante nelle scuole e in alcune fabbriche e noi, spostandoci sul territorio, abbiamo controllato e trattato parecchie persone, fino a quando le cose si sono sistemate. Un altro momento importante è legato al coordinamento del progetto per le cure domiciliari”.
Nel 1997, il rilancio dell'ospedale Santa Marta di Rivolta d'Adda, uno dei presidi dell'Azienda Ospedaliera cremasca: qui, il dottor Aiolfi ha reso un punto di riferimento extraterritoriale la Riabilitazione Respiratoria, prima come dirigente responsabile della Sezione e poi come direttore di una vera e propria Unità operativa. “Siamo partiti in sordina – ricorda – e, dopo le difficoltà iniziali ben presto superate, è stato un crescendo continuo, con soddisfazioni progressive per me e per tutta la straordinaria équipe. Ci siamo occupati di problemi respiratori nel sonno (una grossa realtà) e delle poatologie cardiorespiratorie correlate, ma anche di insufficienza respiratoria acuta e di ventilazione meccanica non invasiva. Oggi la Riabilitazione Respiratoria di Rivolta è un fiore all'occhiello e il Santa Marta è diventato un Polo riabilitativo (anche cardiologico, neuromotorio e per le dipendenze) di riferimento: questo grazie alla lungimiranza della dirigenza aziendale e dell'allora sindaco Grillotti, che ha saputo ben definire gli obiettivi per l'ospedale rivoltano”.
Nel marzo del 2010, il ritorno a Crema per assumere la direzione dell'Unità operativa di Pneumologia. “È stata dura lasciare Rivolta – osserva il dottor Aiolfi – ma è stato anche giusto rimettersi in gioco. All'Ospedale Maggiore ho trovato una squadra pronta: da ognuno ho cercato di far emergere e quindi valorizzare le migliori professionalità mediche, inferimieristiche, fisioterapiche e via dicendo. In un ambiente rinnovato e molto più umanizzato (il reparto al sesto piano è stato ristrutturato), oggi siamo in grado di rispondere alle moderne esigenze della sanità per l'assistenza e la cura: la Pneumologia, che si avvale pure della presenza sul territorio dell'Uomar con assistenti sanitarie preparate, è una realtà importante per il bacino territoriale, riconosciuta in Regione e rispettata dalle Università”.
“Vado via – rileva il dottor Aiolfi – con il Laboratorio di Fisiopatologia completamente rinnovato e con strumentazioni stranuove, dove spicca la dotazione dell'Endoscopia toracica con un ecografo moderno. Rinnovata pure la Terapia intensiva respiratoria. E chi verrà dopo di me, si trova quattro pneumologi under 40”.
Ora, Stefano Aiolfi farà il nonno a tempo pieno, con l'orgoglio di questi 40 anni all'Ospedale Maggiore, “un ospedale tecnologicamente evoluto, con una notevole offerta specialistica, dove il paziente non viene mai abbandonato, ma seguito in un percorso che, quando è necessario, sa coinvolgere pure altre realtà”.