CREMA-GDF, SEQUESTRO DA 3 MLN DI EURO

Compensa imposte e contributi con crediti Iva “inesitenti e/o illegittimi” e si costruisce un impero.
Scoperto dalla Guardia di Finanza a finire nei guai è stato un professionista bergamasco al quali sono stati sequestrati beni per 3 milioni di euro.
“L'attività di servizio del Nucleo di Polizia Tributaria di Cremona, eseguita nei giorni scorsi, ha completato una precedente indagine economico-finanziaria eseguita dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Crema e coordinata, dalla Procura di Bergamo – spiegano in un comunicato dal Comando Provinciale delle Fiamme Gialle -. Nel corso di tali indagini era stato individuato un meccanismo fraudolento posto in essere da un consulente fiscale operante nella provincia di Bergamo, il quale, assumendo di fatto la gestione di oltre una ventina di società, operanti nella maggior parte dei casi nel settore dell'edilizia e con sede legale fittiziamente in Crema, ha compensato imposte e contributi dovuti per circa 13 milioni di euro con crediti IVA inesistenti e/o illegittimi, scaturiti anche dall'annotazione di fatture per operazioni inesistenti”. Nell'ambito di queste verifiche sono state deferite 26 persone ritenute responsabili dell'occultamento al Fisco di circa 200 milioni di euro.
“Il destinatario della misura di prevenzione patrimoniale, il ragioniere commercialista G.B., di 46 anni, è stato considerato persona 'fiscalmente pericolosa' in quanto dedita, da numerosi anni, a molteplici condotte fraudolente, suffragate in numerose sentenze, prevalentemente legate a reati di natura fiscale e contributiva. Nei suoi confronti si è, pertanto, resa applicabile in virtù di una Legge del 2011, la normativa antimafia che estende, anche a beni costituenti profitto di evasione fiscale, la possibilità del sequestro e, successivamente, della confisca”.
Le indagini hanno infatti portato gli inquirenti ad ipotizzare che fosse proprio il commercialista “a tenere le fila di un'organizzazione dedita all'evasione fiscale per importi milionari, i cui proventi erano reinvestiti in società, immobili e opere d'arte, intestate artificiosamente a società costituite ad hoc, aventi sede all'estero, e a prestanome. I finanzieri, infatti, hanno ricostruito gli investimenti patrimoniali e societari che, dal 2004, il professionista ha realizzato. Tale attività ha consentito di accertare la disponibilità diretta o indiretta in capo a G.B. di un patrimonio sproporzionato rispetto alla irrisoria capacità reddituale sua e dei propri familiari, consistente in poco più di 50mila euro lordi annui”.
I risultati ottenuti nelle indagini sono stati raffrontati con gli episodi nei quali il commercialista era rimasto coinvolto negli ultimi 10 anni “accertando, da un lato, come il professionista avesse investito in diverse società le risorse accumulate nel tempo e dall'altro lato rilevando manovre volte, in prima battuta, a cercare di frapporre ostacoli alla riconducibilità dei beni in capo allo stesso e successivamente alla loro vendita o intestazione fittizia a prestanome. Queste azioni hanno indotto la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Bergamo, su richiesta del Nucleo di polizia tributaria di Cremona, a ritenere concreto il pericolo che i beni di cui si prevede debba essere disposta la confisca venissero dispersi, sottratti o alienati e, quindi, a disporre il sequestro di 27 immobili, 3 società e 4 rapporti finanziari di varia natura, per un valore complessivo stimato in circa 3 milioni di euro”.